Varoufakis: «Mai pensato che l’Italia fosse a rischio» Il piano Tsipras in due tappe

Varoufakis sostiene da tempo che il sistema europeo sia troppo frammentato e abbia bisogno di una revisione complessiva dell’approccio incentrato sul rigore

Maria Serena Natale, Corriere della Sera redazione • 10/2/2015 • Copertina, Europa, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 728 Viste

ATENE «Non ho mai detto che l’Italia sia a rischio default. La vostra economia è forte» dice al Corriere Yanis Varoufakis. Zaino in spalla, il ministro delle Finanze diventato il volto della Grecia in lotta arriva nell’elegante ufficio con le rifiniture in mogano che dà su piazza Syntagma dopo aver confermato in Parlamento la sua «formula»: l’impegno a realizzare il 70% delle riforme previste dal piano di salvataggio lasciando il 30% a tempi e modalità stabiliti dal governo. Sono ore frenetiche di incontri a porte chiuse con emissari Ue, bozze non ufficiali spedite dallo staff del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, proposte da portare al tavolo dell’Eurogruppo straordinario di domani che chiede ad Atene una strategia per risolvere il problema del debito pubblico al 180% del Pil. Fonti anonime del governo lasciano trapelare l’ipotesi di un compromesso «semantico»: dare alla Grecia tempo dal primo marzo alla fine di agosto per un «programma-ponte» che nel linguaggio di Bruxelles sarebbe solo un’«estensione tecnica» del memorandum, e poi partire da settembre con un nuovo piano concordato all’Eurogruppo del 16 febbraio – «Ma non date nulla per scontato», ammoniva ieri Juncker. «Memorandum», la parola che i greci non vogliono più sentir pronunciare e il premier Alexis Tsipras ha promesso di cancellare, insieme a «troika» e «austerità».
In una partita a poker dove tutti sospettano il bluff, basta poco per provocare rotture difficili da ricomporre – «ma è così che va in politica, non ci aspettavamo un appoggio incondizionato, solo un po’ di comprensione in più» dicono funzionari del ministero. Scontri come quello delle ultime ore tra Varoufakis e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sul rischio contagio per l’Italia vanno risolti in corsa. Varoufakis sostiene da tempo che il sistema europeo sia troppo frammentato e abbia bisogno di una revisione complessiva dell’approccio incentrato sul rigore: un’uscita della Grecia provocherebbe l’implosione dell’Eurozona e metterebbe a rischio anche altri Paesi. Tra i candidati alla bancarotta l’Italia sarebbe in prima fila con il suo «debito insostenibile. Ci sono funzionari italiani d’accordo con me che non parlano per paura della Germania» avrebbe detto in sostanza il ministro in una recente intervista. «Parole fuori luogo, il nostro debito è solido e sostenibile» ha replicato domenica su Twitter Padoan.
Ministro Varoufakis, solo un’incomprensione?
«Certo, il ministro Padoan mi ha scritto per chiedere spiegazioni e ci siamo chiariti. È stato stravolto il senso delle mie parole, non ho riportato confidenze raccolte nel mio ultimo viaggio in Italia ma ho solo raccontato un episodio che risaliva al 2010-2011, quando presentavo negli Stati Uniti il libro che ho scritto con Stuart Holland e James K. Galbraight, The Modest Proposal ».
La Modesta Proposta che richiama nel titolo il pamphlet di Jonathan Swift del 1729, l’iperbole che suggeriva alle famiglie stremate dalla povertà di offrire i propri figli in pasto agli aristocratici irlandesi. Lei però non fa satira…
«Propongo strade alternative, credo sia arrivato il momento per l’Europa di creare le condizioni di un vero cambiamento. Di questo parlai nel tour di quattro anni fa con un ministro italiano, del quale ora non dirò il nome. Mi suggerì di portare nel Vecchio continente le mie idee sul New Deal, il Nuovo Corso. In realtà lui avrebbe avuto molte più chance di farsi ascoltare rispetto a un semplice professore, “ma non posso parlare di queste cose – mi spiegò -. Se lo facessi io che sono un esponente di governo, tutti direbbero che l’Italia è sull’orlo della bancarotta e quello sarebbe davvero l’inizio della fine”. Tutto qui, ho ricordato una vecchia storia che è stata distorta a causa del clima di questi giorni. C’è chi vuole alimentare il conflitto a tutti i costi».
Non crede quindi che il sistema Italia sia a rischio?
«No. L’intera eurozona vive un momento difficile. L’Italia ha un’economia forte, come dimostrano l’equilibrio di bilancio e il surplus primario. La persistenza della deflazione, il fatto che il debito in rapporto al Prodotto interno lordo continui a crescere, tutto dipende dalle politiche europee. Siamo esposti alle conseguenze di scelte sbagliate».
Oggi Yanis Varoufakis vede il segretario generale dell’Ocse Gurría che ieri a margine del G20 di Istanbul ha escluso lo scenario «Grexit», Grecia fuori dall’euro, e domani, dopo il voto di fiducia del Parlamento sul programma di Tsipras, rappresenterà Atene all’Eurogruppo. «È la prima volta di un governo che pensa con la propria testa, può essere spiazzante».
Maria Serena Natale

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