Landini: “Non ci fermeranno”

Il calen­da­rio delle mobi­li­ta­zioni è così fitto che non c’è quasi un giorno senza pro­te­ste: e il voto di ieri sul Jobs Act, che avvi­cina l’approvazione defi­ni­tiva sul prov­ve­di­mento, sem­bra non far demor­dere il sin­da­cato. Ieri la Fiom – con il lea­der Mau­ri­zio Landini – ha mani­fe­stato in Sar­de­gna: per rin­no­vare l’allarme sulla pro­gres­siva deser­ti­fi­ca­zione indu­striale, che va fer­mata. Oggi i chi­mici, tes­sili ed ener­ge­tici della Filc­tem Cgil saranno a Napoli: Eni, Enel, indu­strie del far­maco, made in Italy, un cor­teo per chie­dere più atten­zione e investimenti.

Sem­pre oggi, i pre­cari Fp Cgil della giu­sti­zia saranno in sit-in davanti a Mon­te­ci­to­rio. Venerdì, tocca agli edili (uni­ta­ria­mente), e sabato agli agroa­li­men­tari (solo Cgil e Uil). Verso lo scio­pero del 12 dicembre.

«Il pre­mier va a sbattere».

Mau­ri­zio Landini non le manda a dire, e da Cagliari, dove hanno sfi­lato i lavo­ra­tori del Sul­cis, di Alcoa, Eural­lu­mina, attacca ancora una volta Renzi: «Biso­gna essere più umili, quando il pre­mier dice che crea lavoro: avevo impa­rato che uno solo ha fatto i mira­coli e nean­che lui era riu­scito a creare lavoro. Forse ha fatto que­sta con­fu­sione per­ché Gesù era di Naza­reth e lui ha fir­mato il patto del Naza­reno». «Il patto vero si può fare solo con chi lavora – aggiunge il lea­der della Fiom – E con calma e con fer­mezza noi non cam­biamo idea e gli diciamo: se pensi di pro­se­guire in que­sta strada con­tro chi lavora e con­tro la mag­gio­ranza del Paese, attento che rischi di andare a sbattere».

Landini ha poi riba­dito che il voto sul Jobs Act «non fer­merà il sin­da­cato: con­ti­nue­remo a dire che il taglio dei diritti non è la via per creare lavoro». Poi un nuovo com­mento sulle ele­zioni regio­nali: «Quando il 73% non va alle urne signi­fica non che trionfa l’anti-politica. Signi­fica che non si sente rap­pre­sen­tato – ha detto il lea­der Fiom – Gli scio­peri e il voto dicono che il governo non ha il con­senso delle per­sone che lavo­rano, dei gio­vani e dei precari».

Infine, un auspi­cio: «Que­sto governo non è stato eletto dal popolo, per­ché in Par­la­mento, quello che la Con­sulta ha detto che è stato eletto con una legge non costi­tu­zio­nale, hanno deciso certe ope­ra­zioni. Allora biso­gne­rebbe limi­tarsi a fare una legge elet­to­rale e veri­fi­care con la gente di fare un Par­la­mento costituzionale».

Chi­mici con­tro il Jobs Act

Dopo la mani­fe­sta­zione di Bolo­gna della set­ti­mana scorsa, la Filc­tem Cgil rac­co­glie qua­dri e dele­gati del cen­tro sud oggi a Napoli, alle 10 alla Città della scienza. La Filc­tem Cgil – spiega una nota – «è in prima fila nel soste­nere le ragioni dello scio­pero gene­rale del 12 dicem­bre e la netta con­tra­rietà al Jobs Act e legge di sta­bi­lità, prov­ve­di­menti sba­gliati e inef­fi­caci, che ridu­cono diritti e dignità delle persone».

«Il governo – incalza Emi­lio Miceli, segre­ta­rio gene­rale Filc­tem – sta pro­vando a sfi­darci, non per fare un passo in avanti, ma per ripor­tarci al con­flitto. Per­ché se decidi di inter­ve­nire per legge su alcune mate­rie con­trat­tuali (deman­sio­na­mento, video­sor­ve­glianza, libertà di licen­zia­mento) e lo fai vio­lando patti e accordi con­trat­tuali, porti su un ter­reno di scon­tro il sin­da­cato e l’impresa. Credo che que­sto Paese di tutto abbia biso­gno tranne che di un ritorno al con­flitto che in qual­che modo dan­neg­gia la pos­si­bi­lità di ripresa».

Costru­zioni con la Cisl

Alle mani­fe­sta­zioni regio­nali di dopo­do­mani non ci sono solo Cgil e Uil, ma anche la Cisl. «Al sesto anno con­se­cu­tivo di crisi del set­tore delle costru­zioni – dicono Fil­lea, Filca e Feneal – appare ormai evi­dente che le ricette messe in atto finora per con­tra­starla siano state fal­li­men­tari. Le sole poli­ti­che dei tagli sulla spesa degli inve­sti­menti e di allen­ta­mento delle regole non pro­du­cono lavoro. Anche quest’anno, nono­stante i dati con­fer­mino un ulte­riore calo del 10% degli occu­pati arri­vando a circa 800 mila posti di lavoro bru­ciati dall’inizio della crisi, nei prov­ve­di­menti adot­tati dal governo non si avverte un radi­cale cam­bia­mento di quelle poli­ti­che e i timidi segnali posi­tivi restano lar­ga­mente insuf­fi­cienti a dare rispo­ste ade­guate ai lavo­ra­tori del set­tore e ad un Paese che avrebbe quanto mai biso­gno di un impo­nente piano di inter­venti di messa in sicu­rezza del ter­ri­to­rio e del patri­mo­nio edi­li­zio e in infra­strut­ture strategiche».

I pre­cari della giustizia

Se sabato gli agroa­li­men­tari Uil e Cgil saranno in piazza a Roma, oggi i pre­cari della giu­sti­zia fanno un sit-in a Mon­te­ci­to­rio. Si tratta di tiro­ci­nanti, cas­sin­te­grati, lavo­ra­tori in mobi­lità, disoc­cu­pati e inoc­cu­pati, i cosid­detti «pre­cari» che dal 2010 a oggi hanno usu­fruito dei tiro­cini for­ma­tivi negli uffici giu­di­ziari. Chie­dono con­tratti seri, viste anche le gra­vis­sime carenze d’organico, circa 9000 unità, con punte di sco­per­tura del 30% in alcuni grandi uffici», denun­cia la Fp Cgil.



Related Articles

“Il terrorismo si alimenta di paura e povertà” Francesco in Kenya inizia la visita all’Africa

Nairobi. “Porto un messaggio di riconciliazione” Niente auto blindata. Domani in Uganda, poi la tappa a rischio di Bangui: “Temo più le zanzare degli attentati”

Fiscal compact, la sfida alla Ue si rafforza la manovra d’autunno

Nella legge di bilancio più risorse per cuneo ma anche “pacchetto over 50” per incentivare le assunzioni di lavoratori licenziati lontani dalla pensione

L’Oriente rallenta l’Occidente rialza la testa

Le previsioni del World Economic Outlook del Fondo Monetario certificano un netto cambiamento di visione e di scenario. Il Fondo registra che il club dei Paesi avanzati resiste e si riorganizza nel mondo globale, mentre la crescita dei Paesi emergenti soffre un drastico rallentamento.

1 comment

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment