Crescono i costi Tav, Lupi ci ha messo la firma

Spese lievitate. Secondo l’accordo del 30 gennaio del 2012 l’Italia deve sobbarcarsi il 57,9% dell’onere

Mauro Ravarino, il manifesto redazione • 30/10/2014 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina, Movimenti • 613 Viste

La Tav, a que­ste con­di­zioni, non s’ha da fare. A pro­nun­ciarlo è il poli­tico che più si è speso per la rea­liz­za­zione dell’opera: il sena­tore Pd Ste­fano Espo­sito. Pasda­ran, ultras del Tav, sono solo alcuni degli epi­teti che hanno accom­pa­gnato il suo nome nelle cro­na­che di que­sti anni. In ogni momento, più o meno topico, non è mai man­cato un suo com­mento. Sem­pre nelle stessa dire­zione: osti­nata e favorevole.

Suc­cede, però, che un giorno spunti il Con­tratto di pro­gramma Rfi 2012–2016, fir­mato l’8 ago­sto dal mini­stro delle Infra­strut­ture, Mau­ri­zio Lupi, e dall’amministratore dele­gato di Fs, Michele Elia. All’interno, i costi della tratta tran­sfron­ta­liera della Torino-Lione, la parte finan­ziata da Fran­cia e Ita­lia (si tratta del tun­nel di base e poco più), lie­vi­tano dagli 8,3 miliardi di euro pre­vi­sti nel 2012 a ben 12, a cui si aggiun­gono 1,6 miliardi per le spese rela­tive a pro­get­ta­zioni e studi. In totale, sono 13,6. Per l’Italia, che secondo l’accordo del 30 gen­naio del 2012 deve sob­bar­carsi il 57,9% dell’opera, la spesa arri­ve­rebbe a 7,7 miliardi, rispetto ai 2,9 pre­ven­ti­vati con grande otti­mi­smo e con la (fra­gile) sicu­rezza del finan­zia­mento europeo.

Roma, per la sola tratta inter­na­zio­nale, dovrebbe sbor­sare — al netto della quota Ue — 7,7 miliardi. Il sena­tore Espo­sito, a sor­presa, è inter­ve­nuto ieri mat­tina con una nota: «Nel caso in cui doves­sero essere con­fer­mate le cifre date da Rfi, non indu­gerò un solo minuto a pre­sen­tare una mozione par­la­men­tare per chie­dere al governo l’immediata inter­ru­zione dei lavori e la rinun­cia alla rea­liz­za­zione della tratta ita­liana del Cor­ri­doio Medi­ter­ra­neo. Infatti, se il costo della Torino-Lione fosse di 7 miliardi meglio pagare le penali alla Fran­cia. Basta con il paese dei furbi e dei buro­crati che deci­dono senza rispet­tare il Par­la­mento». Ha, poi, chie­sto un’audizione urgente dei ver­tici Rfi, del mini­stro Mau­ri­zio Lupi e del mini­stero dell’Economia, in Com­mis­sione Tra­sporti, al Senato, per fare chia­rezza sui costi.

Sul fronte dei favo­re­voli, Mino Gia­chino, Forza Ita­lia, già sot­to­se­gre­ta­rio ai Tra­sporti, prova, invece, a rin­fo­co­lare il tifo pro Tav: «Non si può nean­che ipo­tiz­zare il no all’opera». Sull’altro fronte, Nicola Fra­to­ianni, Sel, e Pippo Civati chie­dono una com­mis­sione par­la­men­tare d’inchiesta: «Si abbia il corag­gio di sospen­dere i lavori fino a quando tutti gli aspetti oscuri della Tav non saranno chia­riti». Il M5S, attra­verso la con­si­gliera regio­nale Fran­ce­sca Fre­diani, invita la Regione Pie­monte a chie­dere lo stop dei cantieri.

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