Ogm, i singoli stati membri potranno vietarli

Ogm, i singoli stati membri potranno vietarli

Que­sta è buona. Non passa giorno senza una lieta novella pre­pa­rata dall’ufficio stampa subli­mi­nale più effi­ciente della terra: miliardi di esseri umani pre­sto potreb­bero avere il pia­cere di sgra­noc­chiare pata­tine fritte anti can­cro. Ogm, natu­ral­mente. La «sco­perta» arriva dagli Stati uniti dove la JR Sim­plot Com­pany, mar­chio che da cinquant’anni rifor­ni­sce Mc Donald’s, ha otte­nuto l’autorizzazione per col­ti­vare la patata a basso con­te­nuto di acri­la­mide (sostanza poten­zial­mente can­ce­ro­gena). Resta da vedere chi avrà il corag­gio di ser­vire ai clienti pata­tine gm. Ma a meno di sei mesi dall’Expo, tutto fa brodo.

Lo si capi­sce dall’insistenza con cui tutti i media ogni giorno cuci­nano noti­ziole ras­si­cu­ranti, sup­por­tate da auto­re­voli inter­venti, sul mera­vi­glioso mondo dei cibi gene­ti­ca­mente modificati.

Quest’altra, invece, è indi­ge­sta per le mul­ti­na­zio­nali del bio­tech che si danno da fare nei cor­ri­doi delle isti­tu­zioni euro­pee: ieri la Com­mis­sione ambiente del par­la­mento euro­peo ha votato un nuovo sistema per l’autorizzazione degli Ogm che raf­forza i motivi per cui uno stato mem­bro può sce­gliere di non appli­care le even­tuali auto­riz­za­zioni rila­sciate dall’Unione euro­pea (53 voti a favore, 11 con­trari, 2 astensioni).

La par­tita è com­pli­cata e non ancora vinta. Adesso il testo dovrà essere appro­vato dal par­la­mento euro­peo in seduta ple­na­ria, ma tutte le asso­cia­zioni ambien­ta­li­ste ita­liane si dicono sod­di­sfatte. Solo i Verdi euro­pei invi­tano a non dare nulla per scon­tato, temendo addi­rit­tura che il testo «si possa tra­sfor­mare in un cavallo di Troia». Pru­denza dovuta al fatto che il voto di ieri non cam­bie­rebbe nella sostanza «il pro­cesso difet­toso» di appro­va­zione dell’Unione euro­pea, e in seguito potrebbe anche venire modi­fi­cato, poi­ché la discus­sione è appena comin­ciata. «Non si può con­ti­nuare in que­sto modo — dicono i Verdi euro­pei — con le facili auto­riz­za­zioni della Ue che si scon­trano con i facili divieti nazionali».

La rela­trice, l’eurodeputata libe­ral­de­mo­cra­tica belga Fré­dé­ri­que Ries, ha cer­cato di essere ras­si­cu­rante: «La diret­tiva dà agli Stati mem­bri il diritto di vie­tare la col­ti­va­zione di Ogm. La Com­mis­sione, che ha pre­sen­tato que­sto testo, non ha asso­lu­ta­mente par­lato di una diret­tiva che ne auto­rizza la col­ti­va­zione. La rela­zione è il riflesso di molte pre­oc­cu­pa­zioni. I cri­teri e le moti­va­zioni, come l’utilizzo del ter­ri­to­rio, il rispetto per la bio­di­ver­sità, la resi­stenza ai pesti­cidi sono molto meglio arti­co­lati e molto più pre­cisi rispetto al testo troppo vago della Commissione».

Fede­rica Fer­ra­rio, respon­sa­bile della cam­pa­gna no Ogm di Green­peace, di solito è piut­to­sto severa ma que­sta volta è deci­sa­mente sod­di­sfatta. «Ci com­pli­men­tiamo con il nuovo par­la­mento euro­peo che cerca di assi­cu­rare ai cit­ta­dini un’agricoltura e un ambiente privi di Ogm». Secondo Fede­rica Fer­ra­rio, «i par­la­men­tari hanno radi­cal­mente miglio­rato il testo adot­tato dal Con­si­glio che era stato for­te­mente influen­zato dalla linea pro Ogm del governo inglese». Con le modi­fi­che appor­tate, agli stati mem­bri ver­ranno for­nite «basi legali solide per ban­dire la col­ti­va­zione di Ogm dai pro­pri ter­ri­tori, ren­dendo dif­fi­cile per l’industria bio­tech con­tra­stare i bandi nazio­nali nei tri­bu­nali». Tra le novità del testo votato ieri, sot­to­li­nea Green­peace, c’è la rein­tro­du­zione del diritto di vie­tare gli Ogm «per ragioni di carat­tere ambientale».

Ragioni che erano state incre­di­bil­mente escluse dal testo pre­ce­dente, pro­vo­cando le rea­zioni di molte asso­cia­zioni di col­ti­va­tori ita­liane. A que­sto punto il par­la­mento euro­peo, la Com­mis­sione e i sin­goli stati dovranno comin­ciare i nego­ziati per arri­vare a una legge. Una con­trat­ta­zione tutt’altro che sem­plice visto che sulla que­stione Ogm non c’è mai stata una­ni­mità, soprat­tutto per le for­za­ture della pas­sata Com­mis­sione che spesso ha lavo­rato per i giganti del biotech.

Vit­to­rio Cogliati Dezza, pre­si­dente nazio­nale di Legam­biente, è sod­di­sfatto: «Le pros­sime set­ti­mane saranno cru­ciali affin­ché l’Italia, durante il suo seme­stre di pre­si­denza euro­pea, si impe­gni per rag­giun­gere un accordo in coe­renza con quanto votato dalla Com­mis­sione». Anche Fran­ce­sco Fer­rante (Green Ita­lia) sot­to­li­nea il ruolo dell’Italia: «Que­sta deci­sione è un’occasione d’oro per il governo ita­liano per carat­te­riz­zare la pre­si­denza di una seme­stre euro­peo fin qui deci­sa­mente poco lumi­noso, per­ché costi­tui­sce un ottimo via­tico per rag­giun­gere un accordo posi­tivo che raf­forzi ulte­rior­mente il diritto degli Stati mem­bri a vie­tare la col­ti­va­zione degli Ogm».

Il pre­si­dente di Col­di­retti, Roberto Mon­calvo, ormai si sente al sicuro: «L’Europa da un lato, le Alpi e il mare dall’altro, ren­de­ranno l’Italia final­mente sicura da ogni con­ta­mi­na­zione a tutela della straor­di­na­ria biodiversità».



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