Whirl­pool conferma le chiusure Dodici ore di sciopero in tutti i siti

Ex Indesit. Ieri primo incontro azienda-sindacati. Gli americani non fanno concessioni: chiuderanno Carinario e None

Adriana Pollice, il manifesto redazione • 21/4/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 871 Viste

Un incon­tro durato pochi minuti quello di ieri a Roma tra Whirl­pool e sin­da­cati, giu­sto il tempo per con­fer­mare l’intenzione di smo­bi­li­tare Cari­naro e il cen­tro di ricer­che pie­mon­tese di None, più il tra­sfe­ri­mento della pro­du­zione di Alba­cina a Melano (1.335 esu­beri) e le con­fe­de­ra­zioni hanno abban­do­nato il tavolo.

La deci­sione di porre il ritiro delle chiu­sure come pre­giu­di­ziale al con­fronto era stata presa in una lunga riu­nione di coor­di­na­mento su richie­sta dei lavo­ra­tori caser­tani, che ieri hanno bloc­cato l’accesso ai magaz­zini merce. Fim, Uilm e Ugl hanno seguito l’indicazione. Dif­fe­rente la posi­zione della Fiom: i ver­tici nazio­nali avrebbe voluto discu­tere col gruppo sta­tu­ni­tense, forse per non lasciare la trat­ta­tiva inte­ra­mente in mano al pre­mier Mat­teo Renzi, che sabato a Pom­pei aveva annun­ciato un suo inter­vento diretto; la dele­ga­zione cam­pana invece avreb­bero pre­fe­rito la linea dura. Il con­fronto si è fer­mato comun­que: con l’abbandono delle altre sigle, anche la Fiom ha deciso di sospen­dere la discus­sione, pre­fe­rendo non spac­care il fronte.

Così nel pome­rig­gio tutti insieme hanno deciso 12 ore di scio­pero entro il 10 mag­gio in tutti i siti pro­dut­tivi del gruppo, men­tre per la festa dei lavo­ra­tori Cgil, Cisl e Uil della Cam­pa­nia saranno a Carinaro.

«Va rispet­tato l’accordo del 3 dicem­bre 2014 che l’azienda ben cono­sceva al momento dell’acquisto di Inde­sit e che non può con­si­de­rare carta strac­cia e con esso i lavo­ra­tori da licen­ziare», il com­mento del segre­ta­rio gene­rale della Fim, Marco Ben­ti­vo­gli. Il pros­simo incon­tro con la mul­ti­na­zio­nale avverrà al Mise lunedì pros­simo, domani i con­fe­de­rali inter­ver­ranno in com­mis­sione Lavoro del Senato ma chie­dono l’impegno del governo con una con­vo­ca­zione a Palazzo Chigi. «E’ impos­si­bile che un colosso come Whirl­pool pre­senti un piano indu­striale per l’Italia senza che la pre­si­denza del Con­si­glio e il mini­stero dello Svi­luppo eco­no­mico non ne sapes­sero nulla – dichiara il segre­ta­rio regio­nale Fiom delle Mar­che, Giu­seppe Ciar­roc­chi -. C’è un gioco delle parti ad alto tasso di com­me­dia dell’arte».

Imper­tur­ba­bili alla Whirl­pool: «Mas­sima dispo­ni­bi­lità al con­fronto, restiamo for­te­mente con­vinti della vali­dità del piano indu­striale. Gli inve­sti­menti, pari a 500 milioni, rilan­ciano il paese, ponen­dolo al cen­tro della stra­te­gia euro­pea dell’azienda». Nei pros­simi giorni con­vo­che­ranno le Rsu dei sin­goli sta­bi­li­menti per spie­gare la stra­te­gia. «La Fiom ha riba­dito la pro­pria con­tra­rietà alle chiu­sure e ai licen­zia­menti e la pro­pria dispo­ni­bi­lità a ripren­dere un con­fronto», hanno spie­gato i capi­de­le­ga­zione Michela Spera e Gianni Venturi.

Il timore è che il governo possa strap­pare una ridu­zione degli esu­beri che lasci in piedi Cari­naro (815 dipen­denti diretti) in una ver­sione ridi­men­sio­nata, in modo da spo­stare il pro­blema un po’ più in là nel tempo. «Per sal­vare dav­vero la pre­senza indu­striale in Cam­pa­nia – spiega Andrea Amen­dola, segre­ta­rio della Fiom par­te­no­pea – biso­gna fer­mare lo scippo delle pro­du­zioni verso Mar­che e Lom­bar­dia e fare da noi il polo delle lava­trici: a Napoli c’è già la gamma alta, nel caser­tano si faceva l’altro seg­mento prima che venisse spo­stato in Turchia».

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