Sarkozy si riprende la Francia

Alle elezioni dipartimentali il Fn non è il primo partito di Francia: la vittoria va all’eterno nemico Nicolas Sarkozy

Stefano Montefiori, Corriere della Sera redazione • 23/3/2015 • Copertina, Internazionale • 485 Viste

PARIGI Marine Le Pen chiede, come fa sempre, le dimissioni del premier Manuel Valls ma stavolta è lei ad avere perso. Le previsioni indicavano un successo del Front National come quello delle europee 2014, invece alle elezioni dipartimentali il Fn non è il primo partito di Francia: l’ondata Blue Marine non c’è stata, la vittoria va all’eterno nemico Nicolas Sarkozy. Che pur di riconquistare voti a destra ha finito per fare campagna sugli stessi temi di Marine Le Pen — Islam, immigrazione e identità nazionale —, ha detto quasi le stesse cose della leader del Front National, ha rischiato di far perdere l’anima al partito Ump erede di una lontana tradizione gollista, ma alla fine è arrivato largamente in testa: 36,3 per cento assieme ai centristi dell’Udi, davanti al Partito socialista e ai suoi alleati (28 per cento) e al Front National fermo al 24,5 secondo le stime Ipsos.
L’affermazione di Nicolas Sarkozy è di proporzioni insperate, e ne rilancia le ambizioni per le Presidenziali del 2017. Tornato in politica con il sospetto di volersi difendere meglio negli affari giudiziari, indebolito dalla nuova e grande popolarità del quasi settantenne «padre nobile» e rivale di partito Alain Juppé, conquistata la presidenza dell’Ump solo nel dicembre scorso, Sarkozy si reinventa protagonista quando molti lo davano per finito o quasi.
Si tratta solo del primo turno delle elezioni dipartimentali (i dipartimenti sono l’equivalente amministrativo delle province italiane), un’elezione locale che di solito ha tassi record di astensione. Ma soprattutto i partiti «repubblicani» come si dice in Francia, cioè tutti escluso il Front National, hanno voluto dargli una dimensione nazionale: un Fn confermato al primo posto dopo le Europee sarebbe stato il terremoto di troppo, e Marine Le Pen avrebbe davvero potuto affrontare da favorita la corsa verso l’Eliseo.
I maggiori esponenti del partito di governo Ps e dell’opposizione Ump hanno attraversato la Francia per tenere comizi ovunque scongiurando i cittadini di non cedere alla tentazione Le Pen, e in parte sono riusciti nell’impresa. Il più generoso in questo sforzo è stato il primo ministro Manuel Valls, che non si è stancato di lanciare l’allarme e di chiedere la mobilitazione dei cittadini. Il partito socialista, se considerato senza gli alleati, si piazza testa a testa con il Fn, ma recupera 10 punti rispetto al catastrofico voto delle europee. «Un risultato onorevole», dice Valls.
Sarkozy ha commentato la vittoria dicendo che «se i francesi hanno voltato le spalle alla sinistra è perché da tre anni non si smette di raccontare loro bugie», e ha parlato di «una profonda aspirazione al cambiamento». Appuntamento al secondo turno di domenica prossima, ma al di là di quanti enti locali finiranno all’Ump o al Ps, il primo obiettivo — ridimensionare una finora dilagante Marine Le Pen — per adesso è raggiunto.
Stefano Montefiori

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