Il sindaco De Magistris contro tutti

Napoli. Condannato per abuso d’ufficio, il sindaco rifiuta di dimettersi: «Sentenza indecente, quando ero magistrato si è attivato contro di me un potere criminale. Se mi sospendono starò di più nelle strade»

Adriana Pollice, il manifesto redazione • 27/9/2014 • Carcere & Giustizia, Copertina, Politica & Istituzioni • 804 Viste

«Non mi dimetto». Il sindaco di Napoli, Luigi de Magi­stris, lo ha ripe­tuto per tutta la gior­nata, prima in con­si­glio comu­nale durante i lavori per l’approvazione del bilan­cio pre­ven­tivo e poi in con­fe­renza stampa. La rispo­sta ripe­tuta come un man­tra dopo le dichia­ra­zione del pre­si­dente del Senato, Pie­tro Grasso, in città per inau­gu­rare la fon­da­zione Foqus dell’ex asses­sore bas­so­li­niana Rachele Fur­faro. «La legge Seve­rino va appli­cata – ha dichia­rato Grasso -, è stata infatti già appli­cata ad altri sin­daci. Penso sia ine­vi­ta­bile che venga appli­cata» e poi «de Magi­stris valu­terà al meglio la situa­zione. Sa benis­simo che se non lo dovesse fare ci sarebbe comun­que un prov­ve­di­mento da parte del pre­fetto non appena si ren­derà ese­cu­tiva oppure si depo­si­terà la moti­va­zione. Poi natu­ral­mente ci sarà il seguito dell’appello, dell’impugnazione che potrà even­tual­mente dare un con­torno defi­ni­tivo alla vicenda».

Una dichia­ra­zione che è un avviso di sfratto. Con lui c’era anche il pre­fetto Anto­nio Muso­lino, a cui toc­cherà deci­dere sull’applicazione della legge Seve­rino in base alla quale l’ex pm, con­dan­nato in primo grado dal Tri­bu­nale di Roma per il pro­cesso Why not, rischia la sospen­sione fino a un mas­simo di 18 mesi, ma l’applicazione della norma non è chiara: «Stiamo aspet­tando gli atti», ha spie­gato Muso­lino.

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This