L’Isis rivendica l’attacco Arrestati nove complici

L’Isis rivendica l’attacco Arrestati nove complici

 TUNISI Un fiore su ogni macchia di sangue. Il museo del Bardo, custode di tesori meravigliosi, non è mai stato così triste e vuoto come nella fresca mattinata di Tunisi, il giorno dopo la strage. I medici, i funzionari del governo locale e le ambasciate compilano il bollettino che nessuno vuole ancora considerare definitivo: 23 morti, di cui 18 turisti stranieri, tre tunisini e due terroristi. Le vittime italiane sono quattro. Ieri alla lista che già comprendeva Francesco Caldara, 64 anni, e Orazio Conte, 54 anni, si sono aggiunte due donne, Antonella Sesino 54 anni e Giuseppina Biella, 70 anni, riconosciute nell’obitorio del vecchio ospedale coloniale Charles Nicolle. I feriti sono 48 (11 italiani). In mattinata sono ricomparsi una donna spagnola incinta e suo marito: i due avevano passato la notte nascosti nei sotterranei del Bardo.
Le notizie si intrecciano, in un impasto di dolore, di rabbia e di paura. Il governo ha evitato di blindare la capitale, ma l’allerta è massima. Le tv e i siti locali rilanciano quella che sembra una rivendicazione dell’Isis, lo Stato islamico, diffusa su Twitter da Rita Katz, direttrice del Site Intelligence Group. Parole di una violenza coerente con la ferocia dell’attentato, registrate in un messaggio audio in arabo. I terroristi sono definiti «cavalieri dello Stato islamico», valorosi combattenti contro «gli apostati seduti sul petto della Tunisia musulmana». Con un programma sinistro: «Quello che avete visto è la prima goccia di pioggia».
Gli analisti dei social network pescano un altro tweet riconducibile ai seguaci dell’Isis. La minaccia chiama in causa l’Italia. Una foto ritrae uno dei quattro nostri connazionali, sbarrata con una croce rossa e accompagnata dal commento: «Questo crociato è stato schiacciato dai leoni del monoteismo». In serata un altro avvertimento, preso sul serio dalla polizia: i jihadisti annunciano che colpiranno Radio Shems . Gli agenti hanno bloccato il quartiere centrale dove ha sede l’emittente nazionale.
Nel frattempo gli inquirenti proseguono le indagini. Pare che uno dei due terroristi uccisi durante il blitz, Yassine Laabidi, fosse noto all’intelligence. Il ministro dell’Interno Najem Gharsalli ha poi rivelato che entrambi erano «muniti di cinture esplosive». Finora sono state arrestate 9 persone, tra le quali la sorella dell’altro killer, Jabeur Khachnaoui, sospettata di aver partecipato o appoggiato l’attacco al museo Bardo: è stata sorpresa nella casa di famiglia, a Sbeitla nel centro del Paese. Sembrerebbe una conferma ai sospetti del governo: la rete dei terroristi si insinua nelle profondità della Tunisia.
Giuseppe Sarcina


Related Articles

Fine dell’incubo per Gino Pollicardo e Filippo Calcagno

Sabratha/Libia. Sono riusciti a liberarsi da soli, quando si sono resi conto dell’assenza dei loro carcerieri. Per il sindaco di Sabratha invece sarebbero salvi grazie ad un blitz militare. Intanto salta di nuovo la formazione di un governo libico di unità nazionale

Politici, media. Non siamo più soli. NO F 35

no F35

Ed è boom. Non siamo più soli…. finalmente. Politici e grandi media stanno appoggiando la campagna NO F35. Con Il messaggero, Repubblica e La 7 di Enrico Mentana abbiamo avuto la visibilità  insperata. Senza nulla togliere agli amici di Famiglia Cristiana che da sempre ci seguono ed accompagnano.

Città e riduzione del danno in Europa

Il convegno della rete EuroHRn in prospettiva di un consumo più sicuro, autodeterminato e centrato su competenze individuali e collettive in grado di proteggere da rischi e danni

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment