Sviz­zera, la lista dei forzieri illeciti

Sviz­zera, la lista dei forzieri illeciti

Una nuova bufera sulla Sviz­zera (e i suoi/nostri eva­sori) si è abbat­tuta ieri dopo che un cir­cuito inter­na­zio­nale di gior­na­li­sti inve­sti­ga­tivi, l’Icij (Washing­ton inter­na­tio­nal con­sor­tium of inve­sti­ga­tive jour­na­lists), ha dif­fuso un elenco di oltre 100 mila nomi della “lista Fal­ciani”: tutti cor­ren­ti­sti della banca bri­tan­nica Hsbc, tra i mag­giori isti­tuti al mondo, che nelle cas­se­forti di Gine­vra hanno tenuto fino al 2008 oltre 100 miliardi di euro frutto spesso di atti ille­citi e cri­mi­nali, miliardi in molti casi evasi al fisco dei pro­pri paesi di pro­ve­nienza. Il con­sor­zio di cro­ni­sti, 140 in 45 paesi, ha lavo­rato per mesi sul dos­sier (per l’Italia ha l’esclusiva il set­ti­ma­nale l’Espresso).

Tra i cor­ren­ti­sti figu­rano nomi di ita­liani illu­stri — dallo sti­li­sta Valen­tino al moto­ci­cli­sta Valen­tino Rossi, fino a Fla­vio Bria­tore — che ieri hanno subito respinto le accuse e spie­gato che i depo­siti sono per­fet­ta­mente rego­lari. Ma i nostri con­na­zio­nali nella lista sono molti di più: oltre 7 mila, con circa 6,5 miliardi depo­si­tati nelle casse della Hsbc, fondi in parte leciti, in parte sot­tratti al fisco. La dimen­sione dello scan­dalo però va ben oltre: non si tratta solo di eva­sione fiscale — di per sé fatto grave — ma l’aspetto più impres­sio­nante è che tra i miliar­dari “ospi­tati” dalla con­fe­de­ra­zione elve­tica risul­tano cri­mi­nali inter­na­zio­nali, dit­ta­tori, com­mer­cianti di “dia­manti insan­gui­nati” e addi­rit­tura orga­niz­za­zioni sospet­tate di terrorismo.

Due­mila nomi sono di com­mer­cianti di dia­manti, pre­ziosi usati spesso per finan­ziare guerre, come è acca­duto in Angola, Costa d’Avorio, Sierra Leone. Ma com­pa­iono tra i clienti anche fac­cen­dieri che hanno pro­cu­rato armi per i mas­sa­cri in Libe­ria, o rifor­nito di ordi­gni paesi come la Tan­za­nia o Tai­wan. Com­pa­iono poi i nomi di com­po­nenti di una ong sau­dita accu­sata di finan­ziare Al Qaeda.

Altri nomi­na­tivi illu­stri: la top model austra­liana Elle Mac­Pher­son, gli attori Chri­stian Sla­ter e Joan Col­lins; il re di Gior­da­nia Abdul­lah II, quello del Marocco Moham­med VI; il nobile arabo Ban­dar Bin Sul­tan, il prin­cipe del Bah­rain Sal­man bin Hamad al Kha­lifa. Ma ci sono anche i piloti di For­mula Uno Fer­nando Alonso e Heikki Kova­lai­nen, il can­tante Phil Col­lins. E altri, inquie­tanti: Rami Makhlouf, cugino del pre­si­dente siriano Bashar al Assad con­si­de­rato la mente finan­zia­ria del regime di Dama­sco. Rachid Moha­med Rachid, mini­stro egi­ziano del Com­mer­cio con l’estero, scap­pato dal Cairo durante la rivolta con­tro Muba­rak; Frantz Mer­ce­ron, ora dece­duto, rite­nuto l’uomo delle tan­genti per conto dell’ex pre­si­dente hai­tiano Jean Claude “Baby Doc” Duva­lier. Selim Algua­dis, uomo d’affari turco, sospet­tato di aver for­nito alla Libia di Ghed­dafi com­po­nenti per armi nucleari; Gen­nady Tim­chenko, miliar­da­rio e amico del pre­si­dente russo Vla­di­mir Putin; Li Xiao­lin, figlia dell’ex primo mini­stro cinese Li Peng, pro­ta­go­ni­sta della repres­sione di piazza Tienammen.

Un elenco infi­nito, ma già alcuni paesi si sono mossi, anche per­ché su alcuni di que­sti nomi, prima ancora che diven­tas­sero di domi­nio pub­blico, le pro­cure lavo­ra­vano da tempo, gra­zie al fatto che Hervé Fal­ciani, ex dipen­dente di Hsbc, aveva for­nito gli elen­chi alle forze dell’ordine.

La Pro­cura di Roma ieri ha fatto sapere che inda­gherà, men­tre quella di Torino — la prima a pren­dere in mano il dos­sier, quando nel 2011 uscì la prima parte della lista Fal­ciani — ha spie­gato che lavora, in col­la­bo­ra­zione con i col­le­ghi esteri e ita­liani, su un elenco di 121 mila nomi.

Ma poco pur­troppo si recu­pera dell’evaso: sugli oltre 7 mila ita­liani, la Guar­dia di finanza ha indi­vi­duato sol­tanto 190 per­sone non in regola con il paga­mento delle tasse, 100 dei quali sono eva­sori totali (3276 le veri­fi­che fiscali effet­tuate, 741 i milioni non dichiarati).

Ben diverso il risul­tato degli inglesi: hanno sco­vato ben 3600 con­tri­buenti eva­sori. Come mai da noi risul­tati così magri? Va ricor­dato che in mezzo c’è stato lo scudo di Tre­monti, cui hanno fatto ricorso ben 1264 nostri concittadini.

La Gran Bre­ta­gna, in com­penso, è finita in mezzo a un ciclone poli­tico: il Labour ha accu­sato il pre­mier David Came­ron di aver nomi­nato sot­to­se­gre­ta­rio al Com­mer­cio un ex pre­si­dente di Hsbc, Ste­phen Green. Came­ron si è difeso spie­gando che è tutto rego­lare e che tocca alla magi­stra­tura lavo­rare su que­sti dossier.

Dalla Spa­gna arriva la noti­zia che Fal­ciani sarà assunto come con­su­lente sulla lotta all’evasione da Pode­mos, in vista delle poli­ti­che di autunno. Men­tre dal Bel­gio è arri­vata una minac­cia: la magi­stra­tura emet­terà man­dati di arre­sto inter­na­zio­nali agli attuali ed ex diri­genti di Hsbc se la magi­stra­tura sviz­zera non col­la­bo­rerà inviando le infor­ma­zioni richieste.



Related Articles

Licenziamenti, verso lo stop al reintegro

Varrà solo per quelli discriminatori. Ma nei provvedimenti attuativi gli indennizzi saranno rinforzati

Melfi, la nuova primavera

Gli operai licenziati dalla Fiat vanno reintegrati. La sentenza del giudice dà  ragione alla Fiom e torto all’azienda: «Azione illegittima e antisindacale». Risolto il «giallo» del robot bloccato. Landini: «Adesso il Lingotto cambi strada e accetti di trattare»

Camusso, la prima volta da leader dall’abbraccio con Epifani a “Bella ciao”

 “L’Italia non merita questa classe politica e la sua esibizione di machismo”

  

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment