Raid americani contro l’Is: 100 morti

L’avanzata dell’Is è frenata dai raid aerei della coalizione guidata dagli Usa: nella notte si contano quattro raid americani e altrettanti delle forze alleate

ALIX VAN BUREN, la Repubblica redazione • 2/11/2014 • Copertina, Guerre, Armi & Terrorismi • 1436 Viste

NEL giorno della solidarietà mondiale con Kobane — quando centinaia di cortei in America, Asia ed Europa invocano salvezza per la cittadina siriana assediata dallo Stato islamico (Is) — a Kobane finalmente arrivano le primi armi pesanti. È il 49esimo giorno dei combattimenti contro i jihadisti dell’Is forti dell’arsenale americano catturato in Iraq, e il manipolo di circa tremila curdi siriani male attrezzati con Kalashnikov spesso rattoppati da nastri adesivi, ora dispone di pezzi d’artiglieria, mitra pesanti e missili anticarro. I 150 peshmerga, curdi iracheni, venuti a dar man forte all’Ypg (l’esercito dei curdi siriani), si schierano nel centro della città frontaliera. La speranza è che i rinforzi capovolgano le sorti della battaglia. «La priorità è di riconquistare i quartieri di Kobane controllati da Daesh», dice Shorsh Hassan, portavoce dell’Ypg riferendosi alla sigla in arabo dell’Is. «Poi tenteremo di liberare i villaggi nei dintorni ». L’avanzata dell’Is è frenata dai raid aerei della coalizione guidata dagli Usa: nella notte si contano quattro raid americani e altrettanti delle forze alleate. Stando all’Osservatorio siriano dei diritti umani, oltre 100 jihadisti sono stati uccisi in tre giorni.
Sullo sfondo arriva la notizia dell’avanzata del Fronte Nusra, il gruppo di Al Qaeda rivale dell’Is, nella regione di Idlib nel Nord Ovest della Siria. I qaedisti hanno preso la regione strategica di Jabal al-Zawiya dopo cinque giorni di scontri con il Fronte rivoluzionario siriano (Frs), sostenuto da Washington come parte dei “ribelli moderati”. Secondo l’Osservatorio, decine di guerriglieri dell’Frs avrebbero disertato, unendosi ai ranghi del Fronte Nusra. Un duro colpo assestato alla politica americana, che contava sull’-Frs per formare una «forza di terra». Jamal Maarouf, il leader dell’Frs dalla fama niente affatto specchiata fra i siriani, si giustifica così: «Abbiamo deciso la ritirata per risparmiare i civili». Il Fronte Nusra ha in progetto di fondare un proprio emirato a Idlib, in concorrenza con il califfato dell’Is.

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