2014, l’anno della grande febbre “ Mai così caldo sul Pianeta ”

Il verdetto arriva dagli Usa: la temperatura della Terra è salita oltre i 14 gradi medi del XX secolo Ed è sempre più allarme

GIOVANNI SPATARO, la Repubblica redazione • 22/12/2014 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Copertina • 600 Viste

LA FEBBRE della Terra cresce senza sosta e l’anno che sta per finire segnerà il record per il riscaldamento del Pianeta. Secondo i dati dello statunitense National Oceanic and Atmospheric Administration, tra gennaio e novembre 2014 la temperatura media globale misurata al suolo e sulla superficie degli oceani ha superato di 0,68 gradi la media del XX secolo, pari a 14 gradi. Dunque, a meno di improbabili sorprese, il 2014 sarà l’anno più caldo dall’inizio dell’era industriale. E se anche il dato di dicembre dovesse impedire al 2014 di raggiungere il primato, sarebbe solo per una questione di centesimi di grado, un’inezia.
L’allarme sull’anno da record era stato lanciato anche dall’Organizzazione meteorologica mondiale ai primi di dicembre, alla Conferenza annuale sul clima organizzata dall’Onu a Lima, in Perù. I dati erano leggermente diversi, si parlava di un aumento di 0,57 gradi tra gennaio e ottobre rispetto alla media 1961-1990 e di 0,09 gradi rispetto alla media degli ultimi dieci anni, ma la sostanza era la stessa. Le emissioni di anidride carbonica, che vedono Cina e Stati Uniti in cima alla classifica dei Paesi inquinanti, e quelle di altri gas serra continuano a far salire la temperatura. In particolare, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, la prestazione da record del 2014 è dovuta in massima parte al riscaldamento degli oceani, anche questo da primato. Le temperature elevate degli oceani, insieme ad altri fattori, hanno poi contribuito alle piogge e alle inondazioni catastrofiche registrate in alcuni Paesi e alle siccità estreme sperimentate da altri. Anche l’Italia, nel suo piccolo, partecipa al primato planetario. Da noi il 2014 è l’anno più caldo dal 1800, secondo la Banca dati climatologica dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr di Bologna. Con le elevate temperature registrate a novembre, il più caldo degli ultimi duecento anni, si è chiuso per il nostro Paese l’anno meteorologico cominciato nel dicembre 2013 e si è chiuso «come il più caldo della serie, con una anomalia di più 1,4 °C al di sopra della media del periodo di riferimento (1971-2000). Se guardiamo i dieci anni più caldi dal 1800 a oggi, ben nove sono successivi al 2000», spiega Michele Brunetti, responsabile della Banca dati climatologica.
Siamo quindi tutti sulla stessa barca, ma la politica sembra non rendersene conto. Gli scienziati hanno fissato un limite oltre il quale la febbre della Terra porterebbe a scenari catastrofici: entro fine secolo, l’aumento globale di temperatura non deve superare i due gradi rispetto all’epoca pre-industriale e per ora è cresciuta di 0,86 gradi. A Lima i Paesi del’Onu sono stati invitati a dichiarare quello che possono e vogliono fare in termini di riduzione delle emissioni. Nel 2015 a Parigi, alla prossima conferenza sul clima, si capirà se il Pianeta febbricitante avrà un panno umido per abbassare la temperatura, o magari qualcosa in più. E intanto, dice il climatologo del Cnr Antonello Pasini, per abbassare di due gradi la temperatura dovremmo tagliare le emissioni tra il 40 e il 70 per cento entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990».

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