Taglio del debito, investimenti rialzo di pensioni e stipendi il piano che spaventa la Troika

by redazione | 25 Gennaio 2015 10:33

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ATENE. C’È IL nodo del taglio al debito, ma non solo. A Francoforte e a Bruxelles l’allarme è già altissimo da giorni. Il destino della moneta unica — salvo clamorosi ribaltoni nelle urne — si giocherà da domani (e in pochissime settimane) in un braccio di ferro molto delicato con Alexis Tsipras. Eurotower e i funzionari della Ue hanno letto e riletto mille volte il programma economico di Syriza. Scoprendo e cerchiando in rosso cinque punti su cui le parti sono distanti anni luce e che rischiano di far saltare, qualcuno teme in tempi brevissimi, ogni ipotesi di accordo: il rialzo di stipendi e pensioni, gli interventi sullo stato sociale, i tagli alle tasse, i nuovi investimenti e, ovviamente, la richiesta di una sforbiciata all’esposizione del Paese. «Si tratta di emergenze umanitarie su cui prenderemo decisioni importanti un minuto dopo la formazione del governo Syriza — ripetono da giorni i vertici del partito — abbiamo promesso l’addio all’austerity e lo faremo subito, con o senza l’ok dei creditori ». Pena la rapida fine della luna di miele con un elettorato molto liquido che si aspetta esattamente questo. Il rischio, ammettono a Bruxelles, è che queste mosse unilaterali possano far saltare il tavolo dei negoziati prima ancora della sua apertura. Spingendo la Grecia verso il default, mandando in fibrillazione i mercati e rimettendo in discussione i fragilissimi equilibri dell’area euro.
1 STIPENDI E PENSIONI
Le finanziarie imposte dalla Troika hanno ridotto del 40% il potere d’acquisto dei greci. Il reddito medio era di 24mila euro nel 2008. Oggi è sceso a 19mila. I salari pubblici sono calati del 31% dal 2009, quelli privati del 22%. Syriza vuole alzare da 586 euro al mese a 751 lo stipendio minimo e si è impegnata a ripristinare la tredicesima (istituto cancellato dall’austerity) a tutti gli 1,2 milioni di pensionati che guadagnano meno di 700 euro al mese. Il capitolo più delicato però è il progetto di ripristinare i contratti collettivi di lavoro e l’abolizione delle norme che consentono i licenziamenti di massa, un altro dei fiori all’occhiello dei creditori. Dove troverà i soldi Tsipras? Chiedono loro. «Dalla lotta agli evasori e dal fondo salva-banche», dice lui. Ma mantenere queste promesse — dicono a Berlino — costerà molto più delle sue stime, visto che solo l’operazione tredicesima vale più di 500 milioni.
2 LO STATO SOCIALE
A inizio 2009, calcola Eurostat, 3,04 milioni di greci (su 11 milioni) erano a rischio povertà. A fine 2013 erano 3,9 milioni. La Troika ha cerchiato in rosso — tema: carenza di fondi — le mosse previste da Tsipras nei primi giorni di governo a favore di queste fasce sociali: i buoni pasto e l’elettricità gratis alle 300mila famiglie più povere del paese (costo stimato da Syriza circa 800 milioni), gli affitti sociali a 3 euro al metro quadro per i senza casa e l’assistenza sanitaria garantita ai disoccupati che oggi — dopo un anno che hanno perso il lavoro — restano senza diritto alla salute. Oltre a una carta per il trasporto pubblico gratuito. Tutti provvedimenti su cui Ue, Bce e Fmi pretendono di negoziare senza trovarsi di fronte tra pochi giorni al fatto compiuto.
3 I TAGLI ALLE TASSE
L’austerity, sostiene il Wall Street Journal, ha moltiplicato per nove le tasse sulle spalle dei greci. E, forse non a caso, i cittadini hanno smesso di pagarle. Quelle arretrate sono a quota 77 miliardi. La Troika pretende una task force che vada all’attacco di questa montagna d’oro. Tsipras nominerà una squadra speciale per stanare i grandi evasori che riporterà a lui. Ma ha promesso una serie di sgravi al resto del Paese, sconfessando le intese con Bruxelles & C.. La soglia di reddito esentasse dovrebbe salire da 5 a 12 mila euro. L’imposta unica sulla casa sarà sostituita da una patrimoniale sugli immobili di lusso. E chi è in ritardo con i pagamenti potrà rateizzare anche in 100 mesi i suoi obblighi verso lo stato. Altro cerchietto rosso, altra area di potenziale rottura tra le parti.
4 I NUOVI INVESTIMENTI
Quarto tasto dolente. Tsipras si è impegnato con i creditori a «mantenere un bilancio in equilibrio ». Il suo programma prevede però da subito investimenti pubblici importanti. Obiettivo: creare 300mila posti di lavoro. Varando pure una banca pubblica per crediti agevolati ad artigiani e piccole e medie imprese. Syriza vorrebbe finanziare questi provvedimenti in parte con fondi Ue, ma soprattutto eliminando l’obbligo di generare un attivo annuo di bilancio pari al 4,5% del Pil imposto dai creditori. Un cappio — dicono — che soffoca il Paese. La Troika naturalmente non è d’accordo e specie sugli obiettivi di budget prefissati sembra pronta a vendere cara la pelle.
5 IL TAGLIO DEL DEBITO
È il punto più discusso. Syriza chiede una taglio dei 314 miliardi di esposizione (il 174% del Pil) come è stato fatto per la Germania nel dopoguerra alla Conferenza di Londra. Schauble e i falchi hanno risposto picche in tutte e 29 le lingue della Ue. Per assurdo, però, è forse uno dei nodi più facili da sciogliere. In primis perché ci potrebbe essere più tempo a disposizione visto che i creditori starebbero studiando un’estensione fino a luglio del termine per negoziare un’intesa. E con un po’ di finanza creativa (leggi allungamento delle scadenze, taglio ai tassi e bond legati alla crescita dell’economia) si potrebbe trovare la quadra. La miracolosa soluzione sui debiti rischia però di arrivare troppo tardi. E non a caso i cinque cerchi rossi della Troika sul programma di Tsipras saranno già al centro della discussione del tavolo dell’Eurogruppo di domani.
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