Tasi, sono online le Tariffe di 6.600 Comuni

Penalizzate le Case di valore più basso Rispetto all’Imu l’aggravio per gli immobili di minor pregio può arrivare a 121 euro

Gino Pagliuca, Corriere della Sera redazione • 12/9/2014 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 675 Viste

MILANO — Rush finale per le delibere Tasi. Dalla lettura dei dati presenti sul sito del ministero delle Finanze e aggiornati a ieri risulta che hanno messo on line le tariffe 6.641 amministrazioni municipali; mancherebbero quindi all’appello ancora 1.416 degli 8.057 comuni italiani. La pubblicazione non è solo un atto formale ma un adempimento decisivo; la delibera senza inserimento sul sito del ministero delle Finanze non è infatti applicabile. Il termine ultimo di scadenza per la pubblicazione è il 18 settembre.
Solo a metà della prossima settimana si potrà avere quindi un quadro preciso della situazione anche se è probabile che buona parte dei comuni ancora non presenti negli elenchi vi rientreranno all’ultimo momento. Perché le date di pubblicazione sono così importanti? Perché determinano i tempi di pagamento e le aliquote del tributo. Riassumiamo i termini della questione.
Le aliquote
L’aliquota base della Tasi è lo 0,1%, calcolata sulla medesima base imponibile dell’Imu, per le abitazioni principali (sono quelle in cui il possessore ha residenza e domicilio abituale e che non appartengano alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) e assimilati e che sono esentate dall’Imu. I comuni possono portare l’aliquota fino allo 0,25% senza nessun obbligo di riconoscere detrazioni, oppure fino allo 0,33% ma prevedendo facilitazioni. Per gli altri immobili l’aliquota base sarebbe dello 0,1% ma va calcolata anche tenendo conto dell’Imu: la somma Imu+Tasi non può superare lo 0,6% per le abitazioni principali di lusso e non può andare oltre l’1,06% per gli altri immobili. Se però il comune stabilisce detrazioni per le abitazioni principali e non prevede per queste un’aliquota superiore allo 0,25% la somma Tasi più Imu può arrivare all’1,16%. Un meccanismo che eufemisticamente si potrebbe definire farraginoso.
Le date
In circa 2.000 comuni italiani, quelli che avevano pubblicato entro fine maggio le aliquote, si è pagata la prima rata della Tasi lo scorso 16 giugno. I contribuenti che hanno svolto questo adempimento dovranno effettuare il saldo il 16 dicembre.
Nei comuni che avranno pubblicato la delibera entro il 18 settembre e dove non si è pagato a giugno bisognerà versare la prima rata entro il 16 ottobre e il saldo entro il 16 dicembre; è l’ipotesi che riguarda la maggior parte dei contribuenti e in particolare quelli di grandi città come Milano e Roma.
Infine i contribuenti dei comuni che non pubblicassero entro il 18 settembre saranno chiamati alla cassa direttamente per il saldo il 16 dicembre; l’amministrazione municipale però in questo caso perde la facoltà di stabilire le aliquote, che saranno quelle standard: 0,1% per l’abitazione principale; 0.1% per gli altri immobili ma solo se l’Imu non è ad aliquota massima.
Il sito del ministero
La lettura della delibera è necessaria per chi voglia fare da sé i calcoli. A differenza di quanto capitava con l’Imu, dove erano previste detrazioni valide per tutta Italia, i comuni con la Tasi hanno mano libera sulle agevolazioni. Trovare le delibere sul sito del ministero richiede un po’ di pazienza. Bisogna andare su www.finanze.it , cliccare a destra su aliquote Tasi . Se sono presenti più delibere Tasi bisogna avere l’accortezza di consultare quella più recente; infine scaricare l’allegato e saltare le prime pagine che di norma contengono i riferimenti normativi. Una sorta di caccia al tesoro dove però si vince solo il diritto di pagare…
Il confronto con l’Imu
Continuano le polemiche sul costo della Tasi e si moltiplicano sui media le analisi e i confronti. A puro titolo di cronaca abbiamo provato a mettere a paragone il tributo per l’abitazione principale in una cinquantina di comuni capoluogo che hanno deliberato le aliquote con l’Imu 2012, su due tipologie di abitazione: una casa di medio livello da 70 metri quadrati e una signorile da 120. Il risultato è quello che suggerisce la logica: siccome l’aliquota è più bassa di quella dell’Imu (che lo ricordiamo per le abitazioni principali poteva andare fino allo 0,6%) ma sono anche più basse le detrazioni (per l’Imu c’era 200 euro ad abitazione più 50 per ogni figlio convivente) la Tasi penalizza le case di valore più basso e risulta conveniente per quelle di maggior pregio. Nella media delle città considerate sull’abitazione l’aggravio è di 19 euro per le abitazioni di modesto valore, però con oscillazioni che vanno da un risparmio di 154 euro per Roma e un incremento di 121 euro per Frosinone; per quanto invece riguarda le case da 120 metri si risparmiano in media 53 euro, con una punta di ben 450 euro ad Olbia, che ha deciso l’aliquota zero.
Gino Pagliuca

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