«Italia meglio del previsto, crescerà di più»

Il Fondo monetario alza allo 0,7% le stime sul Pil per il 2015 ma resta cauto sull’anno prossimo (1,2%) Incertezze sul ritorno degli investimenti, privatizzazioni «deludenti». Cassa integrazione giù del 36,9%

Stefania Tamburello, Corriere della Sera redazione • 19/5/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza • 617 Viste

ROMA Il Fondo monetario è più fiducioso sull’economia italiana. Ad un mese dalle previsioni di primavera, ha migliorato le sue stime sulla crescita del nostro Paese per quest’anno, allineandole a quelle del governo: il Pil (Prodotto interno lordo), secondo l’organizzazione di Washington salirà dello 0,7% invece che dello 0,5%. «Sono stati i risultati del primo trimestre, migliori delle attese, a farci cambiare idea» ha spiegato Petya Koeva Brooks, capo della missione di economisti del Fmi che per una settimana hanno esaminato cifre e programmi, incontrando i tecnici dei ministeri e della Banca d’Italia, in vista della definizione in luglio del rapporto «Articolo IV» sull’Italia. La cautela continua invece a guidare le previsioni di crescita per il prossimo anno, rimaste ferme sull’1,2%. «Vogliamo vedere in che misura ripartiranno gli investimenti», ha aggiunto Koeva Brooks illustrando i principali risultati della visita a Roma.
In complesso l’esito della missione degli economisti del Fmi può essere considerata soddisfacente per il premier Matteo Renzi e per il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, visto che il documento di massima, diffuso ieri, è la manifestazione di un grande sostegno all’azione del governo, e ai suoi propositi di riforma. Se si eccettua la critica al calo di ambizione in merito al piano di privatizzazioni pubbliche, le osservazioni del Fondo si risolvono in una generale sollecitazione a realizzare i programmi fatti e a raccogliere la sfida di sfruttare al massimo la «finestra di opportunità» offerta dall’inversione del ciclo economico. Il Fmi «condivide la strategia economica del governo», ha commentato Padoan.
Nel quadro disegnato dagli economisti dell’organizzazione di Washington non mancano ovviamente specifici avvertimenti. «Se anche le migliori previsioni di crescita dovessero avverarsi ci vorrebbe comunque una spinta maggiore per la creazione di posti di lavoro» e per un rientro «più rapido» del debito, viene segnalato, esortando la rapida attuazione delle ulteriori misure già previste dal Jobs act. Un provvedimento questo, che comunque gli esperti del Fondo promuovono senza esitazione perché creerà «incentivi ad assumere e dare formazione ai lavoratori» (ieri intanto l’Inps ha segnalato un calo tendenziale per la cassa integrazione del 36,9% in aprile). Così come approvano la scelta di bilancio del governo: «Il modesto consolidamento di un quarto di punto percentuale di Pil è appropriato, considerando la crescita ancora sotto tono e l’elevato debito», affermano ritenendo che «l’indicizzazione delle pensioni non debba modificare gli obiettivi fiscali sia per quest’anno che per il futuro». E che «un moderato uso della flessibilità offerta dal patto di Stabilità potrebbe sostenere le riforme e dare spazio ad ulteriori tagli di imposte, a cui dovrebbero essere destinati nuovi risparmi di spesa. Infine ancora un richiamo del Fondo alla soluzione del problema delle sofferenze delle banche anche con l’intervento pubblico, mediante la creazione di una società veicolo e incentivi alle cartolarizzazioni.
Stefania Tamburello

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