Il governo tedesco frena “ Atene resti nell’euro ma rispetti gli impegni ”

Il governo tedesco frena “ Atene resti nell’euro ma rispetti gli impegni ”

BERLINO . «Contiamo sul fatto che la Grecia rispetti gli impegni presi con la troika, chiunque vinca le elezioni anticipate»: il vice portavoce di Angela Merkel, Georg Streiter, messo alle strette dalle indiscrezioni di Der Spiegel , secondo cui ora Berlino ritiene “digeribile” e non drammatica un’eventuale uscita greca dall’euro, alla fine ieri ha dovuto mettere le mani avanti. «Non c’è alcun cambio di rotta», ha precisato. Ma non riesce a placare la tempesta politica suscitata dal settimanale di Amburgo, e continua a non smentire del tutto quelle voci. Da Atene a Parigi a Roma, in tutte le capitali dell’eurozona, cresce la fastidiosa sensazione d’essere di fronte a un’ingerenza tedesca nella politica interna d’un altro Stato membro della moneta unica, ingerenza travestita da indiscrezioni dei media online. E la condotta del governo è criticata anche a casa: la Spd, partner di governo nella grosse Koalition, prende le distanze. L’autorevole economista Peter Bofinger, uno dei Cinque Saggi, ammonisce che un Grexit «comporterebbe alti rischi per la stabilità dell’euro». Eppure proprio un Grexit, scriveva ieri Zeit online, sarebbe stato consigliato in segreto dal ministro delle Finanze federale Wolfgang Schaeuble nel 2011 al suo allora collega greco Evangelos Venizelos. I sospetti diprecedenti e di voglia d’interferire insomma ci sono tutti, e pesano sul clima politico europeo come sulla riapertura dei mercati.
«Anche se la situazione greca non è paragonabile a quella di nessuno degli altri mem- bri dell’eurozona, si farebbe uscire dalla bottiglia un genio che poi sarebbe difficile controllare », ammonisce Bofinger. Mentre l’ex commissario europeo agli Affari monetari, Olli Rehn, confermando il crescente allarme anche a Bruxelles, invita a concedere significativi sconti alla Grecia su debito sovrano, aiuti e crediti straordinari concessi, magari allungando i tempi di rimborso, per disinnescare la tensione politica. Le voci secondo cui Merkel e Schaeuble avrebbero deciso di rompere il tabù dell’intoccabilità della composizione dell’eurozona non fanno del resto che rafforzare Syriza, il partito di sinistra anti- rigore guidato da Alexis Tsipras.
Di fatto, resta gravissimo che la voce raccolta o lanciata da Spiegel online non sia né confermata ma nemmeno smentita dalla precisazione governativa di ieri sugli impegni che Atene dovrebbe rispettare in ogni caso. Non poco indica che la cancelliera — timorosa tra l’altro della crescita dei populisti euroscettici (AfD) o xenofobi (Pegida, che oggi torna in piazza a Colonia) a casa — tema la chiarezza. Dare questa impressione di voler far pressing sugli elettori ellenici è un errore pericoloso, ammonisce l’edizione domenicale del quotidiano liberalconservatore e filogovernativo Die Welt, ammonendo che in tal modo «si ottiene solo il risultato di rafforzare i sentimenti antitedeschi».
Anche un alto esponente della Cdu (il partito della cancelliera), Christian Baeumler, ha lanciato un avvertimento a non giocare col fuoco: «In caso di uscita ellenica dall’euro », ha detto, «i debiti greci non potranno essere rimborsati, e parte significativa di quel fardello cadrebbe sulle spalle tedesche».


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