Il primo giorno di Grasso: grande responsabilità

Il primo giorno di Grasso: grande responsabilità
ROMA La giornata comincia alle 9.30, ancora da presidente del Senato. Come da mesi a questa parte, il clima è incandescente: la decisione di concedere subemendamenti alla maggioranza non va giù all’opposizione e ad alcuni senatori democratici e allora Pietro Grasso ci mette la faccia per l’ultima volta da presidente di Palazzo Madama. Alle undici, ecco la comunicazione attesa, con l’arrivo del segretario generale del Quirinale Donato Marra. E con l’ultimo saluto ai senatori: «L’Aula mi mancherà e metto in conto anche il fatto che a qualcuno non mancherò. Spero di tornare presto». Auspicio che indica la speranza che l’elezione del nuovo capo dello Stato sia rapida. Ma nel frattempo Grasso diventa presidente della Repubblica ad interim. Supplente come lo furono Cesare Merzagora, Giovanni Spadolini, Amintore Fanfani e Nicola Mancino. Dopo le comunicazioni di Marra, Grasso lascia palazzo Madama e percorre a piedi i pochi metri che lo dividono da palazzo Giustiniani, già presidiato dai corazzieri. Non utilizza il tunnel sotterraneo che collega i due palazzi, per sottolineare l’importanza di un passaggio istituzionale che deve essere fatto alla luce del sole. A palazzo Giustiniani viene esposto «lo stendardo del supplente», mentre comincia l’allestimento delle stanze adiacenti alla Sala della Costituzione, dove lavorerà Grasso. E dove, nel pomeriggio, dopo un rapido pranzo con la moglie, incontra alcuni funzionari del Quirinale e il capo del cerimoniale, Luigi Cremoni. Ma il pomeriggio è segnato anche da una telefonata «affettuosa» con Giorgio Napolitano.
Grasso, che manterrà la stessa scorta che ha sin da quando era procuratore, pubblica un tweet, prima assoluta da un profilo personale per un presidente della Repubblica, sia pure supplente: «Una grande responsabilità e una forte emozione. Affronterò questi giorni con spirito di servizio e animo sereno».
Da questa mattina, comincerà il lavoro da supplente. In mattinata ci sarà l’incontro con il segretario generale e con i consiglieri del presidente, per una prima analisi dei dossier aperti, delle urgenze e di tutto quello che è indifferibile e indilazionabile, come è prassi in questi casi. Tra gli appuntamenti dei prossimi giorni, l’inaugurazione dell’anno giudiziario e la giornata della memoria.
Alessandro Trocino


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