Frankie Hi-nrg è contro il lavoro gratis all’Expo

Frankie hi-nrg mc rifiuta il ruolo di amba­scia­tore del grande evento: «Inac­cet­ta­bile che migliaia di ragazzi ven­gano fatti lavo­rare gra­tui­ta­mente a fronte del muro di miliardi che l’operazione genera»

Roberto Ciccarelli, il manifesto redazione • 7/2/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 853 Viste

Milano. Il rap­per rifiuta il ruolo di amba­scia­tore del grande evento: «Inac­cet­ta­bile che migliaia di ragazzi ven­gano fatti lavo­rare gra­tui­ta­mente a fronte del muro di miliardi che l’operazione genera». Wu Ming, il col­let­tivo degli scri­tori bolo­gnesi: Expo è una nar­ra­zione tos­sica fina­liz­zata alla crea­zione di un’immagine misti­fi­ca­to­ria che disto­glie l’attenzione dagli effetti specula­tivi delle grandi opere e dal lavoro gra­tuito

Si allarga il fronte dis­si­dente dell’Expo. Il rap­per Frankie hi-nrg mc ha rifiu­tato di pre­stare la sua imma­gine per il «grande evento» mila­nese. «Ho sba­gliato e chiedo scusa – ha scritto sulla sua pagina face­book Fran­ce­sco Di Gesù, in arte Frankie hi-nrg mc — Ho sba­gliato a pre­stare la mia imma­gine come ambas­sa­dor di Expo 2015, con­fi­dando nel fatto che l’evento avrebbe dato voce anche a quelle realtà che nel mondo com­bat­tono la sfida del cibo con tena­cia ed inge­gno e che a volte ven­gono scon­fitti. Pur­troppo la loro voce pra­ti­ca­mente non ci sarà».

Per il musi­ci­sta, autore della canzone-simbolo «Quelli che ben pen­sano», è inac­cet­ta­bile «che migliaia di ragazzi ven­gano fatti lavo­rare gra­tui­ta­mente (rice­vendo in cam­bio il pri­vi­le­gio di aver fatto un’esperienza…) a fronte del muro di miliardi che l’operazione genera è una cosa inde­gna per un Paese che parla di “impulso alla cre­scita”». Que­sta è la con­trad­di­zione che coin­volge i ver­tici sin­da­cati lom­bardi e nazio­nali che il 23 luglio 2013 hanno siglato l’accordo sulla fles­si­bi­lità del lavoro a ter­mine e sugli stage per l’Expo 2015.

L’intesa ha pre­vi­sto l’assunzione di 835 per­sone mediante con­tratto di appren­di­stato da 7 o 12 mesi, men­tre 340 gio­vani under 29 anni par­te­ci­pe­ranno a corsi per il con­se­gui­mento delle qua­li­fi­che di «ope­ra­tore Grande Evento», «spe­cia­li­sta grande Evento» o di «tec­nico sistemi di gestione Grande Evento».

La misura che ha sca­te­nato furi­bonde pole­mi­che, e oggi costi­tui­sce uno dei prin­ci­pali argo­menti cri­tici della rete «Atti­tu­dine No Expo», è il reclu­ta­mento di 18.500 volon­tari (oggi poco più di 10 mila) che dovranno alter­narsi in «atti­vità ausi­liare» nei sei mesi di durata dell’Expo. Insieme ai 140 volon­tari reclu­tati da Expo (avranno un rim­borso spese) e ai mille del Tou­ring Club, que­sti volon­tari rap­pre­sen­tano una regres­sione nella sto­ria del diritto ita­liano del lavoro. Per la prima volta, infatti, c’è un’intesa sin­da­cale che legit­tima il lavoro gratuito.

Nel post su face­book, scritto poche ore dopo l’apertura di una nuova inda­gine sugli appalti dei lavori all’Expo da parte della Pro­cura mila­nese, Frankie hi-nrg amplia spiega le sue ragioni: «La dire­zione che ha preso Expo è diversa da quella che (inge­nua­mente) avrei spe­rato, con reali tavoli di dibat­tito e non solo stand ultra­co­stosi – scrive — Gli appalti abbiamo visto a chi sono stati (anche) asse­gnati e con quali moda­lità. Ndran­gheta e com­pari già sal­tan fuori adesso, figu­ria­moci tra un po’… Alla luce di tutto ciò ho chie­sto di essere rimosso dall’elenco degli ambas­sa­dor di Expo 2015. Non voglio soste­nere un’iniziativa che non mi rap­pre­senta minimamente».

