Il Psoe di Madrid: «Tessera ai migranti per i diritti»

Spagna. Documento locale d’identità per avere sanità, trasporti e casa. Nel voto irrompe il nodo immigrazione. Il Pp: via i senza tetto

Giuseppe Grosso, il manifesto redazione • 21/5/2015 • Buone pratiche e Buone notizie, Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Immigrati & Rifugiati, Internazionale • 715 Viste

Quello dell’immigrazione — come non poteva essere altri­menti — è uno dei temi più pre­senti nella cam­pa­gna elet­to­rale per le amm­ni­stra­tive di dome­nica prossima.

C’è la foto, ormai ico­nica, del bam­bino rin­chiuso nella vali­gia nel ten­ta­tivo di entrare in Spa­gna; ci sono le dichia­ra­zioni della can­di­data del Par­tido Popu­lar al comune di Madrid, Espe­ranza Aguirre, che vor­rebbe ripu­lire la città dai senza tetto, che «danno una brutta imma­gine di Madrid ai turi­sti»; ci sono i par­titi con­ser­va­tori, che stre­pi­tano con­tro una sup­po­sta «emer­genza immi­gra­zione» fab­bri­cata a loro uso e consumo.

E poi, final­mente, c’è una noti­zia di quelle che aprono uno spi­ra­glio al buon senso e alla solidarietà.

Anto­nio Miguel Car­mona, can­di­dato socia­li­sta alla pre­si­denza della regione di Madrid, ha pro­po­sto l’introduzione di un docu­mento d’identità locale per chiun­que ne fac­cia richie­sta, che garan­ti­sca l’accesso ai ser­vizi sani­tari, ai tra­sporti e per­sino alle case muni­ci­pali. Si tratta di un’iniziativa molto impor­tante: un sus­sulto per un Psoe un po’ a corto di idee, che inverte com­ple­ta­mente la ten­denza alla tol­le­ranza zero del Par­tido popu­lar, che nel 2012 aveva revo­cato l’assistenza sani­ta­ria agli immi­grati irre­go­lari. E marca le distanze anche rispetto alla nuova destra dal volto pulito, incar­nata da Ciu­da­da­nos, ormai uno degli avver­sari diretti del Psoe, anch’esso con­tra­rio all’accesso degli immi­grati «irre­go­lari» ai ser­vizi pub­blici. Final­mente, ver­rebbe da dire, qual­cosa di sini­stra nel discorso sei socia­li­sti, in crisi di iden­tità e di voti, asfis­siati, a livello locale e nazio­nale, dalla morsa di Pode­mos e Ciudadanos.

L’iniziativa, che nasce da un’idea per­so­nale di Car­mona, non è ancora rati­fi­cata uffi­cial­mente in sede nazio­nale, anche se il Psoe ha già fatto sapere di appog­giare la pro­po­sta, che sarà pro­ba­bil­mente rie­la­bo­rata ed inclusa nel pro­gramma per le poli­ti­che di novembre.

Intanto, da destra, qual­cuno parla di pro­pa­ganda elet­to­rale. In realtà la misura si rivolge soprat­tutto a per­sone senza docu­menti e, quindi, senza diritto di voto, per cui la sua diretta riper­cus­sione elet­to­rale sarà pre­ve­di­bil­mente limi­tata. «È una que­stione di diritti umani, non di cal­colo elet­to­rale, spiega Car­mona. Abbiamo voluto rispon­dere a una richie­sta non det­tata dai mer­cati, ma dalla neces­sità delle per­sone». «Chi vive qui – ha pro­se­guito il can­di­dato socia­li­sta in un’intervista al País — deve poter eser­ci­tare i suoi diritti: un’iniziativa di que­sto genere è già stata presa con suc­cesso a New York dal sin­daco Bill de Bla­sio». In realtà non c’è nep­pure biso­gno di attra­ver­sare l’oceano per tro­vare un pre­ce­dente. Basta spo­starsi di pochi chi­lo­me­tri da Madrid, fino a Fuen­la­brada, cit­ta­dina di 210mila per­sone nella cin­tura urbana della capi­tale di un paese che nono­stante la crisi, l’aumento della povertà e lo sfi­lac­cia­mento sociale, non ha mai ceduto a derive xenofobe.

La tes­sera – una spe­cie di suc­ce­da­neo locale del docu­mento nazio­nale di iden­tità – era una delle pro­messe elet­to­rali dell’attuale sin­daco Manuel Robles, inca­ri­cato peral­tro di coor­di­nare la parte sui ser­vizi sociali del pro­gramma qua­dro del Psoe per le muni­ci­pali. In due anni, sono state distri­buiti più di 10mila docu­menti. «La tes­sera — spiega il sin­daco di Fuen­la­brada — dà accesso a tutti i ser­vizi sociali. L’unico requi­sito è che la per­sona viva nel nostro comune. Non chie­diamo nulla, nes­sun docu­mento: in que­sto modo anche gli immi­grati irre­go­lari entrano nel pro­gramma di assi­stenza muni­ci­pale alle stesse con­di­zioni di qual­siasi altro cit­ta­dino». Ora sarà inte­res­sante vedere se la misura sarà estesa ad altri muni­cipi, come sarà accolta e che spa­zio occu­perà nel pro­gramma nazio­nale. E, nel pro­ba­bile caso di alleanze per il governo di Madrid tra Pose e altri par­titi, come sarà difesa que­sta pro­po­sta, che finora è una delle più inte­res­santi tra quelle dei vari par­titi in cam­pa­gna elet­to­rale. Al Psoe il merito indi­scu­ti­bile di aver messo sul tavolo un’iniziativa ori­gi­nale, chiara ed effet­ti­va­mente neces­sa­ria dopo una legi­sla­tura di tagli ai diritti sociali e tre anni di esclu­sione sani­ta­ria degli immi­grati sin pape­les voluta, per legge, dal Par­tido popular.

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