Svizzera, gli eco-estremisti guidano il voto anti immigrati

Svizzera, gli eco-estremisti guidano il voto anti immigrati

LUGANO . Ridurre l’immigrazione a percentuali da prefisso telefonico e, contemporaneamente, intervenire nei Paesi del terzo mondo per frenare la crescita demografica. Sono i contenuti del referendum propositivo su cui oggi si esprimono i cittadini svizzeri. L’ennesima provocazione dai connotati xenofobi, che arriva dopo lo sconquasso suscitato, a livello planetario, dal voto dello scorso 9 febbraio, con cui la maggioranza degli elettori elvetici insorse contro «l’immigrazione di massa», denunciando gli accordi con l’Ue sulla libera circolazione delle persone. La consultazione popolare è intitolata “Ecopop”, acronimo di “Ecologia e popolazione”, i cui fautori appartengono all’estremismo ambientalista e non si preoccupano di passare per razzisti pur di preservare la Svizzera dal rischio della sovrappopolazione.
In sostanza chiedono che l’immigrazione non superi lo 0,2 per cento all’anno, non più di 16 mila persone, e che il governo investa, sempre annualmente, il 10 per cento dell’aiuto allo sviluppo, cioè l’equivalente di poco più di 120 milioni di euro, per distribuire preservativi e pillole del giorno dopo alle nazioni più povere. Il ragionamento, in termini crudi, è il seguente: meno figli fanno africani, asiatici e latino americani e più dovrebbe diminuire la pressione alle frontiere svizzere. Per denunciare Ecopop sono stati tirati in ballo sia il Lebensraum , ovvero l’ossessione dello spazio vitale della Germania nazista, come pure il malthusianesimo, che invoca la disincentivazione della natalità, per preservare l’ecosistema terrestre. C’è poi un secondo quesito, nel referendum odierno, che in caso di vittoria dei sì porterebbe al divieto per la Banca centrale elvetica di vendere le proprie riserve d’oro. Un modo per dire «ce lo teniamo tutto in casa». Il terzo quesito prevede l’abolizione dei privilegi fiscali per stranieri ricchi.
«Se passa questa iniziativa — mette in guardia Christoph Blocher, il leader della destra svizzera — la nostra economia subirà dei danni gravi». «Quello 0,2 per cento di limite per l’immigrazione — spiega — si raggiungerà in fretta, con i soli richiedenti l’asilo, con la conseguenza che se un’azienda dovrà assumere un ingegnere straniero non lo potrà fare». Blocher, giusto ricordarlo, è un imprenditore multimiliardario, all’origine di molte delle campagne anti-stranieri che hanno infiammato negli ultimi 20 anni la Svizzera. Insomma, se persino uno come lui afferma che Ecopop è pericolosa, allora vuol dire che si sta superando ogni limite. Stando agli ultimi sondaggi il referendum Ecopop dovrebbe venire respinto. Salvo che nel Canton Ticino dove la destra, maggioritaria con la Lega a livello di governo locale, non nasconde il suo appoggio. Ma il tema incendia il dibattito pubblico. Anche il leader dei Verdi ticinesi, Sergio Savoia, non la avversa con la stessa determinazione dei suoi colleghi degli altri Cantoni. Perché, chiediamo a Savoia, è approdata alle urne una tesi tanto controversa? «Perché in Svizzera il 27 per cento della popolazione è costituita da stranieri. Il che ha conseguenze a tutti i livelli». A chi ha definito l’iniziativa para-nazista, perché evoca il Lebensraum , cosa replica? «Che questi paragoni storici sono rozzi e finiscono per lasciare il tema della migrazione nelle mani degli estremisti veri. Vede, da noi non si è registrato alcun episodio di violenza contro gli stranieri. Italia, Francia e Inghilterra possono dire altrettanto? ». Ma non la pensano così i giornali dei Paesi vicini. Il settimanale tedesco Spiegel per esempio titolava ieri: «Dentro l’oro, fuori gli stranieri».


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