Cina più aperta agli investimenti

Liberalizzazioni. La sperimentazione ha avuto successo: si sono aggiunte le aree di libero scambio di Guangdong, Tianjin e Fujian

Rita Fatiguso, Il Sole-24 Ore redazione • 29/4/2015 • Copertina, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 785 Viste

La «Negative list» della Free Trade Zone di Shanghai sarà estesa ad altri territori

Pechino Il lancio di altre tre Pilot Free trade zone lo scorso 21 aprile ha coinciso con l’aggiornamento di quello che è ormai diventata l’architrave delle liberalizzazioni cinesi, dato che sarà inclusa nella futura legge sugli investimenti stranieri in Cina: è la cosiddetta Negative list, ovvero l’elenco delle attività e dei settori espressamente vietati, soprattutto a partire dalle FTZ.
Pechino la considera un passo in avanti, la nuova Negative List è stata resa nota il 20 aprile ed entrerà in vigore nei trenta giorni successivi.
E per un sistema come quello cinese, storicamente basato sul catalogo degli investimenti (l’ultimo è in vigore dal 10 aprile scorso e sarà valido per i prossimi quattro anni) fondato a sua volta sul sistema degli investimenti permessi, scoraggiati e vietati, la Negative list è una specie di rivoluzione Copernicana. L’ultima Negative List è, nei fatti, un aggiornamento di quella della Pilot FTZ di Shanghai, che ha funzionato da laboratorio visto che la novità entrerà in vigore in tutte e quattro le FTZ, inclusa Shanghai e le new entries GuangDong, Tianjin e Fujian. La lista è divisa in 15 categorie, 50 sottocategorie e 122 misure speciali, tutte in linea con la Classification of National Economic Industries (Cnei).
«Sì, in questo senso si può dire che la prima Pilot FTZ ha fatto scuola e che ha prodotto grossi risultati. Come un qualsiasi progetto sperimentale – dice Carlo D’Andrea di D’Andrea & partners, del board della Camera di Commercio europea a Shanghai – la Shanghai FTZ è sotto stretto controllo dal suo lancio, per questo adesso c’è un elenco di attività nelle quali si riduce l’intervento del governo in business. A sua volta in futuro la lista sarà aggiornata e nelle Pilot FTZ ci sarà parità di trattamento tra gli investimenti nazionali ed esteri. Le linee guida di attuazione sono, inoltre, svincolate dalle amministrazioni locali. La strada è lunga, ma avviata».
Inoltre, agli investimenti da Hong Kong, Macao e Taiwan, le nuove regole saranno applicate in linea proprio con la Negative List. Idem per gli accordi di partenariato come quelli sottoscritti tra Mainland China e Hong Kong /Macao che qualche problema l’hanno creato visto che la Cina ha in ballo FTA incrociati con Macao e Hong Kong via Shenzhen, vale a dire con Mainland China.
Tuttavia molte imprese straniere non sono ancora soddisfatte di questo livello di apertura. Già nel mese di giugno, la Shanghai FTZ aveva ridotto il numero di attività vietate da 190 a 139, ma è stato lo stesso State Council a invitare a sforbiciare l’elenco.
Il lavoro è in progress e si intreccerà con la definizione delle nuove Pilot, ognuna delle quali destinata a operare in un bacino geografico preciso: il GuangDong copre Nansha, Qianhai e Hengqin, fa leva sui rapporti con Hong Kong e Macao, ed è un importante snodo per la Maritime Silk Road del 21esimo secolo. Dice Mattia Marino, di Ambrosetti Shanghai: «La cooperazione tra Guangdong e Hong Kong è da sempre stata molto forte, adesso bisognerà aumentare la componente finanziaria, improntata a quella della FTZ di Shanghai.
Lì sono state approvate misure importanti sui flussi transfrontalieri offshore, sulle banche commerciali che hanno aderito alla FTZ e sui conti correnti in quell’area”.
Se il GuangDong inaugurata alla presenza di Hu Chunhua, segretario provinciale del partito e da CY Leung per Hong Kong copre il Pearl River Delta, il delta del fiume Yangtze e la regione di Bohai, è l’hub perfetto destinato a collegare la Cina con i paesi del Sudest asiatico, l’Africa e l’Europa, la FTZ del Fujian utilizzerà i suoi stretti legami con Taiwan per sviluppare partnership commerciali ed economiche attraverso lo Stretto, e si concentrerà sui servizi alla produzione e dei servizi di fascia alta. Nel Nord, il porto di Tianjin che gestisce quattro quinti dei container della Cina settentrionale la FTZ dovrebbe svolgere un ruolo importante nel promuovere l’integrazione economica della regione che comprende Pechino, Tianjin e Hebei, e coordinarsi con l’accordo di libero scambio che coinvolge la Cina e la Corea del Sud.
Le quattro zone – nel disegno del Governo di Pechino – dovranno darsi da fare per essere in concorrenza tra di loro, ma la capacità di approfittare delle politiche di sostegno messe in campo dipenderà, ancora una volta, dall’abilità dei rispettivi Governi locali.

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