Google e Facebook, i grandi rivali si alleano per connettere il mondo

L’obiettivo è comune: diventare parte attiva nella diffusione di Internet in tutto il mondo. E per farlo Google e Facebook sono pronti a collaborare

Martina Pennisi, Corriere della Sera redazione • 4/3/2015 • Copertina, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali, Informazione & Comunicazione, Scienze & Tecnologie • 945 Viste

Il poliziotto buono e il poliziotto cattivo. Così si stanno ponendo Facebook e Google nei confronti degli operatori di telecomunicazioni. L’obiettivo è comune: diventare parte attiva nella diffusione di Internet in tutto il mondo. E per farlo i due sono pronti a collaborare.

Durante il Mobile World Congress il ceo del social network Mark Zuckerberg ha parlato del progetto Internet.org per portare connettività gratuita in mobilità nelle economie in via di sviluppo. Ha lodato gli operatori per aver già coperto il 90% del pianeta (si parla del 2G) assicurando che ad aiutarli a fare cassa sarà l’aumento del numero dei clienti potenziali, che ingolositi dai servizi base gratuiti dovrebbero procedere con la sottoscrizione di un abbonamento.
Il vicepresidente di Internet.org Chris Daniels conferma come con il programma «il traffico dati in mobilità sia cresciuto del 40%», ma come il suo amministratore delegato non si sbilancia sul tasso di conversione in utenti effettivamente paganti. In Paraguay, secondo l’operatore Tigo in 4 su 10 non hanno poi sentito il bisogno di avere (e pagare) una connessione mobile a tutti gli effetti.
Menlo Park rimane convinta della bontà della sua strategia e auspica la disponibilità del pacchetto di applicazioni base gratuito «senza limiti di tempo» e, prosegue Daniels, non esclude di «provare ad azzerare in questo modo il divario digitale anche nelle economie sviluppate».
Un primo tentativo è già stato fatto lo scorso anno anche in Italia, quando Facebook si è accordata con 3 per garantire l’uso di Facebook Messenger senza pagare il traffico dati. Chiara la strategia: avvicinare gli internauti di domani ai propri servizi e assicurarsi la loro affezione dando anche accesso a Wikipedia, a siti per cercare lavoro o per facilitare la comunicazione con le amministrazioni e alla ricerca di Google, con cui Zuckerberg si è detto pronto a collaborare per mettere nelle mani di ogni abitante del pianeta un telefonino connesso.
Chiaro anche il vantaggio per gli operatori, che non hanno la garanzia immediata di un ritorno economico ma godono della potenza comunicativa della creatura di Zuckerberg per incuriosire chi non ha Internet in cima alla lista delle priorità.
Il progetto di Google è invece un po’ più bellicoso. Il capo della quasi totalità degli sforzi di Mountain View Sundar Pichai ha annunciato l’intenzione di fornire connettività senza fili.
Si tratta di un’iniziativa su scala ridotta, quantomeno inizialmente, e realizzata appoggiandosi alle telco, perché Google agirà in sostanza come un operatore mobile virtuale. Ma anche in questo caso il messaggio arriva al punto: con il nostro valore di mercato da 382 miliardi di dollari pensiamo noi a investire a livello tecnologico per connettere i prossimi 4 miliardi di persone, con il wi-fi o con i progetti precedentemente annunciati per portare la Rete ovunque con le mongolfiere o con i droni. Anche in questo caso, senza escludere una collaborazione con Facebook.
Martina Pennisi

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