Bufera sulla Finanziaria Ncd contro la social card per gli extracomunitari e il canone in bolletta

Più flessibilità ai Comuni, 400 milioni per gli ammortizzatori Bonus bebè ai poveri. No della Ue all’Iva al 4% sugli e-book

ROBERTO PETRINI, la Repubblica redazione • 22/11/2014 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Politica & Istituzioni • 772 Viste

ROMA . Bonus bebè circoscritto alle famiglie più povere, allentamento delle misure per i Comuni, 400 milioni per gli ammortizzatori sociali. Con queste misure e tra le polemiche, la legge di Stabilità 2015 entra in dirittura d’arrivo: la Commissione Bilancio la licenzierà tra martedì e mercoledì della prossima settimana, con una sosta lunedì dedicata alla “finestra” aperta per il Jobs Act. L’obiettivo è di arrivare in aula giovedì 27. Rinviati all’esame del Senato almeno un paio di nodi: la riduzione delle tasse su Tfr e Fondi pensione e la revisione dell’apparato di tagli alle Regioni.
Ma sulle ultime battute parlamentari è bufera politica: alcune norme contenute nel pacchetto di emendamenti alla Stabilità, approvate ieri, hanno fatto salire ulteriormente il livello della tensione tra Pd e Ncd. Gli alfaniani sono contrari all’estensione della social card agli immigrati, e al cosiddetto canone in bolletta. Nel primo caso, Ncd ha chiesto al governo di ritirare l’emendamento per capire se si tratta di una vera e propria estensione della social card agli extracomunitari. Il caso nasce però da un equivoco visto che la carta acquisti è stata concessa agli extracomunitari lo scorso anno e che l’attuale norma non fa che sanare una vacanza normativa relativa ai tre mesi gennaio-marzo 2014.
Polemiche anche sul canone Rai in bolletta: la norma non c’è ancora, per il momento è stata solo annunciata, eppure già la protesta è accesa. Il canone Rai collegato alla bolletta elettrica solleva minacce di ricorsi: insorgono, oltre alle compagnie energetiche e ai consumatori, anche i centristi e la Lega Nord.
Problemi, invece, per l’abbassamento dell’aliquota Iva sugli e-book, che la Commissione Bilancio aveva tentato di portare al 4 per cento come per i libri cartacei: lo stop è arrivato da Bruxelles, secondo cui una misura del genere andrebbe a violare le regole della concorrenza: «Si profilerebbe – dice – una violazione delle regole Ue e quindi si aprirebbe una procedura di infrazione contro l’Italia». Polemica la replica del ministro della Cultura Dario Franceschini: «Un libro è un libro, indipendentemente dal suo formato».
Dopo il pressing interno al Pd per indirizzare il bonus bebè da 80 euro alle famiglie più povere, la norma cambia. Il testo della Stabilità garantiva l’erogazione ai redditi fino a 90 mila euro; un emendamento del relatore Mauro Guerra riduce la platea a coloro che presentano un reddito Isee (più basso di quello Irpef perché tiene conto della composizione familiare) fino ad un tetto di 25 mila euro. Inoltre l’assegno raddoppia (160 euro) per chi non supera un Isee di 7 mila euro annui. Arrivano anche i fondi per i malati di Sla, ma esistono problemi per le forniture di kit diagnostici per i malati di diabete.
Giunge a definizione anche la vertenza aperta con i Comuni dopo la presentazione della legge di Stabilità e gli annunci del sottosegretario Delrio nelle zone alluvionate del Nord: ieri il governo ha depositato in Commissione Bilancio della Camera un pacchetto di emendamenti che prevedono un maggiore spazio di manovra ai sindaci nella gestione dei tagli (il cui importo complessivo resta uguale) e confermano l’allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità interno. In particolare, gli 1,2 miliardi di tagli previsti dalla manovra per i Comuni non dovranno essere più limitati esclusivamente alla spesa corrente. Il ripianamento dei debiti potrà essere spalmato su 30 anni anziché su 10, il tetto di indebitamento dei Municipi potrà salire dall’8 al 10 per cento. Inoltre i nuovi Comuni che nascono a seguito di una fusione a partire dal 2015 potranno beneficiare di una deroga quinquennale al Patto di Stabilità interno.
Nuovi fondi arrivano per gli ammortizzatori sociali che si aggiungono ai 2 miliardi già previsti per il 2015. In tutto 400 milioni: la dotazione per gli ammortizzatori sociali sale quindi a 2,2 miliardi per ciascuno degli anni 2015 e 2016, e di 2 miliardi dal 2017. Il ddl Stabilità prevedeva uno stanziamento di 2 miliardi per ciascuno degli anni 2015 e 2016.

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