Triton. Pattuglie dell’Ue, niente soccorsi ai migranti

«Non possiamo sostituire gli Stati membri nella responsabilità di proteggere le frontiere» Archiviata l’operazione Mare Nostrum, Bruxelles lancia il sistema di controllo Triton

Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera redazione • 17/10/2014 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Europa, Immigrati & Rifugiati • 635 Viste

ROMA Fine della missione umanitaria, via ai pattugliamenti di fronte alle coste italiane. L’Europa vara l’operazione « Triton » dal primo novembre e il ministro Angelino Alfano va in Parlamento per annunciare che «Mare Nostrum» sarà definitivamente «archiviata». Lo schieramento di navi e aerei si posizionerà a 30 miglia dal nostro Paese e questo vuol dire, come sottolinea il titolare del Viminale, «che non si potranno avere due linee di difesa sulle nostre frontiere, una più avanzata verso la costa nordafricana e una sul confine di Schengen». Le conseguenze rischiano di essere drammatiche, tenendo conto che in un anno «sono stati salvati circa 100mila migranti, dei quali oltre 9mila minori non accompagnati e ci sono state 3mila vittime». Nonostante questo, si cambia. E l’annuncio arriva dal direttore di Frontex Gil Arias Fernandez quando conferma «l’impiego di due navi d’altura, due navi di pattuglia costiera, due motovedette, due aerei ed un elicottero, oltre a uno stanziamento per novembre e dicembre di 2,9 milioni di euro al mese e un finanziamento di circa 92 milioni di euro per il 2015». Ma soprattutto quando ribadisce che «l’Agenzia e l’Unione Europa non possono sostituire gli Stati membri nella responsabilità di controllare le loro frontiere». Assicura che 29 Stati parteciperanno, in realtà operativi saranno soltanto, oltre all’Italia, Francia, Portogallo, Islanda, Finlandia, Malta Lettonia e Spagna.
“Mare Nostrum” ha certamente fatto incrementare in maniera esponenziale il numero degli sbarchi. Secondo i dati forniti proprio da Frontex «nel 2014 si è registrato un incremento del 292 per cento negli arrivi provenienti da immigrazione irregolare. Nei mesi che vanno da gennaio a settembre di quest’anno ci sono stati 142.707 arrivi nel Mediterraneo centrale» e dunque in Italia, mentre «in tutto il 2013 erano giunte 36.414 persone». Secondo i dati aggiornati al 12 ottobre c’è stata comunque una crescita in tutta Europa dovuta evidentemente al proliferare delle aree di crisi in Medio Oriente e infatti gli arrivi «sono stati 207mila nel 2014, rispetto ai 107 mila di tutto il 2013». Nel nostro Paese sono giunti «30 mila immigrati provenienti dalla Siria e quasi la stessa cifra dall’Eritrea».
Appare difficile che i flussi possano fermarsi, proprio perché queste persone fuggono da zone di guerra, mentre evidente è il rischio alto di naufragi. Alfano assicura che «continueremo a fare ricerca e soccorso», ma la scelta europea di arretrare la linea di pattugliamento a 30 miglia da Lampedusa rende pressoché impossibile coprire l’intera distanza tra l’Italia e la Libia, dunque dai porti di partenza, che supera le 200 miglia. L’Alto Commissariato per i Rifugiati lancia l’allarme ribadendo come «la chiusura di Mare Nostrum senza che venga sostituita da un’operazione europea di soccorso in mare metterà in pericolo la vita delle persone, dunque è necessario mantenere una forte capacità di soccorso in mare dei rifugiati e migranti che tentano di raggiungere l’Europa e aumentare le alternative legali alle pericolose traversate».

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This