Meno «scoraggiati» ma la disoccupazione resta ancora record

Meno «scoraggiati» ma la disoccupazione resta ancora record

ROMA Piccoli segnali di ripresa dell’economia italiana: cresce il numero di occupati (82 mila in più a settembre rispetto ad agosto) e diminuisce il numero di cittadini che non lavorano, né cercano un impiego, ma sale pure il tasso di disoccupazione, arrivato ai livelli record già raggiunti più volte nel 2014. Segnale positivo pure dall’inflazione: a ottobre i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1% sia rispetto a settembre, sia rispetto ad ottobre 2013.
È la fotografia scattata dall’Istat nelle sue stime provvisorie diffuse ieri: l’aumento, rilevato nello stesso periodo, sia degli occupati che dei disoccupati è stato possibile, fa notare l’Istituto, grazie all’aumento della partecipazione al mercato del lavoro e al calo delle persone inattive. Tuttavia le previsioni dell’istituto sul Pil per la fine dell’anno indicano che l’economia «continuerà a rallentare, anche se i consumi privati miglioreranno in maniera moderata».
Soddisfatto il premier, Matteo Renzi, che rilancia su Twitter: «Aumentano i posti di lavoro: solo con il lavoro l’Italia riparte». Commenti positivi pure dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Il dato sull’occupazione fa ben sperare. Come è un segno di speranza che il tasso di disoccupazione è aumentato dello 0,1% perché ci sono persone che hanno cominciato a cercare lavoro e prima non lo cercavano». Cautela, invece, dalla leader della Cgil, Susanna Camusso: «Bene i numeri dell’Istat, ma è eccessivo parlare di ripresa». Anche Guglielmo Loy (Uil) non vede «risultati brillanti dall’enorme quantità di risorse destinate a incentivi a favore dell’occupazione e dal progetto “Garanzia giovani”». E la Cisl aggiunge: «Speriamo che questi segnali positivi non siano un fuoco di paglia».
Approfondendo l’analisi nel mese di settembre il numero degli occupati è aumentato dello 0,4% su agosto (+82 mila) e dello 0,6% su base annua (+130 mila). In valori assoluti gli occupati a settembre erano 22 milioni e 457 mila: si tratta del livello più alto da maggio 2013. Il numero degli individui inattivi (né al lavoro, né in cerca di occupazione) tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,9% rispetto al mese precedente e del 2,1% rispetto a settembre del 2013. Situazione ancora pesante, invece, se si guarda ai disoccupati: a settembre erano 3 milioni 236 mila, in aumento dell’1,5% rispetto ad agosto (+48 mila) e dell’1,8% su base annua (+58 mila). Il tasso di disoccupazione al 12,6% si mantiene sui livelli record già raggiunti più volte quest’anno. Quanto ai giovani, a settembre i disoccupati tra i 15-24 anni sono 698 mila, ma il tasso di disoccupazione è sceso dal 43,7% di agosto al 42,9 di settembre.
Per fine anno l’Istat prefigura che «l’evoluzione ciclica dell’economia si manterrà debole» perché «in Italia l’andamento stagnante dell’attività industriale ha risentito della debolezza delle condizioni interne di domanda, depresse dalla intensità della caduta degli investimenti fissi lordi e dal rallentamento dell’export». Per questi motivi le previsioni per la fine dell’anno «continuano a delineare un rallentamento dell’attività con un’economia ancora debole».
Francesco Di Frischia

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