La Grecia usa le riserve per pagare la rata del Fondo

La Grecia usa le riserve per pagare la rata del Fondo

La Grecia ha rimborsato la rata da 750 milioni di euro al Fondo monetario internazionale, in scadenza ieri, in modo singolare: ha prosciugato il suo conto in «Diritti speciali di prelievo» o Sdr, cioè la valuta usata dal Fmi. Come dire: ha ripagato l’istituzione di Washington con i suoi stessi fondi. Una misura straordinaria, autorizzata dal Fmi, che chiede la ricostituzione delle riserve entro un mese, a causa della situazione di emergenza di Atene, alle prese con una crisi di liquidità (per pagare pensioni e stipendi) e al rischio di insolvenza (verso i creditori).
Il tempo sta finendo. Secondo gli ultimi dati del Fmi, alla Grecia restano meno di 6 miliardi di dollari di riserve ufficiali. Ammontavano a 6,466 miliardi a fine marzo, di cui poco più di un miliardo in valuta straniera, 4,29 miliardi in oro, 764 milioni in Sdr (da cui ieri Atene ha attinto 650 milioni) e altri 332 milioni in altre posizioni. Anche le casse del governo sono vuote. Dei 2,5 miliardi chiesti dal premier Alexis Tsipras alle autorità locali, Atene ha raccolto solo 600 milioni, perché la maggioranza dei sindaci teme di non rivedere più il denaro prestato all’esecutivo. Lo stesso timore dei partner europei. «Il clima è migliorato, ma in sostanza non c’è niente di nuovo. I progressi sono pochi», ha ribadito il ministro delle Finanze tedesche, Wolfgang Schäuble alla fine dell’Ecofin di Bruxelles.
La Bce ha alzato un’altra volta, portandolo fino a 80 miliardi (1,1 miliardi in più), il tetto del programma di emergenza alle banche greche, per controbilanciare il ritiro dai depositi, che continua. Per ora Francoforte non irrigidisce i criteri dei collaterali presentati dagli istituti di credito in cambio dei fondi dell’Eurotower. Ma mantiene il divieto all’emissione di nuovi titoli a breve scadenza, come chiede il governo di Atene.
Il premier Tsipras ieri ha invitato i creditori di Atene (la Ue, il Fmi e la Bce) a rompere l’impasse e trovare un accordo per dare il via libera all’ultima tranche di aiuti da 7,2 miliardi. Ma poi ha ripetuto che il governo non cederà su nuovi sacrifici e spetterà ai creditori incontrare la Grecia a metà strada. «Il problema è che la Grecia non ha la capacità tecnica di presentare un programma di riforme per trovare un compromesso. Molti tecnocrati stanno lasciando l’amministrazione. I negoziati sono in stallo da due mesi, ma ci avviciniamo a fine giugno quando scade il programma di aiuti, già prolungato di 4 mesi. E non ci sarà una nuova estensione», dice al Corriere una fonte vicina alla trattativa.
A giugno Atene deve rimborsare un’altra rata da 1,5 miliardi al Fmi, e tra luglio e agosto altri 6,5 miliardi alla Bce, più circa 500 milioni al Fmi. Perciò anche se arriverà a un’intesa con i creditori, quasi sicuramente ad Atene servirà un terzo piano di salvataggio in estate, dopo aver già ricevuto 240 miliardi.
Il clima di forte incertezza ha pesato di nuovo sulle Borse europee, tutte negative, penalizzate anche dalla nuova ondata di vendite sui titoli di Stato, con il rendimento del Btp decennale risalito all’1,9%. Francoforte ha chiuso in ribasso dell’1,7%, Londra dell’1,37%, Parigi dell’1,06% e Milano dello 0,93%.
Giuliana Ferraino


Related Articles

L’omertà  del ministro

Tra le misure potrebbe trovare spazio anche la «legge Fiat» per sterilizzare le cause della Fiom contro gli accordi separati siglati dal Lingotto con Cisl e Uil Tremonti racconta ai parlamentari quello che già  sapevano. Non una cifra, né un particolare, ma la proposta di libertà  di licenziamento e di abolizione della contrattazione nazionale

LA COSTITUZIONE TUNISINA È RIVOLUZIONARIA

In Tunisia l’albero della primavera araba ha dato ora i suoi primi frutti. Per la prima volta un Paese arabo e musulmano ha iscritto nella sua nuova Costituzione l’uguaglianza tra uomo e donna («le cittadine e i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza discriminazioni ») ed è anche riuscito a mettere da parte la sharia instaurando la libertà di coscienza («lo Stato è custode della religione, garante della libertà di coscienza e di fede e del libero esercizio del culto»).

Un Muro intorno a Gaza

Israele/Territori Occupati. Lo ha rivelato ieri il quotidiano Yediot Ahronot precisando che la barriera si estenderà lungo i 96 chilometri della frontiera tra la Striscia di Gaza e il sud di Israele

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment