A New York va in scena l’«intolleranza zero»

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Tempi duri per quanto riguarda i rap­porti tra il Dipar­ti­mento di poli­zia di New York e il sin­daco De Bla­sio. Dopo l’omicidio di due agenti da parte di uno squi­li­brato, sul sin­daco si sono abbat­tute aspre cri­ti­che da parte dei sin­da­cati di poli­zia che, nono­stante il parere con­tra­rio di Wil­liam Brat­ton, il capo della poli­zia, gli hanno cla­mo­ro­sa­mente vol­tato le spalle durante i fune­rali dei due agenti uccisi.

Ma lo scon­tro non si è limi­tato a que­sto. Un gruppo di poli­ziotti ha fatto volare sulla città un aero­plano da cui sven­to­lava uno stri­scione con la scritta «De Bla­sio, non siamo più dalla tua parte».
Il comu­ni­cato con il quale un gruppo di agenti, in ser­vi­zio e in pen­sione, ha riven­di­cato la pater­nità dell’iniziativa è stato dif­fuso sul sito del blog­ger, ed ex poli­ziotto, John Cardillo.

Quest’ultimo ha inol­tre riba­dito la posi­zione degli agenti: la colpa del clima di ten­sione e sfi­du­cia che si è venuto a creare a New York in seguito all’uccisione di diversi afroa­me­ri­cani disar­mati da parte delle forze dell’ordine — primo tra tutti Eric Gar­ner – è del sin­daco De Bla­sio. Lo scon­tro non si è fer­mato nem­meno a que­sto punto.

Dopo aver sot­to­li­neato il pro­prio scon­tento, aver dira­mato diversi comu­ni­cati in cui si è detta incom­presa, non pro­tetta e poco amata, la poli­zia di New York ha messo in atto quello che viene defi­nito slo­w­down, ovvero un ral­len­ta­mento delle pro­prie fun­zioni di forza dell’ordine, per tutto quanto riguarda la poli­tica della cosid­detta bro­ken win­dow.

Via libera alle «fine­stre rotte»
Bro­ken win­dow è un ter­mine usato in socio­lo­gia, per indi­care quella teo­ria secondo la quale basta un solo ele­mento di degrado, come, appunto, una fine­stra rotta, per gene­rare un ambiente degra­dato nel suo com­plesso; per evi­tare que­ste derive, è neces­sa­rio non per­met­tere l’esistenza di fine­stre rotte.

Que­sta teo­ria, adot­tata dai corpi di poli­zia, vede le forze dell’ordine par­ti­co­lar­mente rigide su pic­cole infra­zioni, come pas­sare i tor­nelli della metro­po­li­tana senza pagare il biglietto, fare pipì per strada, par­cheg­giare in dop­pia fila.

Lo slo­w­down della poli­zia si è rife­rito pro­prio a que­ste pic­cole infra­zioni, che come con­se­guenza hanno una multa e poi un appun­ta­mento in tri­bu­nale davanti ad un giu­dice per poter can­cel­lare l’evento dal pro­prio record.

L’intento dei poli­ziotti, in aperta pole­mica con­tro il sin­daco, era pro­ba­bil­mente quello di vedere la città finire in preda al caos, a causa dell’allentamento dei con­trolli e delle san­zioni, che a dicem­bre sono calate in modo vertiginoso.

Le sta­ti­sti­che infatti dimo­strano che i poli­ziotti hanno chiuso spesso entrambi gli occhi di fronte a pic­cole infra­zioni, ma , nono­stante la loro minor pre­senza, non è affatto dimi­nuita la sen­sa­zione di sicu­rezza nei cittadini.

Le vio­la­zioni comu­ne­mente san­zio­nate riguar­dano il tra­sporto di con­te­ni­tori di alco­lici aperti, «con­dotta disor­di­nata», inqui­na­mento del suolo pub­blico, uri­nare per strada e uso della bici­cletta sul marciapiede.

Meno agenti, più sicurezza

Il sindaco di NY De Blasio
Il sin­daco di NY De Blasio

Da un giorno all’altro, i fermi sono scesi del 61 per cento per quanto riguarda le cita­zioni per reati minori e le vio­la­zioni delle norme riguar­danti traf­fico e par­cheg­gio, sono dimi­nuite di oltre il 90 per cento, rispetto alla stessa set­ti­mana dell’anno pre­ce­dente, men­tre le cita­zioni per aver uri­nato in pub­blico sono scese da più di 4.077 dell’anno scorso, a 347 del 2015.

