Expo, si apre il caso Turandot alla Scala I delegati Cgil: il 1° Maggio noi in piazza

Expo, si apre il caso Turandot alla Scala I delegati Cgil: il 1° Maggio noi in piazza

Festa di Expo e Festa dei Lavoratori: la Turandot il primo maggio potrebbe cantare, oppure finire in piazza.

La preoccupazione è nell’aria da tempo, da quando è stato compilato il calendario della stagione 2014-2015 ed, eccezionalmente, dopo qualche incertezza, alla casella di solito vuota è comparsa la Prima dell’opera di Puccini, diretta da Riccardo Chailly. È il giorno d’inizio ufficiale dell’Esposizione Universale. Ma è anche il Primo maggio. Saranno allora i lavoratori a scegliere se aprire il sipario o meno.
È la linea della Cgil, che corrisponde a una sentenza della Cassazione. «I dipendenti della Scala sono abituati a essere in servizio durante le festività — spiega la sindacalista Paola Bentivegna —, ma la Festa dei Lavoratori è una giornata importante, da settembre chiediamo alla direzione di offrirci un’alternativa. Non ci hanno risposto». All’assemblea di ieri pomeriggio, allora, l’indicazione è stata: i (13) delegati Cgil il primo maggio parteciperanno al tradizionale corteo e non saranno in teatro; tutti gli altri (un migliaio di lavoratori, di cui circa 400 iscritti alla Cgil) sceglieranno liberamente che fare. «Non abbiamo intenzione di boicottare nulla», precisa Bentivegna. Ma anche: «Nessuno è tenuto a rispondere alla lettera che chiede la disponibilità per quella data».
È la linea pure della Scala, che ugualmente si attiene alle disposizioni della Cassazione e ha cominciato dalla fine della scorsa settimana a spedire missive per raccogliere le adesioni entro il 31 gennaio. Del resto, chiariscono, la sera del primo maggio è stata decisa da Expo e non dal Teatro, e il nuovo sovrintendente Alexander Pereira in ogni intervista ha sempre sostenuto la necessità di evitare scontri con i lavoratori.
Sui calcoli nessuno si sbilancia. Cisl, Fials e Uil hanno dato indicazioni favorevoli. Coro e orchestra di ogni sigla in questi mesi hanno raccolto firme per assicurare di voler lavorare. Resta l’incognita della Cgil, che ha iscritti trasversali, ma soprattutto nel comparto dei tecnici.
Se saltasse la rappresentazione, potrebbe essere anticipata al 30 aprile, forse, ma non sarebbe una gran figura internazionale, e finirebbe per sovrapporsi alla festa di apertura ufficiale dell’Esposizione, con la diretta Rai e la voce di Andrea Bocelli. La sensazione è che tutti siano consapevoli di questo rischio e che ci siano buone speranze di avere Turandot sul palco nel giorno fissato, con le vendite dei biglietti già previste dal 19 febbraio.
Da Expo non arrivano commenti ufficiali, ma al tempo stesso non trapelano segnali di grave preoccupazione per l’eventualità di uno stop dell’opera il primo maggio. La società ha da tempo concordato con la Scala una rappresentazione speciale della Turandot già il 28 aprile, un’anteprima dedicata a tutte le persone che hanno lavorato per l’Esposizione: dalle maestranze di cantiere, ai fornitori fino alle aziende partner. La sera del primo maggio, quindi, ha fissato la Prima. E un evento straordinario: le campane di tutte le chiese di Milano suoneranno a festa contemporaneamente, cosa che nella storia della Diocesi è successa solo in altri due casi.
La vicenda si inquadra nel più ampio versante delle trattative per tutti i servizi che dovranno essere assicurati il giorno del primo maggio. Da Atm ad Amsa ai dipendenti dei musei. Negoziati tra l’altro legati al braccio di ferro in corso fra governo e istituzioni locali per avere fondi aggiuntivi e coprire così il maggiore impegno lavorativo chiesto alle aziende che garantiscono servizi alla città: si comincia il primo, ma Milano è destinata a ospitare, in sei mesi, 20 milioni di persone.
Alessandra Coppola, Elisabetta Soglio


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