Parte il Sinodo, il monito del Papa: “Non caricate pesi sulle famiglie”

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CITTÀ DEL VATICANO . Ci saranno anche due sposi di fede diversa, lei cattolica lui musulmano, fra le 13 coppie scelte da Papa Francesco come “auditores” al Sinodo della famiglia, i cui lavori cominciano oggi in Vaticano. Una novità, mentre nella messa di inaugurazione pronunciata a San Pietro, Jorge Mario Bergoglio ha voluto imprimere i suoi ultimi tocchi, prima che la discussione abbia inizio.
«Le Assemblee sinodali — ha detto il vescovo di Roma — non servono per vedere chi è più intelligente. Il Signore chiede di prenderci cura della famiglia». E con un ulteriore monito ha continuato, evocando l’immagine della «vigna del Signore» richiamata nel 2005 dall’appena eletto Benedetto XVI: «Nel Vangelo sono i contadini a rovinare il progetto del Signore: non fanno il loro lavoro, ma pensano ai loro interessi. Per cupidigia e superbia vogliono fare quello che vogliono. I cattivi pastori caricano sulle spalle della gente pesi insopportabili che loro non muovono neppure con un dito».
Le famiglie dunque non dovranno portare carichi che i big della Chiesa, già schierati fra aperturisti e conservatori sull’argomento divenuto centrale — la comunione ai divorziati risposati — potrebbero scaricare sulle spalle dei fedeli. «I Padri sinodali — ha detto anzi il pontefice — vivranno due intense settimane di ascolto e di confronto».
Al mattino il Papa aveva già inviato un tweet («Mentre diamo inizio al Sinodo sulla Famiglia, preghiamo il Signore di indicarci il cammino») sull’hashtag #prayforsynod. L’assemblea sarà dunque anche social. Monsignor Bruno Forte, teologo e arcivescovo di Chieti-Vasto, nominato dal Papa segretario speciale del Sinodo, dice a Repubblica: «Affidiamo al Signore il lavoro sinodale». Mentre il cardinale tedesco Walter Kasper, indicato da molti come il leader della parte riformista, si proclama fiducioso «che alla fine troveremo un largo consenso su cosa è la famiglia, e come vive».
Indicative anche le parole espresse dal Papa nel colloquio pubblicato ieri dal quotidiano argentino La Nacion. «Questo sarà un Sinodo lungo, probabilmente di un anno. Io sto solo dando la spinta iniziale. È stata posta molto enfasi sul tema dei divorziati… ma per me un problema molto importante è quello delle nuove abitudini dei giovani. La gioventù non si sposa. È una cultura dell’epoca, molti giovani preferiscono convivere senza sposarsi. Cosa deve fare la Chiesa? Espellerli dal proprio seno? O invece avvicinarsi, contenerli e cercare di portare loro la parola di Dio? Sono su quest’ultima posizione».
Il pontefice ha detto anche di non essere preoccupato per il libro critico di cinque cardinali uscito di recente: «Da parte di tutti c’è da contribuire. Sento persino piacere nel discutere con i vescovi molto conservatori, ma con buona formazione intellettuale. Tutti possono dire le proprie cose in totale libertà. Il mondo è cambiato e la Chiesa non può chiudersi nelle presunte interpretazioni del dogma ». E adesso, via alla discussione.



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