Per reati un po’ più gravi si parla di un 55 per cento in meno nella sola mid­town Man­hat­tan, pas­sando da 348 a 112.

Ma il dato più signi­fi­ca­tivo si è regi­strato a capo­danno quando a Time square, dove si era riu­nito oltre un milione di per­sone per cele­brare l’arrivo del 2015, non ci sono state multe ed è stato fatto un solo arre­sto per «un salto del tor­nello della metropolitana».

Nei quar­tieri delle case popo­lari di quar­tieri più peri­fe­rici, rispetto a Man­hat­tann, dal Bronx a Sta­ten Island, i resi­denti, inter­vi­stati dal New York Times — che ha pub­bli­cato diversi arti­coli a riguardo — hanno dichia­rato di aver visto un minor numero di agenti pat­tu­gliare le loro strade.

Tutto ciò ha gene­rato, oltre ad un’infinita serie di bat­tute e gag da The Gotha­mist a Bill Maher al Daily Show di Jon Stewart, anche una spe­cie di sol­lievo gene­ra­liz­zato nei cit­ta­dini, pro­prio nei quar­tieri rite­nuti più a rischio, da poli­zia e opi­nione pubblica.

Negli ultimi cin­que man­dati come sin­daco, due rico­perti da Giu­liani e tre da Bloom­berg, si è vista la nascita ed il fio­rire della «tol­le­ranza zero», slo­gan e cavallo di bat­ta­glia di Giu­liani, adot­tato dal suo suc­ces­sore come ves­sillo del nuovo ordine rista­bi­lito in città; il man­dato di De Bla­sio, invece, si è pre­sen­tato da subito con­tras­se­gnato dai ter­mini «tol­le­ranza» e «soli­da­rietà». Tol­le­ranza – è sem­brato voler dire De Bla­sio – non è una brutta parola. E gli abi­tanti di New York sem­brano averlo timi­da­mente accettato.

«Ci siamo sba­gliati»
C’è voluto più di un decen­nio per ammet­tere che ci si era sba­gliati, a New York, sull’efficacia della poli­tica di «Stop and Frisk» (ovvero la pos­si­bi­lità di fer­mare e per­qui­sire chiun­que per strada), ci sono voluti circa otto mesi al com­mis­sa­rio Brat­ton per inver­tire la rotta sulla depe­na­liz­za­zione della mari­juana, ma è chiaro a tutti che in que­sti giorni New York con­ti­nua ad essere una città sicura nono­stante l’atteggiamento tol­le­rante del Nypd, men­tre i poli­ziotti con­cen­trano le loro ener­gie non sul bro­ken win­dow, ma su seri com­por­ta­menti criminali.

Il fine della poli­zia era quello di mostrare che una loro mag­giore tol­le­ranza e per­mis­si­vità avrebbe por­tato la città nel caos, invece ha solo por­tato un sospiro di sollievo.

Pro­ba­bil­mente, come spesso accade, molti fun­zio­nari eletti e il com­mis­sa­rio di poli­zia sono stati troppo lenti nell’adattarsi ad una città più civile. La poli­tica della tol­le­ranza zero era nata negli anni ’90. Da allora però sono pas­sati 30 anni, ci sono stati gli attac­chi alle torri gemelle, molte nuove guerre, il primo pre­si­dente afroa­me­ri­cano, la crisi eco­no­mica, Occupy Wall street; gli ame­ri­cani si stanno ren­dendo conto che il mondo — e loro stessi — sono cam­biati, e che le disu­gua­glianze sociali ed eco­no­mi­che sono matrici di pro­blemi gene­rali. New York ha impa­rato che la soli­da­rietà è un valore al quale ricor­rere, non solo nei momenti di crisi.

Lo slo­w­down finirà, i dati riguardo multe, fermi ed arre­sti per reati minori, tor­ne­ranno a salire, ma resta quanto deri­vato dall’esperimento che la Nypd ha gen­til­mente offerto: il pugno di ferro è inu­tile, è over.



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