Il nuovo sito del mani­fe­sto

Il nuovo sito del mani­fe­sto

Un sito in cui il con­te­nuto è sovrano e i let­tori sono pro­ta­go­ni­sti. Que­sto vole­vamo quando abbiamo lan­ciato il nuovo mani­fe­sto digi­tale un anno e mezzo fa e que­sto resta il nostro «piano edi­to­riale». Sem­plice è bello. Il meno è il più (less is more). Niente pub­bli­cità on line, tutti i con­te­nuti gra­tis da subito die­tro un pay­wall (l’offerta a paga­mento oltre una certa soglia ai pro­pri con­te­nuti su Inter­net), un’unica reda­zione inte­grata carta/web/app, uso di sistemi open sourceo quasi, licenza crea­tive com­mons e ricerca della mas­sima leg­ge­rezza pos­si­bile in tutte le solu­zioni tecniche.

Il tempo e i numeri dicono che l’esperimento è riu­scito. Oggi il pro­getto edi­to­riale imma­gi­nato dalla nuova coo­pe­ra­tiva del mani­fe­sto, con la pre­ziosa con­su­lenza di the­Prin­tLabs, fa un altro passo avanti.

Il nuovo sito su ilma?ni?fe?sto?.info e le nuove app per smart­phone e tablet (tra qual­che giorno) ren­de­ranno la vostra espe­rienza di let­tura ancora più coin­vol­gente, senza rinun­ciare alla sobrietà e alla qua­lità radi­cale dell’informazione.

Nuove «coper­tine di sezione» che pos­sono “set­ti­ma­na­liz­zare” la vostra let­tura,home­page ridi­se­gnata con temi curati e sele­zio­nati, inno­va­zione gra­fica, nuova barra di navi­ga­zione cen­trata solo sui con­te­nuti, un velo­cis­simo archi­vio, nuovo store, nuove font, pos­si­bi­lità di aggior­na­menti quo­ti­diani e noti­zie ulti­mora a pre­scin­dere dall’edizione digi­tale della sera.

Non sono pic­cole cose quando si vogliono tenere sotto con­trollo i costi e offrire un ser­vi­zio com­pa­ra­bile a quello di testate più grandi.

Livelli di pub­bli­ca­zione più flessibili

Finora il nostro obiet­tivo edi­to­riale è stato repli­care su web e app l’edizione quo­ti­diana del mani­fe­sto. Per­ciò un sito ano­malo, con un unico grande aggior­na­mento attorno alla mez­za­notte. Abbiamo cer­cato il pri­vi­le­gio del tempo lento dove tutto attorno invece è istan­ta­neo e le noti­zie si leg­gono e si dimen­ti­cano dopo pochi clic.

Da oggi in poi intro­du­ciamo ele­menti di fles­si­bi­lità in più, che con­sen­ti­ranno a noi e a voi di modu­lare l’informazione secondo il ritmo più adatto, dalla brea­king news di una riga fino a dos­sier tema­tici e curati che restano nel tempo, veri «mini maga­zine» che con­sen­tono di appro­fon­dire al di là dello spunto quotidiano.

Il mani­fe­sto di carta e le edi­zioni sulle app in larga parte con­ti­nue­ranno a coin­ci­dere. Il sito non più, si «sgan­cia» per navi­gare in modo più autonomo.

L’80% dei navi­ga­tori non visita la nostra home­page. Per­ciò, senza estre­mi­smi da nativi digi­tali o pes­si­mi­smo cosmico, il cuore del sito è l’articolo singolo.Dall’homepage alla frontpage

La pagina dell’articolo (come que­sta) è il «mat­tone» di cui è com­po­sto il mani­fe­sto digi­tale. Il pub­blico si allarga – basti pen­sare ai social net­work – e la vera porta d’accesso al nostro sito è l’articolo. Per­ciò l’abbiamo ridi­se­gnato donan­do­gli pro­fon­dità, fre­schezza, velo­cità, focus esclu­sivo sul con­te­nuto, faci­lità di com­mento e condivisione.

È l’articolo sin­golo l’unica front­page che molti di voi vedono del mani­fe­sto. È quello l’inizio (o la fine) della vostra esplo­ra­zione nel nostro mondo.

Per­ciò, in modi sot­tili che spe­riamo apprez­ze­rete, a par­tire da lì vi offriamo più spunti di let­tura: arti­coli in evi­denza (quelli che secondo noi dovre­ste pro­prio leg­gere),arti­coli col­le­gati a quello che state leg­gendo, arti­coli che in quel momento altri let­tori tro­vano inte­res­santi e stanno com­men­tando, l’edi­zione gior­na­liera in cui quell’articolo è pubblicato.

Testo e con­te­sto non solo per infor­marsi ma per poter appro­fon­dire secondo il pro­prio ritmo di vita e pia­cere personale.

Que­sto non vuol dire che l’home­page pas­serà in secondo piano. È la nostra momen­ta­nea impronta di bit nel mondo.

Tutto il sito del mani­fe­sto è respon­sive, cioè pro­get­tato per re-impaginarsi auto­ma­ti­ca­mente su qual­siasi schermo, dal tele­fo­nino al desktop.

Abbiamo ridi­se­gnato la barra di navi­ga­zione dedi­can­dola solo ai con­te­nuti, aggior­nato la gerar­chia delle varie sezioni/categorie, intro­dotto ele­menti impor­tanti come le noti­zie ulti­mora, arti­coli in evi­denzaarti­coli più letti negli ultimi tre giorni.