L’artista con­fessa di «avere fir­mato con leg­ge­rezza una libe­ra­to­ria» dopo un’intervista sulla ker­messe sul cibo e la natura «senza ren­dermi troppo conto di cosa si trat­tasse». E pre­cisa: «Non ho preso un soldo per que­sta cosa (per alcuni rap­pre­senta un’aggravante…). Mi scuso con quanti di voi si siano sen­titi tra­diti da me per aver accet­tato quel ruolo». Frankie hi-nrg ha scelto di par­te­ci­pare ad un’iniziativa paral­lela all’Expo, l’«Expo dei popoli» pro­mossa da Don Gino Rigoldi (fon­da­tore di «Comu­nità Nuova» e ambas­sa­dor dell’Expo) per­ché «ha un mani­fe­sto e dei soste­ni­tori in cui mi rico­no­sco molto di più». Si tratta di un’iniziativa che serve a «por­tare un po’ d’anima» den­tro l’evento — que­sta è l’espressione usata dal can­tante — e «va nella dire­zione del con­fronto e dell’accoglienza» in cui si riconosce.

Alla radice della pole­mica c’è l’operazione di «social washing e green washing» rap­pre­sen­tata dall’Expo. È l’analisi dei Wu Ming che in un post sul loro sito hanno spie­gato che l’appropriazione delle virtù sociali ed eco­lo­gi­ste è fina­liz­zata alla crea­zione di un’immagine misti­fi­ca­to­ria che disto­glie l’attenzione dagli effetti spe­cu­la­tivi delle grandi opere e dal lavoro gra­tuito: «Per “gon­fiare” il pal­lone del megae­vento e far com­pa­rire nel pro­gramma e in bilan­cio – abra­ca­da­bra! – migliaia di eventi in tutta Ita­lia – La mac­china pro­mo­zio­nale del megae­vento prov­vede a gher­mire il tutto. Dalla fiera del rutto diplo­fo­nico alla sagra del pidoc­chio fritto in olio di calli aspor­tati». Que­sta sarebbe la fun­zione del pro­getto «Anci per Expo».

L’associazione nazio­nale dei Comuni ita­liani ha siglato un accordo con Expo che per­mette ad ogni città di «segna­lare un evento anche già pro­gram­mato met­ten­dolo in linea con i temi di Expo» per avva­lersi del logo. In que­sto mec­ca­ni­smo si sono ritro­vati, senza saperlo, anche i Wu Ming, coin­volti in un’iniziativa tar­gata Expo a Vicenza nel set­tem­bre 2014. L’invito è stato rifiu­tato. «Nell’Expo da una parte c’è la sua vora­cità e la vio­lenza sul ter­ri­to­rio, punta di dia­mante dell’Italian Style del XXI secolo; dall’altra, la pro­du­zione di cibo nel mondo, l’agricoltura indu­striale, l’ambiente ha spie­gato Pie­tro Pao­lini del col­let­tivo “Ter­ra­Pro­ject” citato dai Wu Ming. «Ma que­sto a Expo non inte­ressa – com­men­tano gli scrit­tori – Expo ha fame, sta hun­gry! — e deve nutrire se stessa, altro che il pianeta».

«L’Expo è una nar­ra­zione tos­sica» sosten­gono gli autori e i foto­grafi di un libro su «Genuino Clan­de­stino»: «Ci ha col­pito – hanno scritto in un comu­ni­cato – la pre­senza di nomi alti­so­nanti della foto­gra­fia ita­liana e inter­na­zio­nale all’Expo». I foto­grafi pre­ci­sano di «non essere stati invi­tati». «Ma non faremo mai parte di Expo per­ché nel viag­gio alla sco­perta dell’Italia di Genuino Clan­de­stino abbiamo visto e cono­sciuto chi nutre vera­mente il pia­neta». «Genuino Clan­de­stino — aggiun­gono — mette in guar­dia dai ten­ta­coli di un evento che sta “ten­tando di appro­priarsi delle nostre pra­ti­che e coop­tare il nostro lin­guag­gio, di com­prare il con­senso e la con­ni­venza di tanti”. (…) L’agricoltura con­ta­dina, quella che sfama il pia­neta, la si difende nei ter­ri­tori, giorno dopo giorno». Oggi il pre­si­dente del con­si­glio Renzi sarà a Milano. Alle 17 inter­verrà a «Le idee di Expo 2015» all’Hangar Bicocca.

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