Charlie Hebdo: fratelli Kouachi barricati a Dammartin-en-Goële. Altro assalto a Parigi: 5 ostaggi in negozio kosher

Charlie Hebdo: fratelli Kouachi barricati a Dammartin-en-Goële. Altro assalto a Parigi: 5 ostaggi in negozio kosher

FRANCIA

Come nel peggiore degli incubi, si moltiplicano i fronti per la polizia francese. Un’altra sparatoria, altre persone tenute in ostaggio. Questa volta a Porte de Vincennes, Parigi. Un uomo ha aperto il fuoco in un negozio di alimentari kosher, ferendo almeno una persona. Cinque altre persone, tra cui donne e bambini, sarebbero ora tenute in ostaggio dal killer. Secondo la polizia, si tratta dello stesso uomo che ieri a Montrouge (sobborgo a sud di Parigi) ha ucciso una poliziotta: Amedy Coulibaly (32 anni), ricercato assieme a una ragazza di 26 anni, Hayat Boumeddiene, probabilmente la sua fidanzata.

L’agenzia France Presse aveva parlato di due vittime nella nuova sparatoria a Porte de Vincennes, notizia al momento smentita dal ministero degli Interni.

Prosegue, intanto, il dramma a Dammartin-en-Goële, cittadina a nord-est di Parigi, dove i fratelli Kouachi, ritenuti responsabili dell’assalto armato contro la redazione parigina di Charlie Hebdo, sono da ore barricati in una piccola tipografia. In mattinata una sparatoria è avvenuta a una quarantina di chilometri da Parigi, vicino all’aeroporto di Roissy, lungo la Route nationale 2. Poi i due terroristi si sarebbero barricati dentro un’azienda di segnaletica pubblicitaria a Dammartin-en-Goële, prendendo in ostaggio almeno una persona. Gli agenti starebbero negoziando con i terroristi; non ci sono conferme ufficiali di nuove vittime o feriti.

Sono ore drammatiche per l’intelligence francese, accusata di fallimenti pesanti. Soprattutto ora che è emerso che i due stragisti di Charlie Hebdo conoscevano e appartenevano alla stessa filiera jihadista dell’uomo che ieri ha ucciso una poliziotta francese a Montrouge. Si tratterebbe della famosa filiera di Buttes-Chaumont.

I due ricercati, inoltre, erano “da anni” sulla lista nera degli Stati Uniti. Lo ha riferito una fonte delle forze di sicurezza statunitensi. I fratelli Cherif e Said Kouachi, 32 e 34 anni, sono nella “nostra lista di controllo da anni”, ha detto la fonte, perché sospettati di terrorismo. Inoltre i loro nomi compaiono anche nella lista delle autorità aeroportuali americane, la cosiddetta no-fly list, che vieta di prendere voli da e per gli Stati Uniti.

Ma c’è dell’altro: secondo quanto appreso dal New York Times, Said Kouachi era stato addestrato in Yemen da al Qaida nel 2011. Lo ha fatto sapere un funzionario Usa, sottolineando che il 34enne aveva passato “alcuni mesi” nella penisola araba prima di tornare in Francia. Durante il suo periodo in Yemen, il maggiore dei fratelli Kouachi avrebbe anche incontrato l’imam radicale Anwar al Awlaki, ucciso nel settembre 2011 da un drone Usa. Il fratello minore di Said, Cherif Kouachi, era noto anche alle forze di polizia italiane come appartenente alle filiere islamiche dirette in Iraq, ma non era mai stato sul territorio nazionale, ha detto il ministro del’Intero, Angelino Alfano, nella sua informativa alla Camera sui fatti di Parigi.



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