Taglio del debito Parigi e gli Usa: aiutare la Grecia

by redazione | 2 Febbraio 2015 9:55

La Grecia ha trovato a Parigi il suo primo alleato nella battaglia per il taglio del debito pubblico. Quanto disponibile a rimetterci di tasca propria è tutto da vedere, ma intanto la Francia si è schierata. «È giusto che Atene avvii un dialogo con le istituzioni finanziarie, anzi è indispensabile. Quando un Paese ha un tale rapporto debito-Pil il problema si pone». A dirlo è stato il ministro delle Finanze francese Michel Sapin dopo aver incontrato l’omologo greco Yunis Varoufakis. Intanto il presidente della Commissione europea Juncker, secondo il quotidiano tedesco Handelsblat t, vorrebbe abolire la missione della troika e «trovare rapidamente un’alternativa». E anche Obama spezza una lancia a favore di Atene: «Non si può continuare a spremere Paesi in recessione. Serve una strategia per permettergli di ripagare il debito».
«Nessuno — ha continuato Sapin — potrà uscire dalle difficoltà senza un ritorno alla crescita. Grecia e Ue hanno bisogno di investimenti». Musica per le orecchie del greco Varoufakis che ha approfittato del palcoscenico francese per insistere su alcuni messaggi. «Il risarcimento del debito andrà legato alla crescita. Se non ci viene permesso di rilanciare l’economia non avremo mai la possibilità di pagare». L’idea, fanno sapere al Corriere fonti del ministero greco, sarebbe una moratoria di 2-3 anni nei pagamenti, abbastanza per investire il surplus di bilancio in politiche sociali e investimenti che riassorbano la disoccupazione e recuperino il 25% di Pil perduto nella crisi. Italia e Francia hanno appena ottenuto più flessibilità sul deficit proprio per permettere investimenti e Renzi ieri ha parlato con la Merkel del debito greco.
Varoufakis continua ad azzeccare le mosse che lo stanno trasformando in una superstar mediatica. Dopo aver scritto un libro contro l’imperialismo economico americano, sbertucciato la troika, evocato la decrescita felice, abolito la cravatta, reclamato l’Europa dei popoli invece di quella dei banchieri, ha dimostrato anche di fare spending review in prima persona. Per andare dal collega francese, Varoufakis è volato in economy. All’arrivo le foto del governante no frills si sono propagate sui social network. Lo si potrà sospettare di populismo, ma la sua fama cresce. Attenzione però ai contraccolpi quando fra qualche mese arriverà ad Atene la fattura della banca d’affari Lazard. Varoufakis userà gli esperti Usa come consulenti per l’eventuale ristrutturazione del debito. Nel 2010 la Lazard era stata chiamata anche al capezzale greco, ma l’indicazione era stata di non fallire e scegliere invece il salvataggio oneroso che non piace al ministro low cost. La tesi di Varoufakis è che servì a «salvare le banche e mettere il peso del fallimento sulle spalle dei cittadini».
Andrea Nicastro
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