Sarà reato andare a combattere all’estero

Subito in vigore le misure antiterrorismo: da 3 a 6 anni di carcere a chi si unisce ai jihadisti Poteri speciali all’intelligence. E per proteggere l’Expo saranno schierati seicento militari

Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera redazione • 11/2/2015 • Copertina, Guerre, Armi & Terrorismi • 1776 Viste

ROMA Poteri speciali agli agenti segreti, nuovi reati per punire chi arruola persone da mandare nei teatri di guerra e chi accetta di intraprendere il viaggio, una sezione speciale dell’Antimafia delegata esclusivamente al terrorismo. E poi potenziamento del contingente militare per i servizi di vigilanza, con 600 soldati che saranno impiegati per l’Expo. Entrano subito in vigore le misure studiate dal governo per fronteggiare l’offensiva jihadista dopo gli attentati di Parigi contro la rivista Charlie Hebdo e il supermercato Kosher. Il decreto messo a punto dai ministri dell’Interno, della Giustizia e della Difesa dopo settimane di polemiche e rinvii, assegna ai funzionari dell’intelligence la possibilità di avere colloqui con i detenuti e soprattutto di celare la propria identità in caso di testimonianza di fronte alla magistratura, proprio come sollecitato dal sottosegretario alla presidenza Marco Minniti e dal direttore del Dis Giampiero Massolo. È certamente la novità più rilevante perché dà il senso di una preoccupazione che continua a salire, soprattutto dopo le ultime esecuzioni di ostaggi mostrate in video dai fondamentalisti dell’Isis. Lo ribadisce il titolare del Viminale Angelino Alfano sottolineando anche le nuove espulsioni «di 15 soggetti sospettati di radicalizzazione finalizzata al terrorismo».
Espulsioni e nuovi reati
Il capitolo messo a punto dal Viminale prevede «la reclusione da 3 a 6 anni per chi si arruola in organizzazioni terroristiche» e la stessa pena «per chi supporta i foreign fighters , organizzando, finanziando o facendo propaganda di viaggi finalizzati alla realizzazione di attività terroristiche». Condanne pesanti sono state introdotte anche per i cosiddetti «lupi solitari» «che si autoaddestrano all’utilizzo di armi, esplosivi, sostanze chimiche o nocive e tecniche per commettere atti terroristici»: da 5 a 10 anni di reclusione con un’aggravante prevista per chi utilizza allo stesso scopo la rete Internet. Più snella anche la procedura per le espulsioni perché «nei casi di necessità e urgenza,il Questore, all’atto della presentazione della proposta di applicazione delle misure di prevenzione della sorveglianza speciale e dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora può disporre il temporaneo ritiro del passaporto e la sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento equipollente».
Le garanzie funzionali
Il presidente del Consiglio, che delega il direttore del Dis, potrà autorizzare gli 007 «a colloqui personali con detenuti e internati, al solo fine di acquisire informazioni per la prevenzione di delitti con finalità terroristica di matrice internazionale». Spetterà «al procuratore generale concedere l’autorizzazione quando sussistano specifici e concreti elementi informativi che rendano assolutamente indispensabile l’attività di prevenzione». Il decreto prevede infatti anche che l’autorità giudiziaria, su richiesta dei direttori dei Servizi «quando sia necessaria mantenerne segreta la reale identità nell’interesse della sicurezza della Repubblica o per tutelarne l’incolumità, autorizza gli addetti a deporre con identità di copertura».
Soldati e Procura
Dopo i «tagli» previsti per l’operazione «strade sicure», era stata la titolare della Difesa Roberta Pinotti a chiedere che il numero dei soldati fosse invece aumentato per garantire la vigilanza dei possibili obiettivi. Il numero complessivo sale a 5.000 con un’attenzione particolare all’evento mondiale che comincerà a Milano il 1° maggio. Via libera anche al nuovo organismo inquirente ampliando i poteri della Direzione Nazionale Antimafia. Il provvedimento prevede l’impegno di «un magistrato, con funzioni di Procuratore nazionale, e due magistrati con funzioni di procuratore aggiunto. I magistrati della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo sono scelti tra coloro che hanno svolto, anche non continuativamente, funzioni di pubblico ministero per almeno dieci anni e che abbiano specifiche attitudini, capacità organizzative ed esperienze nella trattazione di procedimenti in materia di criminalità organizzata e terroristica».
Fiorenza Sarzanini

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