Padoan: le famiglie possono iniziare a spendere Ecco i conti per la garanzia di Banca d’Italia

Il ministro dell’Economia: sfrutteremo al meglio la finanza e metteremo in ordine il bilancio pubblico

redazione • 23/1/2015 • Copertina, Europa, Lavoro, economia & finanza, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 861 Viste

ROMA «Le famiglie possono iniziare a spendere di più, le imprese che hanno iniziato a mettere a posto i propri bilanci, possono ora investire tenendo conto del taglio delle tasse e degli incentivi per l’occupazione introdotti». Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, da Davos, traduce subito le misure adottate a Francoforte, in effetti concreti per l’Italia. «Per un cittadino italiano ci sarà più potere d’acquisto e anche più certezza per il futuro» dice, avvertendo che — visti anche la discesa dell’euro, che si traduce in più esportazioni, e il forte calo del prezzo del petrolio — l’indicazione per il governo italiano è che «bisogna sfruttare al meglio questa finanza per accelerare le riforme e per continuare il processo di aggiustamento dei conti pubblici, che porterà alla caduta del debito dal 2016».
Certo, l’Italia sta dentro al programma di Quantitative easing per un soffio: gli acquisti riguarderanno solo i titoli che hanno almeno un rating di tre B e basterà solo un declassamento per tagliare fuori il nostro debito sovrano. Padoan però non è preoccupato perché il programma della Bce rappresenterà «una spinta alla crescita». Il ministro vede bene anche la ripartizione dei rischi negli acquisti di titoli pubblici all’80% a carico delle singole banche nazionali. «Poteva non esserci alcuna mutualizzazione» dice, auspicando che il processo della condivisione dei rischi «vada avanti». Sulla questione si sono indirizzati i timori di molti analisti. É negativo, ha detto per esempio l’ex ministro Fabrizio Saccomanni, «che la chiave di ripartizione dei rischi non sia quella normalmente adottata dalla Bce, ma poggi più sulla responsabilità nazionale che sulla solidarietà europea».
Sarà dunque la Banca d’Italia ad essere in prima fila per acquisti dei titoli, che potranno avvenire sulla base delle quote di capitale della Bce possedute, e garanzia dei rischi. L’Istituto di via Nazionale possiede il 12,31% del capitale della Bce e ha un bilancio che si aggira sui 554 miliardi. Il primo azionista è la Bundesbank che partecipa per quasi il 18% e ha un bilancio da 725 miliardi. La Francia segue rispettivamente col 14,17% e 533 miliardi di euro mentre la Spagna ha l’8,84% e circa 361 miliardi di bilancio.
Positivo infine il commento del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli: le banche italiane «valorizzeranno il più possibile le decisioni della Bce per sostenere le prospettive di sviluppo». Particolarmente rilevanti sono per il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, «l’importo e la scadenza protratta fino a settembre 2016 con la possibilità di proseguire oltre. Per quanto concerne la condivisione del rischio, nella sostanza, dobbiamo considerare che l’azione della Bce equivale allo stampare moneta e che in questo contesto la Banca centrale agirà di fatto come prestatore di ultima istanza».
Stefania Tamburello

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