L’eurozona torna a crescere, in Italia poco lavoro

Moscovici: la migliore primavera degli ultimi anni. Per Roma la sfida è il debito alto e la ripresa non accelera Padoan esclude una manovra sui conti pubblici

Ivo Caizzi, Corriere della Sera redazione • 6/5/2015 • Copertina, Europa, Lavoro, economia & finanza nel mondo • 604 Viste

BRUXELLES Il commissario per gli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, ha presentato le Previsioni della Commissione europea sostenendo che «l’economia europea sta vivendo la migliore primavera degli ultimi anni». La crescita nell’eurozona è stimata all’1,5% del Pil quest’anno e all’1,9% nel 2016. Moscovici ha definito «una buona notizia» il ritorno alla crescita anche dell’Italia «dopo anni di recessione», pur ricordando il problema del maxidebito. E che la ripresa italiana resta debole allo 0,6% nel 2015, nonostante gli interventi di stimolo della Bce, il quasi azzeramento dei tassi d’interesse sul debito, il deprezzamento dell’euro e il dimezzamento del costo del petrolio. Per la Commissione la discesa della moneta unica ha sostenuto le esportazioni del made in Italy e favorito un recupero di «competitività». Nel 2016 a Bruxelles stimano per l’Italia una ripresa all’1,4% (rispetto all’1,3% ipotizzato a febbraio) «grazie all’aumento della domanda esterna e agli investimenti». Nell’intero biennio non arriverebbero adeguati effetti positivi sulla creazione di nuovi posti di lavoro. La disoccupazione nel 2015 scende lievemente al 12,4%, restando a questo preoccupante livello l’anno prossimo. L’inflazione è data in risalita all’1,8% del 2016. Il deficit scende dal 2,6% del 2015 al 2% nel 2016.
«La principale sfida per l’economia italiana nel futuro è l’alto livello del debito pubblico con la crescita che rimane debole — ha dichiarato Moscovici —. Per questo è necessario articolare una politica di bilancio prudente e una agenda di riforme ambiziosa».
Il maxi indebitamento italiano è previsto dalla Commissione europea in salita fino al picco del 133,1% per iniziare a scendere solo nel 2016 al 130,6%. Sulla dinamica di contenimento pesa l’incertezza legata al rischio di perdite potenziali per circa 42 miliardi causato dai contratti per i derivati sui tassi d’interesse sul debito. La Commissione europea ha fatto sapere di «essere in continuo contatto con le autorità italiane» per avere chiarimenti «sul potenziale impatto dei derivati» sul debito e per applicare le regole previste per questi strumenti finanziari dai sistemi Esa 2010 ed Edp.
Moscovici ha confermato la richiesta di chiarimenti per gli effetti sul deficit della bocciatura della norma Monti-Fornero da parte della Corte costituzionale, che genera restituzioni delle indicizzazioni congelate delle pensioni più alte (stimate da varie fonti oltre 10 miliardi). La Commissione evidenzia «rischi collegati a possibili misure espansive aggiuntive annunciate nella legge di Stabilità, ma non ancora dettagliate». Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha definito i dati di Bruxelles «in linea con quelli del Def», che i servizi di Moscovici dovrebbero valutare a metà mese.
Il principale traino dell’eurozona resta l’economia tedesca con crescita stimata 1,9% quest’anno e 2% nel 2016. La Germania viene comunque richiamata a investire di più i surplus di bilancio per stimolare la ripresa negli altri Paesi membri.
Ivo Caizzi

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This