Sbarcano al Senato il red­dito minimo e di cittadinanza

by redazione | 9 Gennaio 2015 10:21

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I dise­gni di legge sul « red­dito di cit­ta­di­nanza », pre­sen­tato dal Movi­mento 5 Stelle, e sul «red­dito minimo», pre­sen­tato da Sel a seguito della rac­colta firme per una legge di ini­zia­tiva popo­lare, sono final­mente all’esame della com­mis­sione lavoro del Senato. La pro­po­sta dei pen­ta­stel­lati pre­vede una soglia per il «red­dito di cit­ta­di­nanza» pari a 780 euro men­sili a per­sona e costa 17 miliardi all’anno. Que­sto red­dito, si legge nel dise­gno di legge, è stato cal­co­lato in base all’indicatore uffi­ciale di povertà mone­ta­ria dell’Unione euro­pea, pari ai 6/10 del red­dito mediano equi­va­lente fami­liare, quan­ti­fi­cato per il 2014 in 9.360 euro annui. Andrà ero­gato sia ai cit­ta­dini ita­liani che agli euro­pei resi­denti mag­gio­renni, come agli stra­nieri pro­ve­nienti da paesi che hanno sot­to­scritto con l’Italia gli accordi sulla reci­pro­cità della pre­vi­denza sociale.

Per i lavo­ra­tori auto­nomi, l’importo è cal­co­lato men­sil­mente sulla base del red­dito fami­liare, com­pren­sivo del red­dito da lavoro autonomo«certificato» da pro­fes­sio­ni­sti abi­li­tati che sot­to­scri­vono appo­sita con­ven­zione con l’Inps per l’assistenza ai bene­fi­ciari. «Nei casi di crisi azien­dale, pre­via chiu­sura della par­tita Iva – si legge ancora nel prov­ve­di­mento — si attiva per l’imprenditore un piano di ristrut­tu­ra­zione del debito a trent’anni e l’imprenditore diviene sog­getto bene­fi­cia­rio del red­dito». Per finan­ziare una misura total­mente assente in Ita­lia anche nella forma ridut­tiva e con­di­zio­nata del «red­dito minimo» – siamo gli unici in Europa insieme alla Gre­cia – secondo i Cin­que Stelle le risorse sareb­bero repe­ri­bili dai tagli alle spese mili­tari e alle pen­sioni d’oro, dal paga­mento dell’Imu da parte della Chiesa cat­to­lica e da una mag­giore tas­sa­zione del gioco d’azzardo.

Diversa è la pro­po­sta sul «red­dito minimo» pre­sen­tata da Sel dopo la cam­pa­gna che ha regi­strato tra il 2012 e il 2013 la par­te­ci­pa­zione di 170 asso­cia­zioni. La pro­po­sta pre­vede, per inoc­cu­pati, disoc­cu­pati e pre­cari, un bene­fi­cio indi­vi­duale di 7.200 euro l’anno da cor­ri­spon­dere in importi men­sili di 600 euro, riva­lu­tati annual­mente sulla base degli indici sul costo della vita dell’Istat. L’importo cre­sce se si hanno dei fami­liari a carico. Se il nucleo fami­liare è di due per­sone il coef­fi­cente sale e il red­dito minimo diventa di mille euro; tre per­sone 1.330 euro; quat­tro 1.630 euro; cin­que 1.900 euro.

Oltre al red­dito minimo ero­gato in con­tanti, la pro­po­sta di legge pre­vede anche, per chi ne ha diritto, un «con­tri­buto par­ziale o inte­grale per fron­teg­giare le spese impre­vi­ste, secondo i cri­teri e le moda­lità sta­bi­lite dal rego­la­mento d’attuazione». Ovvero bus, libri, pre­sta­zioni sani­ta­rie gra­tis o aiuti per pagare l’affitto. Il finan­zia­mento di que­sta misura sarebbe a carico della fisca­lità gene­rale, attra­verso la crea­zione di un fondo presso l’Inps. La durata del sus­si­dio è di dodici mesi. Alla sca­denza del periodo indi­cato il bene­fi­cia­rio che intenda con­ti­nuare a per­ce­pire il red­dito minimo garan­tito è tenuto a ripre­sen­tare la domanda. Il governo viene inol­tre dele­gato entro novanta giorni dall’approvazione della legge, a rifor­mare la disci­plina degli ammor­tiz­za­tori sociali in un unico sussidio.

I Cin­que Stelle sosten­gono di avere chie­sto l’audizione in com­mis­sione di Don Luigi Ciotti, delle asso­cia­zioni oltre che dei respon­sa­bili Istat. La rela­trice, Anna­ma­ria Parente (Pd) ha con­fer­mato che una delle pos­si­bili fonti del finan­zia­mento potrebbe essere l’aumento della tas­sa­zione sui gio­chi. Resta solo da capire quale sarà il testo finale e se il governo Renzi, che ha appena esteso l’Aspi ai soli col­la­bo­ra­tori, intende pro­se­guire su que­sta strada.

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