M5S

Grillo in marcia: siamo 50 mila Accuse per l’attacco a Veronesi

La Perugia-Assisi del M5S. Lorenzin: sulle mammografie parole sconcertanti

Emanuele Buzzi, Corriere della Sera redazione • 10/5/2015 • Copertina, Politica & Istituzioni, Welfare & Politiche sociali • 979 Viste

ASSISI La parola d’ordine è reddito di cittadinanza, anche se il coro — quello degli attivisti — scandisce quasi sempre e solo «onestà». Beppe Grillo, che campeggia in stile San Francesco con lupo al seguito sulle t-shirt gialle indossate da parlamentari e militanti, raduna il suo popolo tra Perugia e Assisi. Con lui, per il primo tratto del percorso, anche Gianroberto Casaleggio, che Grillo e lo staff ringraziano per aver promosso la manifestazione. Cinquantamila persone a detta degli organizzatori, «tanti quanti quelli della marcia della pace» per chi osserva e commenta dalle finestre di casa .
Pronti via, già con qualche polemica al vetriolo. Stavolta nel mirino farmaci («Costano troppo, bisogna costringere l’industria farmaceutica a fare dei prezzi più bassi») ed esami medici. «Veronesi va sempre in tv a dire che bisogna fare le mammografie perché probabilmente così danno più sovvenzioni al suo istituto», attacca il leader pentastellato. Interviene a distanza il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che bolla le parole di Grillo come un «concentrato di pericolosissima disinformazione, perché l’Italia è il Paese dell’occidente europeo che riesce ad avere i farmaci ai prezzi più bassi ». E aggiunge poi che le frasi del capo del M5S «sarebbero solo sconcertanti, se non toccassero un tema tanto delicato come quello del cancro, che non ammette leggerezze, specie da un leader politico». Il ministero della Salute intanto pubblica sul proprio sito i dati: con le mammografie la mortalità si riduce del 25%. E la filosofa e deputata pd Michela Marzano su Twitter definisce «propaganda» le parole di Grillo. «Non penso che la mammografia non sia utile o necessaria — precisa in serata il leader con una nota — Anzi penso che sia utilissima. Ce l’avevo con la cattiva informazione che fa credere che facendo questo esame non venga il tumore» .
Ma l’obiettivo dei venti chilometri di marcia era il reddito di cittadinanza, con qualche divergenza su come raggiungerlo. Dopo Luigi Di Maio, che ieri aveva detto al Corriere di essere «assolutamente» disponibile a un dialogo con il Pd senza però annacquare la misura, anche Roberto Fico si posiziona sulla stessa linea, «a patto che convergano sulle nostre idee». «Apriamo subito un tavolo di lavoro sul #redditominimo», propone via Twitter il dem Roberto Speranza. Di Maio replica ribadendo: «Basta che non si snaturi la cifra». Di altro avviso Grillo: «Non commento il nulla». E il leader evita anche le domande sulle registrazioni diffuse dal sito Grillo-leaks. Così anche Casaleggio e gran parte dei parlamentari, blindati dietro a un rigoroso silenzio. Parla invece il senatore Nicola Morra, che ci tiene a smontare le accuse della Rete: «Io non dico affatto che sono servi, che gli attivisti non contano niente, ma ho sostenuto in un video che a me basta avere la fiducia di Grillo e Casaleggio» .
Ma nel corteo gli attivisti parlano delle battaglie del Movimento, molti si fermano per i selfie-cartolina con il leader o i parlamentari, alcuni sfidano la fatica con le infradito, altri dialogano di riciclo dei rifiuti. Deputati e senatori camminano tra i manifestanti, tempestati di domande. Il capo politico, che dovrebbe avere in serbo alcune uscite a sorpresa per le Regionali (con un occhio di riguardo a Liguria e Campania), dispensa consigli ai deputati sospesi dai lavori d’Aula: «Gli ho proposto di fare un po’ di parlamento in piazza». Qualcuno si sta già attrezzando e circola l’idea di un nuovo tour per l’Italia dei sospesi. A due chilometri dall’arrivo c’è chi arranca. Roberta Lombardi è soddisfatta: «L’ho fatta tutta, potete testimoniarlo». Più avanti, un’ovazione accoglie l’abbraccio di Grillo a Paola Taverna. Il leader, con la basilica in vista e prima dell’assalto dei media, fa a tempo a specchiarsi in un’agenzia di viaggi. Poi, la bolgia a pochi metri dalla Porziuncola, con qualche insulto dei militanti ai giornalisti .
Emanuele Buzzi

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