Abbiamo rotto la gab­bia gra­fica con una cita­zione e soprat­tutto con una rac­colta curata di arti­coli che può variare a pia­ci­mento e che «accom­pa­gna» la nostra coper­tina. Un ulte­riore livello di let­tura sul fatto del giorno o della settimana.

La scelta del Whitney

Que­sta «rot­tura mor­bida» con il gior­nale in edi­cola è sim­bo­liz­zata anche dalla nuova web­font scelta per i titoli e gli occhielli, il Whit­ney Con­den­sed. Quando con the­Prin­tLabs abbiamo ini­ziato a valu­tare le nuove font da uti­liz­zare sul sito, il Whit­ney ci è sem­brata la solu­zione. Una fami­glia di carat­teri «senza gra­zie», com­patta e molto leg­gi­bile anche in pic­cole dimen­sioni, che è stata pro­get­tata ori­gi­na­ria­mente per indi­ca­zioni, dida­sca­lie e cata­lo­ghi del Whit­ney Museum di New York (da qui il nome).

È una web­font che senza essere pro­ta­go­ni­sta spicca in pagine affol­late e inco­rag­gia la let­tura. Per ridurre il peso del down­load e man­te­nere la leg­ge­rezza gra­fica, inol­tre, abbiamo scelto di man­te­nere il Geor­gia per il testo degli arti­coli, visto che è una font di base universale.

Nuovo archi­vio e nuovo store

Una delle lacune più gravi di word­press (il sistema di impa­gi­na­zione del nostro sito) è l’arretratezza delle fun­zioni di ricerca.

Ricerca e archi­vio sono croce e deli­zia degli edi­tori di tutto il mondo.

Ren­dere dispo­ni­bile tutto quanto si è pro­dotto negli anni è fon­da­men­tale per noi e per i nostri let­tori. Se il gior­nale di carta dura un giorno, Inter­net con­serva la memo­ria per sempre.

Per­ciò accanto alla fun­zione nor­male di ricerca per­so­na­liz­zata (la lente in alto a destra), the­Prin­tLabs ha pro­get­tato un nuovo sistema di archi­via­zione che potrà farvi tro­vare qual­siasi firma e qual­siasi categoria/sezione in un istante.

La fun­zione archi­vio, inol­tre, è raf­for­zata e si trova in tutte le nuove «coper­tine di sezione» (poli­tica, cul­tura, inter­na­zio­nale, etc.), in modo che si possa sem­pre tro­vare di tutto di più.

Anche il nuovo store, final­mente, con­sente di poter gestire la ven­dita di tutti i vari pro­dotti in modo sem­plice e imme­diato sia nel bac­kend (noi) che nel fron­tend(voi).

Pagare per il web si può (e si deve)

Il sito del mani­fe­sto non cerca «traf­fico» da ven­dere in pub­bli­cità. Vende abbo­na­menti. Forme e con­te­nuti che i let­tori devono essere dispo­sti a pagare. Per­ciò abbiamo il dovere di offrire un pro­dotto ben fatto, one­sto e tra­spa­rente. Dove ciò che leggi è scelto da noi per voi e non in base alle sta­ti­sti­che di traf­fico o i «mi piace» sui social network.

Non abbiamo alcun biso­gno di pie­gare la nostra offerta in base ai clic. Ci inte­res­sano le per­sone, non i mouse: «Se non sei inte­res­sato a pagare allora dob­biamo ancora con­vin­certi (e lo faremo). Intanto regi­strati e leggi gra­tis 15 arti­coli ogni due set­ti­mane». Degli 88mila let­tori regi­strati sul sito solo il 3,5% è abbo­nato. È chiaro che se vogliamo con­ver­tire let­tori in abbo­nati dob­biamo miglio­rare, e voi potete dav­vero aiu­tarci, scri­ven­doci e rac­con­tando che cosa volete o pen­sate (lettere@?ilmanifesto.?it).

Con una certa sorpresa, infatti, siamo ancora soli nella strada tracciata l’anno scorso.

Nono­stante vari annunci (per esem­pio il Sole 24 OreRcs) , nes­sun edi­tore ita­liano ha ancora adot­tato un pay­wall, cioè l’offerta a paga­mento oltre una certa soglia di arti­coli su Internet.

A tutt’oggi in Ita­lia lo fa solo il mani­fe­sto (all’estero è quasi la norma). Una carat­te­ri­stica che forse ci pena­lizza nei numeri ma che siamo con­vinti sia l’unica strada (l’altra, i video e i ban­ner pub­bli­ci­tari, si sta rive­lando un vicolo cieco) per ren­dere il digi­tale utile per un quo­ti­diano che trova nell’edicola la sua forma prin­ci­pale di pub­bli­ca­zione e ricavi.

Il futuro è infinito

A bre­vis­simo par­ti­ranno anche le nuove app, fin dall’inizio parte inte­grante di que­sto pro­getto. Men­tre per l’edizione ita­liana di Le Monde Diplo­ma­ti­que stiamo spe­ri­men­tando un nuovo sistema che potrebbe con­sen­tirci uno svi­luppo digi­tale serio e coe­rente anche per que­sto pre­sti­gioso mensile.

Alcune ini­zia­tive edi­to­riali sono ancora in fase di pro­get­ta­zione. Per­ché non fare un mani­fe­sto anche in altre lin­gue, per esempio?



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