Gre­cia, il fattore N(ato)

Il golpe del 1967, che portò al potere in Gre­cia i colon­nelli, fu attuato in base al piano «Pro­me­teo» della Nato. I tempi sono cam­biati, ma non gli inte­ressi poli­tici e stra­te­gici su cui si fonda la Nato

Manlio Dinucci, il manifesto redazione • 7/4/2015 • Copertina, Internazionale • 674 Viste

Tsi­pras incon­tra Putin a Mosca domani, nel momento stesso in cui Ue, Bce e Fmi ten­gono un nuovo ver­tice sulla Gre­cia, che il giorno dopo deve rim­bor­sare una rata di 450 milioni di euro del pre­stito con­cesso dal Fondo mone­ta­rio inter­na­zio­nale. I temi uffi­ciali, nel col­lo­quio a Mosca, sono quelli del com­mer­cio e dell’energia, tra cui la pos­si­bi­lità che la Gre­cia diventi l’hub euro­peo del nuovo gasdotto, sosti­tu­tivo del South Stream bloc­cato dalla Bul­ga­ria sotto pres­sione Usa, che attra­verso la Tur­chia por­terà il gas russo alle soglie della Ue. Si par­lerà anche di un pos­si­bile allen­ta­mento delle con­tro­san­zioni russe, per­met­tendo l’import di pro­dotti agri­coli greci.
Secondo quanto ha dichia­rato alla Tass (31 marzo), il pre­mier Tsi­pras ha comu­ni­cato al pre­si­dente del Con­si­glio euro­peo, Donald Tusk, e alla rap­pre­sen­tante della poli­tica estera Ue, Fede­rica Moghe­rini, che «non siamo d’accordo con le san­zioni alla Rus­sia». E, al primo ver­tice Ue a cui ha par­te­ci­pato il 19–20 marzo, ha uffi­cial­mente soste­nuto che «la nuova archi­tet­tura della sicu­rezza euro­pea deve inclu­dere la Rus­sia». A con­ferma di tale posi­zione, Tsi­pras sarà di nuovo a Mosca il 9 mag­gio per il 70° anni­ver­sa­rio della vit­to­ria sulla Ger­ma­nia nazi­sta, cele­bra­zione boi­cot­tata dalla mag­gio­ranza dei lea­der occi­den­tali (a par­tire da Obama, Mer­kel e Cameron).

Ci sarà invece il pre­si­dente cinese Xi, con una rap­pre­sen­tanza delle forze armate cinesi, che sfi­lerà nella Piazza Rossa con quelle russe a sim­bo­leg­giare la sem­pre più stretta alleanza tra i due paesi. Il pre­si­dente Putin, a sua volta, sarà in set­tem­bre a Pechino per cele­brare il 70° della vit­to­ria sul Giap­pone militarista.

Avvi­ci­nan­dosi alla Rus­sia, la Gre­cia di Tsi­pras si avvi­cina quindi di fatto anche alla Cina e alla nuova area eco­no­mica euro-asiatica, che sta nascendo sulla base della Banca d’investimenti per le infra­strut­ture asia­ti­che creata da Pechino, cui ha ade­rito la Rus­sia insieme a circa altri 40 paesi. Dagli orga­ni­smi finan­ziari di quest’area e anche da quelli del Brics (Bra­sile, Rus­sia, India, Cina, Suda­frica) – che mirano a sop­pian­tare la Banca mon­diale e il Fmi domi­nati dagli Usa e dalle mag­giori potenze occi­den­tali – la Gre­cia potrebbe rice­vere i mezzi per sot­trarsi alla stretta sof­fo­cante di Ue, Bce e Fmi.

Anche per­ché la Cina vuole fare del Pireo un hub di pri­ma­ria impor­tanza della sua rete commerciale.

Secondo «The Inde­pen­dent» (3 aprile), «il governo greco è pronto a nazio­na­liz­zare le ban­che del paese e a creare una nuova moneta», ossia è pronto a uscire dall’euro e, se costretto, anche dalla Ue.

Entra però qui in gioco un altro fat­tore: l’appartenenza della Gre­cia non solo alla Ue ma alla Nato. «Una Gre­cia amica di Mosca potrebbe para­liz­zare la capa­cità della Nato di rea­gire all’aggressione russa», avverte Zbi­gniew Brze­zin­ski (Afp, 25 marzo). Parole minac­ciose da non sot­to­va­lu­tare, dato che Brze­zin­ski è stato a lungo con­si­gliere stra­te­gico della Casa Bianca, con cui è ancora in stretto contatto.

Anche se il mini­stro della difesa Kam­me­nos assi­cura che «il nuovo governo greco man­tiene i suoi impe­gni nella Nato nono­stante le sue rela­zioni poli­ti­che con la Rus­sia», a Washing­ton e Bru­xel­les stanno sicu­ra­mente pre­pa­rando un piano per impe­dire che la Gre­cia divenga un «anello debole» nel nuovo fron­teg­gia­mento con la Rus­sia e, di fatto, con la Cina.

Il golpe del 1967, che portò al potere in Gre­cia i colon­nelli, fu attuato in base al piano «Pro­me­teo» della Nato. I tempi sono cam­biati, ma non gli inte­ressi poli­tici e stra­te­gici su cui si fonda la Nato. Nel frat­tempo dive­nuta più esperta nei metodi di desta­bi­liz­za­zione interna.

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