TTIP

Lavoro, sanità, i rischi del Ttip

Lavoro. Una nor­ma­tiva ana­loga al «Rights to Works» ame­ri­cano potrebbe affac­ciarsi in Europa con­tri­buendo ad ali­men­tare una rin­no­vata ed ancor più for­sen­nata con­cor­renza al ribasso fra i lavo­ra­tori sui loro diritti e le loro retribuzioni

Dario Guarascio, il manifesto redazione • 17/10/2014 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina, Europa, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali, Lavoro, economia & finanza nel mondo, Movimenti, Salute & Politiche sanitarie • 849 Viste

Ambiente e indu­stria ali­men­tare. Il supe­ra­mento de facto del prin­ci­pio di pre­cau­zione che guida la rego­la­men­ta­zione euro­pea in mate­ria di pro­du­zione e con­sumo è uno dei prin­ci­pali obiet­tivi dei nego­zia­tori ame­ri­cani del Ttip. Tale supe­ra­mento allen­te­rebbe le restri­zioni sani­ta­rie ed ambien­tali rela­tive ai con­sumi – aprendo, ad esem­pio, alla pos­si­bi­lità di com­mer­cia­liz­zare pro­dotti ali­men­tari ame­ri­cani con­te­nenti OGM o altri tipi di sostanze attual­mente non con­sen­tite in Europa – ed alla pro­du­zione, favo­rendo le lobby del «frac­king gas».

Pro­prietà intel­let­tuale. Un obiet­tivo ulte­riore del Ttip – già ten­tato con il pre­ce­den­te­mente respinto Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agree­ment) – è l’armonizzazione della rego­la­men­ta­zione Usa-Ue in mate­ria di pro­prietà intel­let­tuale. L’impatto che avrebbe tale com­po­nente del Trat­tato è quello di limi­tare in modo rile­vante il libero accesso alla cono­scenza sul web e di dare un potere enorme nella gestione dei dati per­so­nali alle grandi mul­ti­na­zio­nali del settore.

Set­tore sani­ta­rio e far­ma­ceu­tico. Sotto i colpi del Ttip potrebbe cadere un altro pila­stro della rego­la­men­ta­zione Ue, il Reach – Regu­la­tion on Regi­stra­tion, Eva­lua­tion, Autho­ri­sa­tion and Restric­tion of Che­mi­cals. In que­sto caso ad avere la meglio sareb­bero le mul­ti­na­zio­nali del set­tore chi­mico e, in par­ti­co­lare, di quello farmaceutico.

Finanza. I rap­pre­sen­tanti della finanza stanno chie­dendo agli esten­sori del Ttip di pre­ve­dere una «disci­plina» per la rego­la­men­ta­zione della finanza da parte degli stati. Ciò signi­fi­che­rebbe una limi­ta­zione alla dimen­sione ed alla per­va­si­vità della rego­la­men­ta­zione finan­zia­ria nei due bloc­chi. Que­sto aspetto del Trat­tato potrebbe essere foriero di una nuova dif­fu­sione di massa degli eredi di que­gli stru­menti finan­ziari pro­ta­go­ni­sti del crack della Leh­man Brothers.

Arbi­trato inter­na­zio­nale. Gra­zie al Ttip nasce­rebbe la pos­si­bi­lità per le mul­ti­na­zio­nali, qua­lora voles­sero con­te­stare una rego­la­men­ta­zione sta­tale o comu­ni­ta­ria strin­gente, di rivol­gersi ad un orga­ni­smo arbi­trale terzo dotan­dosi così di un potente mezzo per il con­tra­sto di poli­ti­che e leggi diver­genti dalle loro stra­te­gie azien­dali. Gli stati mem­bri dell’Unione euro­pea e degli Stati Uniti potreb­bero vedersi cata­pul­tati in breve tempo in con­ten­ziosi ana­lo­ghi a quelli che hanno visto con­trap­po­sti sin dagli anni ottanta molti Stati del Sud Ame­rica e le mag­giori mul­ti­na­zio­nali americane.

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