Expo, i contratti degli interinali che lavorano nei padiglioni sono illegali

Milano. L’accordo sul lavoro all’Expo è lettera morta. Per Cgil Cisl e Uil, una parte imprecisata degli 11 mila stagionali sono stati inquadrati nel contratto del commercio e non in quello dei servizi, come previsto

Roberto Ciccarelli, il manifesto redazione • 30/4/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 1769 Viste

Domani all’Expo si ini­zierà a lavo­rare al di fuori delle norme sul lavoro. I con­tratti sti­pu­lati per una parte degli 11 mila lavo­ra­tori reclu­tati dalle agen­zie inte­ri­nali per i padi­glioni dei paesi par­te­ci­panti all’Esposizione uni­ver­sale sono ille­gali. Que­ste per­sone sareb­bero state inqua­drate nel con­tratto del com­mer­cio e non in quello dei ser­vizi come pre­vi­sto dall’accordo sin­da­cale tra Expo spa e Cgil Cisl e Uil siglato il 23 luglio 2013.

Gli sta­gio­nali, o inte­ri­nali, gua­da­gne­ranno fino al 30% in meno per i sei mesi dell’Esposizione uni­ver­sale, 4,6 euro all’ora con­tro un minimo di 6,5, rispetto a quanto sta­bi­lito. Ieri, anche a seguito di un incon­tro tra Expo spa, Asso­tem­po­rary e Man­po­wer, l’associazione di cate­go­ria delle agen­zie inte­ri­nali Asso­la­voro si è impe­gnata a rego­la­riz­zarli, garan­tendo un con­tratto «fle­x­si­curo» e il pieno rispetto delle «dispo­si­zioni legali e con­trat­tuali che rego­lano l’utilizzo delle risorse umane». L’intenzione sem­bra essere quella di rego­lar­riz­zare la situa­zione. Un dato è certo: l’Expo parte nell’illegalità e chi lavo­rerà nel «grande evento», vetrina di un intero paese, gua­da­gnerà meno rispetto a quanto pre­vede la legge nel nostro paese. L’accordo del luglio 2013, fino ad oggi noto per avere legit­ti­mato il lavoro gra­tuito per la prima volta nella sto­ria del diritto del lavoro ita­liano, è let­tera morta.

Dum­ping sala­riale e vio­la­zione del con­tratto nazio­nale del lavoro. Si parla di reati, al punto che Ste­fano Fran­zoni della Uil Lom­bar­dia ha annun­ciato: «Dal 2 mag­gio scat­te­ranno i con­trolli e poi deci­de­ranno i tri­bu­nali. I con­tratti del com­mer­cio per noi sono nulli». Alle con­tro­parti i sin­da­cati hanno detto di essere dispo­sti ad aprire una trat­ta­tiva, ma le assun­zioni fatte per i padi­glioni dovranno essere rivi­ste.
Esi­ste un pro­blema: ad oggi, non si cono­sce né il numero dei lavo­ra­tori assunti, né la tipo­lo­gia del con­tratto con la quale sono stati inqua­drati. «Non sono state for­nite le chiavi per la piat­ta­forma degli accessi – ha con­fer­mato Anto­nio Lareno (Cgil Lom­bar­dia) – Non abbiamo potuto effet­tuare i con­trolli sul tipo di con­tratto e man­sione dei lavo­ra­tori». «Lo diciamo da un pezzo che il con­tratto pro­po­sto dalle agen­zie inte­ri­nali è quello che noi chia­miamo un con­tratto “pirata”. Ci incon­tre­remo nuo­va­mente tra pochi giorni ma l’accordo già tro­vato con Cisl e Uil verrà rispet­tato”. Si com­prende che l’accusa della Man­po­wer con­tro le «stru­men­ta­liz­za­zione che con­tri­bui­scono ad ali­men­tare le ten­sioni» sia stata respinta dai sin­da­cati. Come anche la spie­ga­zione for­nita dall’azienda, alla quale Expo ha affi­dato il reclu­ta­mento di gran parte del per­so­nale della fiera, a pro­po­sito della pre­sunta vio­la­zione dell’intesa sin­da­cale del 2013. Per i 735 «for­tu­nati» assunti diret­ta­mente, a tempo, da Expo è stato usato il con­tratto dei ser­vizi. Per tutti i con­tratti atti­vati per conto dei paesi espo­si­tori sono stati adot­tati «i con­tratti appli­cati dall’utilizzatore finale». Man­po­wer non ha spie­gato se si tratti del con­tratto del com­mer­cio, oppure di quello dei servizi.

Dubbi fatali, e tar­divi, che si mol­ti­pli­cano pochi istanti prima che scatti l’ora X. Solo Cascina Triulza conta sui con­tratti col­let­tivi da appli­care nell’«Expo dei Popoli». Dei 38 appalti asse­gnati da Expo, solo tre pre­ve­dono un accordo sul lavoro: Cir, Eataly e fiera Milano. La mol­ti­pli­ca­zione dell’illegalità, e della pre­ca­rietà, è uno degli aspetti carat­te­riz­zanti del «evento» mila­nese. La con­sa­pe­vo­lezza è dif­fusa tra i sin­da­cati al punto da avere spinto la Cgil a stam­pare 100 mila car­to­line da distri­buire tra chi lavo­rerà nei pros­simi sei mesi nei 17 mila eventi pre­vi­sti da «Expo in città». Si può anche chia­mare il numero 0255025284 per denun­ciare even­tuali abusi. Tutti segnali che dimo­strano come il lavoro sia il buco nero di Expo.

L’aspetto più oscuro dell’accordo sin­da­cale sull’Expo è l’uso del volon­ta­riato in un evento com­mer­ciale. Ieri è stato riven­di­cato alla Camera dei Depu­tati da Cies­sevi, CSv net e Cnv, cioè le orga­niz­za­zioni che hanno par­te­ci­pato al reclu­ta­mento dei circa 16 mila lavo­ra­tori gra­tuiti per i sei mesi di Expo. L’impresa è stata pre­sen­tata come il segno del pro­ta­go­ni­smo della «società civile». Nulla si è detto, ancora, sul pre­sunto reato di «inter­po­si­zione ille­cita di mano d’opera» che ha spinto l’associazione Forum Diritti Lavoro a pre­sen­tare un espo­sto all’ispettorato del lavoro di Milano. «Non si con­te­stano le ini­zia­tive di vero volon­ta­riato all’Expo — sostiene Carlo Guglielmi, pre­si­dente del Forum — ma il fatto che migliaia di ragazzi siano stati assunti da un ente a fine di lucro come Expo per assol­vere a nor­mali man­sioni di assi­stenza fie­ri­stica. Invece di essere pagati rice­ve­ranno un buono pasto. Que­sti ragazzi rega­le­ranno il loro lavoro a una società per azioni che ha ven­duto 10 milioni di biglietti ed è spon­so­riz­zata da McDonald’s, Fca o Coca Cola».

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2 Responses to Expo, i contratti degli interinali che lavorano nei padiglioni sono illegali

  1. […] i controversi processi di selezione delle agenzie, i contratti per i lavoratori interinali di dubbia legittimità, le precettazioni degli scioperi dopo l’apertura di Expo e il caos normativo che vige […]

  2. […] work, the controversial selecton process of the agencies, contracts for temporary workers of dubious legality, the conscription of strikes after the opening of the Expo and the normative chaos that exists in […]

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