Fiato sospeso a Ferguson e nuovo caso a Brooklyn

Stati uniti. Attesa ad alta tensione nel Missouri: il grand jury decide se l’agente che ha ucciso Michael Brown andrà o meno a processo. A New York poliziotto fredda un 28 enne, anche lui nero e disarmato. Obama: fate i buoni

Gina Musso, il manifesto redazione • 23/11/2014 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Internazionale • 486 Viste

Ferguson, Mis­souri, ieri sera fre­meva in attesa di sapere se l’agente Dar­ren Wil­son, il poli­ziotto che lo scorso 9 ago­sto ha ucciso il 18enne Michael Brown, verrà por­tato o meno a pro­cesso. La deci­sione del grand jury era attesa a ore. E dopo il video-appello del padre di Brown, che gio­vedì invi­tava alla calma, ieri anche Obama si è rac­co­man­dato di «mani­fe­stare paci­fi­ca­mente», ricor­dando che «sfrut­tare la situa­zione come pre­te­sto per la vio­lenza è con­tra­rio al diritto e con­tra­rio a ciò che siamo».

Fonte d’ispirazione pro­ba­bile, per il pre­si­dente sta­tu­ni­tense, l’informativa con cui nei giorni pre­ce­denti l’Fbi segna­lava il rischio che la deci­sione «possa con ogni pro­ba­bi­lità essere sfrut­tata da indi­vi­dui per giu­sti­fi­care minacce e attac­chi con­tro forze dell’ordine e infra­strut­ture». E guarda caso pro­prio ieri la stessa Fbi ha arre­stato nell’area di St Louis, nel Mis­souri, due pre­sunti appar­te­nenti alle «New Black Pan­thers», con l’accusa di aver acqui­stato esplo­sivo da uti­liz­zare durante le mani­fe­sta­zioni di pro­te­sta a Ferguson. Lo rife­ri­sce Cbs News. Secondo gli inqui­renti i due vole­vano fab­bri­care bombe artigianali.

Intanto la sera prima un altro african-american inno­cente e disar­mato tro­vava la morte in uno sta­bile di Broo­klyn, a New York, anche lui fred­dato appa­ren­te­mente senza motivo dalla poli­zia. Akay Gur­ley, 28 anni, padre di un bimbo di 2, era appena andato a tro­vare la fidan­zata e dopo aver aspet­tato invano l’ascensore ha comin­ciato a scen­dere le scale. Da una rampa però è sbu­cato l’agente Peter Liang, che con un col­lega stava effet­tuando nell’edificio una per­lu­stra­zione cosid­detta “ver­ti­cale”, di piano in piano, ha fatto fuoco verso di lui col­pen­dolo ripe­tu­ta­mente al torace. Gur­ley è morto poco dopo in ospedale.

Di «tra­ge­dia» e «inci­dente» ha par­lato il diri­gente di poli­zia Wil­liam Brat­ton. E di «tra­ge­dia» ha par­lato il sin­daco della città, Bill de Bla­sio, spo­sando però anche lui, impli­ci­ta­mente, la tesi del deplo­re­vole inci­dente. Era buio pesto, pare, quindi tra­ge­die come quella acca­duta venerdì notte — rileva de Bla­sio — evi­den­ziano come sia neces­sa­rio illu­mi­nare meglio le scale dei caseg­giati popo­lari. Magari anche avere in ser­vi­zio poli­ziotti col gril­letto meno facile potrebbe essere d’aiuto.

In Flo­rida, a Tal­la­has­see, si regi­stra invece una spa­ra­to­ria nella quale sono morti il vice-sceriffo locale e l’aggressore, un uomo che ha incen­diato la pro­pria casa e poi ha fatto fuoco con­tro gli agenti inter­ve­nuti sul posto. Due giorni prima alla Flo­rida Uni­ver­sity un uomo aveva ferito tre stu­denti a colpi di pistola prima di essere ucciso dalla poli­zia. Sem­pre dalla Flo­rida, i media Usa danno molta enfasi alla stan­ding ova­tion per Bill Cosby al King Cen­ter for the Per­for­ming Arts di Mel­bourne. Il cele­bre attore african-american, 77 anni, con­si­de­rato il «papà d’America», è accu­sato di mole­stie ses­suali da nove donne.

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