L’Isis e il nuovo orrore: abbiamo ucciso Haines

Il video sull’esecuzione del cooperante britannico David Haines. Il premier Cameron: pura malvagità

Guido Olimpio, Corriere della Sera redazione • 14/9/2014 • Copertina, Guerre, Armi & Terrorismi • 1679 Viste

WASHINGTON — I terroristi dell’Isis hanno ignorato il disperato appello della famiglia ed hanno decapitato l’ostaggio britannico, David Haines, 44 anni, in mano agli estremisti dal maggio 2013. Il rituale è identico alle esecuzioni dei giornalisti americani James Foley e Steven Sotloff. Probabilmente il medesimo boia, un estremista che si esprimeva in inglese.
Il nuovo atto di barbarie era temuto. Gli esperti dell’intelligence sostenevano che gli uomini del Califfo avrebbero colpito ancora in un momento chiave. E questo lo è, con gli sforzi americani per mettere insieme una coalizione disposta a combattere i jihadisti in Iraq e in Siria. La famiglia di Haines aveva diffuso, nella giornata di ieri, una lettera scritta ai rapitori sollecitando un contatto. Un tentativo estremo di trovare un canale per fermare gli assassini, ma che non ha avuto alcun effetto.
Così è arrivato il video postato su Internet con l’omicidio dell’operatore umanitario sequestrato 17 mesi fa in Siria.Il filmato si apre con uno spezzone dove compare il premier britannico che parla della situazione nella regione. Cambio di immagine. Ecco Haines, costretto a ripetere un messaggio con alle spalle il boia, un uomo mascherato: «Tu, David Cameron, sei interamente responsabile della mia esecuzione. Tu sei entrato volontariamente nella coalizione con gli Stati Uniti contro lo Stato Islamico», ha affermato l’ostaggio. Dopo qualche altra parola è intervenuto il probabile killer. Vestito di nero, con il pugnale nella mano sinistra, si è espresso in inglese. Una voce simile a quella degli altri video: «Quest’uomo britannico paga il prezzo della tua promessa, Cameron, di armare i peshmerga curdi…Ironia della sorte lui stesso (Haines) ha trascorso un decennio della sua vita nella stessa Royal Air Force responsabile della consegna di queste armi…». Il mujahed, per far capire che il video è recente, ha fatto un riferimento ai recenti raid nella zona di Haditha. Sono stati questi gli ultimi istanti di vita di Haines.
Come negli altri filmati, la registrazione si è interrotta nel momento in cui il terrorista inizia a passare la lama sotto la gola del prigioniero. Una sequenza ripresa subito dopo dalla consueta scena: il corpo dell’ostaggio a terra e decapitato. Poi la nuova minaccia. Il militante è riapparso alle spalle di un secondo cittadino britannico, Alan Henning, anche lui in ginocchio e con la tunica arancione. La prossima vittima dei tagliatori di teste. Rispetto alle altre «scene», chi ha curato la regia si è preoccupato di cambiarla ancora. C’è solo un leggera collina che non permette di vedere l’orizzonte. Non appare neppure un albero. Questo per non dare il minimo indizio sul luogo, anche se è probabile che sia sempre vicino a Raqqa, cittadina nel nord est della Siria.
Duplice il segnale dello Stato Islamico. Prima si rivolge agli alleati dell’America, mettendoli in guardia sulle possibili conseguenze, e lo fa mentre il segretario di Stato statunitense John Kerry è impegnato in una missione nella regione mediorientale. Ieri era al Cairo. Quindi gli estremisti fanno opera di proselitismo mostrando la loro ferocia.
L’uccisione di David Haines è coincisa con altri messaggi, apparsi sempre sul web, dove alcuni militanti (presunti) promettono «guerra all’Europa, alla coalizione anti Isis e ai cristiani in Siria».
E poi si rivolgono ai mujahedin: «Individuate i vostri obiettivi, preparate le autobomba, le cariche e le cinture esplosive per colpire duramente e uccidere». Scenari inquietanti che si uniscono alle indiscrezioni su un possibile attacco contro jet passeggeri americani da parte di un gruppo, ribattezzato «Khorasan». Una cellula che si starebbe addestrando in Siria nelle file dei jihadisti rivali della formazione qaedista Al Nusra, con l’aiuto di esperti yemeniti capaci di costruire ordigni che sfuggono ai controlli. Il mandante sarebbe Ayman Al Zawahiri, l’attuale capo di Al Qaeda oggi oscurato dal Califfo dell’Isis, Abu Bakr Al Baghdadi. Una gara a chi uccide di più.
Guido Olimpio

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