Il Papa e le periferie: dialogo, non violenza tra italiani e migranti

Marino: espellere chi non rispetta le regole

Alessandro Capponi e Rinaldo Frignani, Corriere della Sera redazione • 17/11/2014 • Copertina, Immigrati & Rifugiati, Paure, conflitti, sofferenze urbane • 569 Viste

ROMA «Invito le istituzioni ad assumere come priorità quella che ormai costituisce un’emergenza sociale e che, se non affrontata al più presto, rischia di degenerare sempre di più». Le periferie delle città — attraversate dalle tensioni degli ultimi giorni — sono nel cuore di papa Francesco: durante l’Angelus in piazza San Pietro il Pontefice ricorda «di non cedere alla tentazione dello scontro» e «di respingere ogni violenza». Italiani e immigrati devono «dialogare, ascoltarsi, progettare insieme, e così superare il sospetto e il pregiudizio e costruire una convivenza sicura, pacifica, inclusiva».
La tensione, a Roma, rimane alta: a Tor Sapienza, teatro degli scontri dei giorni scorsi, come all’Infernetto, dove è stata trasferita la maggior parte dei minorenni del centro d’accoglienza, e all’Alessandrino, dove la protesta si organizza in queste ore. In diretta con Lucia Annunziata, durante la trasmissione In mezz’ora su Rai3, il sindaco Ignazio Marino — che subito dopo si è presentato all’Infernetto per disinnescare le manifestazioni — schiva la bufera politica che lo attanaglia: si dice «convinto di potercela fare, stiamo cambiando la città». L’incontro a metà settimana con il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, si annuncia decisivo. Di certo Marino «apre» al cambiamento della squadra, ma vorrebbe limitarsi a qualche modifica; il Pd chiede cambiamenti sostanziali, inclusa la poltrona di vicesindaco. Prossimi giorni decisivi: martedì il consiglio comunale sul Pandagate (Marino pare aver pagato le multe), mercoledì il vertice al Nazareno. Di certo agli alleati di centrosinistra non avranno fatto piacere le parole sulle città governata male per quarant’anni: «Tor Sapienza è una zona trascurata da decenni. Problemi che in alcuni casi, come la raccolta dei rifiuti, il decoro, erano stati lasciati senza soluzione dal 1963». Il sindaco, soprattutto, pare sull’orlo di una svolta «da sceriffo», come fa notare Lucia Annunziata: «Continuare ad accogliere con questi numeri di arrivi di immigrati per Roma è impossibile. Chi non rispetta le leggi — dice Marino — va mandato fuori dall’Italia». Il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli: «Dubito che abbia ragione il Papa, gli immigrati vadano in Vaticano: là non se ne trovano…». Dall’Australia, anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, parla del dramma delle periferie «troppo spesso dimenticate. Nel 2015 presenteremo un progetto specifico».
Alessandro Capponi
Rinaldo Frignani

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