Expo, Landini: no al lavoro gratuito

«Sta pas­sando l’idea che pur di lavo­rare si debba accet­tare qual­siasi con­di­zione, siamo di fronte a una dis­so­cia­zione for­tis­sima tra i diritti e il lavoro », denuncia Landini

Massimo Franchi, il manifesto redazione • 18/2/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Sindacato • 749 Viste

«Se tutti lavo­ras­sero gra­tis, avremmo risolto il pro­blema disoc­cu­pa­zione, ma non mi sem­bra il mas­simo. Io penso che chi lavora abbia il diritto di essere pagato». Così il segre­ta­rio gene­rale della Fiom, Mau­ri­zio Lan­dini, inter­pel­lato sui lavo­ra­tori volon­tari per Expo, a mar­gine dell’attivo dei dele­gati lombardi.

«In que­sto momento sta pas­sando l’idea che pur di lavo­rare si debba accet­tare qual­siasi con­di­zione — aggiunge Lan­dini — siamo di fronte a una dis­so­cia­zione for­tis­sima tra i diritti e il lavoro ». Que­sto «è inac­cet­ta­bile, non solo per­ché lo dice la Costi­tu­zione, ma per­ché vuol dire che il lavoro torna ad essere una merce». Il sin­da­cato invece deve bat­tersi «per esten­dere il modello delle tutele universali».

Quanto alle pole­mi­che sul pos­si­bile scio­pero alla Scala per il con­certo di inau­gu­ra­zione dell’Expo il 1° mag­gio, Lan­dini com­menta: «Sarò rispet­toso di qual­siasi deci­sione pren­dano i lavoratori»

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