Primo test delle urne, il crollo di Forza Italia

Nel centrodestra diviso, a far rumore è la caduta di Forza Italia, con percentuali come il 3,6 di Bolzano e il 4,2 di Trento

Renato Benedetto, Corriere della Sera redazione • 12/5/2015 • Copertina, Politica & Istituzioni • 1081 Viste

Nel centrodestra diviso, a far rumore è la caduta di Forza Italia, con percentuali come il 3,6 di Bolzano e il 4,2 di Trento. Così a destra è solitaria in testa la corsa del Carroccio, che raddoppia i consensi. Mentre al Pd basta confermare i numeri delle Comunali 2010, senza ripetere i record delle ultime Europee, per vincere, insieme a liste civiche e territoriali, a Trento e Aosta e arrivare (in vantaggio) al ballottaggio di Bolzano. Il Movimento 5 Stelle resta lontano dai risultati di maggio 2014: ma, a differenza delle flessioni di altre amministrative, tiene.
Se alla partita del voto in Trentino-Alto Adige e in Valle d’Aosta (318 Comuni alle urne) si guarda con il pensiero rivolto alle Regionali e, più in generale, allo stato di salute dei partiti, sono queste le indicazioni. Accanto al dato sull’astensione, primo partito: 55% l’affluenza a Trento, 58% a Bolzano.
Il sindaco pd Alessandro Andreatta si conferma a Trento, sostenuto dal Cantiere civico democratico di Lorenzo Dellai, Patt e Verdi, con il 53,7%. Centrosinistra in vantaggio a Bolzano, che il 24 maggio vedrà al ballottaggio Luigi Spagnolli (41,6%) e Alessandro Urzì (12,7%). E vincente, insieme all’Union Valdotaine, ad Aosta, con Fulvio Centoz (54,1%).
Ma i numeri hanno presto varcato i confini della Regione autonoma e raggiunto gli uffici centrali dei partiti. Il crollo di FI in particolare: a Bolzano passa dal 21,5% del Pdl nel 2010 al 3,6%. In attesa del «Partito repubblicano», già nei piani di Berlusconi, intanto il consigliere politico Giovanni Toti propone di commissariare FI in Trentino, per i «risultati ampiamente deludenti» dovuti a «litigi e totale incapacità locale della classe dirigente». La parola «locale» scompare nelle parole dei dissidenti, a cominciare da Raffaele Fitto, netto: «FI non c’è più». Matteo Salvini invita Berlusconi a farsi da parte: «A 79 anni si goda i frutti del suo immenso lavoro». Il segretario della Lega (secondo partito a Trento, terzo a Bolzano) esulta e attacca il Pd: «C’è stato un effetto Renzi al contrario». Replica il vicesegretario dem Lorenzo Guerini: «Si rassegnino. Anche stavolta il Pd ha vinto». E Matteo Renzi guarda soddisfatto ai Comuni conquistati «con buona pace della Lega — dice ai suoi — al ballottaggio solo in una città». In confronto alle Europee dei record (fatta la dovuta tara) il Pd è in flessione a Trento (29,6% contro 49,1%) e Bolzano (16,9 contro 35,7). Sul Blog di Grillo il Movimento esulta: «Raddoppiati i consensi». Nel 2010, però, i Cinquestelle erano all’inizio e rispetto alle Europee si vede un calo: da 14,7% a 8,7% a Trento, da 16,1 a 9,7 a Bolzano. Dove CasaPound sfiora il 7% ed entra in consiglio comunale.
«FI giù come un sasso, forze più radicali raccolgono conensi. Ma vince il Pd, perché un centrodestra guidato dalla Lega non è competitivo, non chiama al voto i moderati. Quadro emerso nelle scorse amministrative, ora è confermato», spiega Piergiorgio Corbetta (Istituto Cattaneo). «Ma non durerà. Ora c’è l’Italicum, dove il successo di Salvini e il non insuccesso dei 5 Stelle non portano alla vittoria. Nei sistemi dove il vincitore vince è così, si guardi all’estero, da Le Pen a Farage: hanno ottenuto voti, ma non seggi. Berlusconi ha visto giusto: il Partito repubblicano è l’unica strada, una federazione permanente del centrodestra moderato. Ci vorrà tempo. Intanto, si guardi alla Liguria per vedere la tenuta del centrodestra».
Renato Benedetto

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