Immigrati e controllo frontiere, Alfano conferma: Triton sostituirà Mare Nostrum

Mancava solo l’ufficialità ed è arrivata: “L’operazione Tritone sostituirà Mare Nostrum”. Dopo le anticipazioni date ieri dalla nostra Agenzia, la conferma

Redattore Sociale redazione • 10/10/2014 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Europa, Immigrati & Rifugiati • 1122 Viste

Oggi l’ufficialità dalle parole del ministro in Lussemburgo: “Non avremo due linee a presidiare le frontiere europee”. E sul futuro: “Adempiremo agli obblighi del diritto internazionale e della navigazione per quanto riguarda il salvataggio di vite”. Ma di chi sarà la competenza dei soccorsi?

BRUXELLES – Mancava solo l’ufficialità ed è arrivata: “L’operazione Triton sostituirà Mare Nostrum”. Dopo le anticipazioni date ieri dalla nostra Agenzia, la conferma. E questa volta non ci possono essere dubbi di interpretazione fra Italia ed Europa, visto che non è stato solo il ministro dell’Interno Angelino Alfano a dirlo, in una conferenza stampa durante il Consiglio Giustizia e Affari Interni a Lussemburgo, ma lo si legge anche in un paragrafo delle conclusioni. “Mentre verrà avviata Triton – recita il documento – ci sarà un coordinamento per una rapida cessazione delle operazioni italiane”.
“Non avremo due linee a presidiare le frontiere Europee, una di Frontex e una italiana – ha detto Alfano – ma ne avremo una sola. Noi abbiamo sempre detto che avremmo chiuso Mare Nostrum quando l’Europa avesse fatto la sua parte, e oggi la sta facendo”.
Il ministro ha rivendicato la nuova operazione Frontex come un successo della presidenza italiana e ha aggiunto: “Purtroppo decine e decine di persone sono morte ma, oltre a salvare centinaia di migliaia di vite, Mare Nostrum ci ha anche permesso di arrestare oltre cinquecento scafisti che sono ora nelle prigioni italiane. Però Mare Nostrum era nata dopo la tragedia di Lampedusa e oggi esprimiamo la nostra soddisfazione perché le richieste che abbiamo fatto hanno finalmente trovato accoglienza”.
E ai giornalisti che gli chiedevano cosa succederà quando, con Triton, le acque internazionali al di fuori delle trenta miglia dalle coste italiane non saranno più presidiate e se verranno lasciati morire gli immigrati in mare, Alfano ha risposto: “Noi adempiremo a tutti gli obblighi del diritto internazionale e della navigazione per quanto riguarda il salvataggio di vite, anche perché sono principi inderogabili a cui tutti i paesi devono attenersi”.
Una non risposta però, visto che non è chiaro di chi sarà la competenza dei soccorsi se un barcone dovesse trovarsi in difficoltà in acque internazionali.
E sulla polemica fra Italia e paesi del nord Europa riguardo la registrazione delle impronte digitali, Alfano ha dichiarato: “Ho avuto un breve incontro con la mia omologa danese che mi ha offerto la disponibilità del suo paese ad aiutarci. Avremo un altro incontro. Negli ultimi mesi, comunque, la polizia italiana ha adottato una stretta di vite e abbiamo raggiunto risultati straordinari. Noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare”.
“Abbiamo sempre detto che non potevamo rimanere da soli nella gestione degli arrivi in Europa – ha concluso Alfano – e oggi abbiamo ottenuto quello che avevamo chiesto da anni. Oggi è stato stabilito un principio fondamentale, che l’Europa è unita nel presidiare le sue frontiere”. Il ministro ha invece negato di aver parlato di nozze gay con i suoi colleghi europei. (Maurizio Molinari)
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