Case in periferia a 2.700 euro al mese Gli affitti d’oro per Buzzi e i costruttori

by redazione | 14 Dicembre 2014 18:29

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Duemilasettecento euro al mese: lo stipendio di due impiegati comunali, oppure la pigione di un appartamento signorile ai Parioli. Impossibile credere che il Comune di Roma possa spendere una somma simile per l’affitto di un alloggio in un residence di periferia. Prima, naturalmente, di aver visto le cifra che il Campidoglio spende per la cosiddetta emergenza abitativa. Ovvero, circa 43 milioni l’anno. Più le bollette delle utenze.
Soldi, quei 43 milioni, incassati dai costruttori che affittano immobili al Comune, e dalle cooperative sociali come il Consorzio Eriches 29 di Salvatore Buzzi.
Con risvolti paradossali, più volte segnalati nelle sue interrogazioni dal solito consigliere comunale Riccardo Magi, recentemente eletto presidente dei Radicali italiani. E non soltanto per i costi, oggettivamente astronomici. Un esempio? Per gli 84 alloggi dell’Immobiliare San Giovanni 2005 del costruttore Antonio Pulcini in vicolo del Casale Lumbroso il Campidoglio spende 2.690.753 euro: 2.669 euro al mese per ciascuno. In discussione, soprattutto, sono le modalità con cui gli alloggi venivano di regola assegnati: senza graduatorie e i dovuti controlli sulle situazioni patrimoniali dei nuclei familiari. Con il risultato che l’emergenza «temporanea» si trasforma sempre in emergenza stabile, con le famiglie (circa 1.850) che restano perennemente a carico del Comune pure quando viene accertata la mancanza dei requisiti. Anche perché le ordinanze di sgombero quasi mai vengono eseguite.
In una di queste strutture, quella di via Giacomini di proprietà della Immobiliare commerciale srl, era addirittura ospitata la sede dell’organizzazione della destra romana Popolo di Roma.
Quello dell’assistenza all’emergenza abitativa è un meccanismo a geometrie variabili. C’è il cosiddetto «vuoto per pieno», che consiste nell’affittare un immobile intero, pagandolo indipendentemente dal fatto che tutti gli alloggi siano o meno occupati. In qualche caso al canone si somma il costo del servizio di «portierato sociale»( ?!) o «guardiania» (?!) affidato a una cooperativa: per cifre niente affatto simboliche. C’è poi l’assistenza alloggiativa diretta da parte delle coop sociali. Il Comune paga a queste una retta a persona, e la coop provvede all’alloggiamento e ai servizi. In questo caso il costo di aggira fra i 23 e i 24 euro a cranio. Il che significa oltre 2.100 euro al mese per un nucleo familiare di tre persone.
Il Consorzio Eriches 29 di Buzzi ha incassato per il solo 2012 una cifra superiore ai 5 milioni di euro per 584 persone: 720 euro mensili per ognuna di queste. E in aggiunta un milione circa per i servizi di guardiania in due strutture, della Immobiliare Pollenza e della Investimenti Roma 2006. Entrambe riconducibili alla famiglia di Antonio Pulcini (del quale si è ricordato ieri il coinvolgimento nell’inchiesta sulle presunte tangenti al deputato pd Marco Di Stefano), che con quattro immobili affittati al Comune (gli altri due sono quelli della New Esquilino e, appunto, della Immobiliare San Giovanni 2005) risulta il soggetto privato più attivo in questo business. Il giro d’affari annuale con il Comune di Roma si aggira intorno ai 9 milioni: più di un quinto del totale.
Ma nell’elenco non manca la famiglia Armellini, proprietaria del Park Hotel Costanza attraverso una società lussemburghese (la Soloverte finance sa), come pure gli eredi del conte Romolo Vaselli (Nuova patrimoniale srl), mentre la Serenissima Sgr, che incassa circa tre milioni e mezzo l’anno ci porta fino alla A4 holding, la società che controlla l’Autostrada Brescia-Padova presieduta dall’ex presidente leghista della Provincia di Vicenza Attilio Schneck. Quindi nomi come quelli dei gruppi Baldassari, Amore, Caporlingua… Infine, la Immobiliare Ten amministrata da Riccardo Totti, fratello del capitano della Roma calcio e bandiera della città, Francesco Totti, a cui fa capo il pacchetto di maggioranza.
E se alla testa del gruppo di cooperative sociali impegnate nell’affare figura indisturbata la Eriches di Buzzi, nella lista furoreggiano anche la Domus Caritas e la Casa della Solidarietà. Due coop alle quali la relazione degli ispettori della Ragioneria che mesi fa avevano decretato come illegittimi gli affidamenti diretti a Buzzi perché sopra le soglie di importo comunitarie e illecitamente prorogati, non ha riservato commenti più lusinghieri.
C’è da dire che molti di quei contratti (fra i quali quello con la società di Totti) sono scaduti o in scadenza a fine anno, anche se per alcuni, fra cui un paio di Pulcini e quello della famiglia Armellini, si andrà avanti fino al 2018. Sarebbe pure ingeneroso non riconoscere che il sindaco Ignazio Marino avrebbe voluto cambiare un sistema chiaramente assurdo, passando dagli affitti ai costruttori e alle coop a un contributo diretto alle famiglie bisognose, con un risparmio di una decina di milioni l’anno. Peccato che tutto sia ancora a bagnomaria.
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