Guerra nucleare decorata

Italia-Usa. Napolitano consegna la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia alla Bandiera di Guerra del 6° Stormo dell’Aeronautica Militare, la cui base è a Ghedi-Torre

Manlio Dinucci, il manifesto redazione • 7/11/2014 • Copertina, Guerre, Armi & Terrorismi • 744 Viste

Il 4 novem­bre, dopo aver depo­sto la corona sulla tomba del Milite Ignoto, il pre­si­dente Napo­li­tano, coa­diu­vato dalla mini­stra della Difesa Pinotti, ha con­se­gnato la Croce di Cava­liere dell’Ordine Mili­tare d’Italia alla Ban­diera di Guerra del 6° Stormo dell’Aeronautica Mili­tare. La cui base è a Ghedi-Torre (Bre­scia), dove si è appena svolta l’esercitazione Nato di guerra nucleare Stea­d­fast Noon (v. il mani­fe­sto del 4 novem­bre). «Nella base di Ghedi – docu­menta il rap­porto U.S. Nuclear Wea­pons in Europe dello sta­tu­ni­tense Natu­ral Resour­ces Defense Coun­cil– sono stoc­cate 40 bombe nucleari Usa B61, desti­nate ai cac­cia ita­liani Tor­nado del 102° e del 154° gruppo del 6° Stormo». Altre 50 bombe nucleari sono stoc­cate ad Aviano (Por­de­none), base del 31° Stormo Usa di cac­cia­bom­bar­dieri F-16. Nelle due basi le bombe nucleari sono tenute in spe­ciali han­gar insieme ai cac­cia­bom­bar­dieri, pronti per l’attacco nucleare. I cac­cia­bom­bar­dieri Tor­nado del 6° Stormo – informa l’Aeronautica – sono dotati di «sistemi d’arma d’avanguardia» che per­met­tono loro di sop­pri­mere le difese aeree nemi­che e col­pire gli obiet­tivi terrestri.

Non a caso i due Tor­nado pre­ci­pi­tati lo scorso ago­sto nei pressi di Ascoli Piceno, men­tre si adde­stra­vano per l’imminente eser­ci­ta­zione Nato di guerra nucleare, vola­vano a bas­sis­sima quota, tec­nica usata per que­sto tipo di attacco con­dotto in pro­fon­dità in ter­ri­to­rio nemico. Per tale atti­vità mili­tare che viola il Trat­tato di non-proliferazione delle armi nucleari, rati­fi­cato dall’Italia, la Ban­diera di Guerra del 6° Stormo viene insi­gnita dal pre­si­dente Napo­li­tano che, nella ceri­mo­nia di con­se­gna della deco­ra­zione, esalta «la per­fetta coe­renza e siner­gia dell’Italia con la Carta Costituzionale».

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