Zyed e Bouna, tensione dopo l’assoluzione dei poliziotti

Zyed e Bouna, tensione dopo l’assoluzione dei poliziotti

Forte ten­sione, ma nes­sun inci­dente grave né arre­sto, alle mani­fe­sta­zioni che hanno fatto seguito, lunedi’ sera, alla sen­tenza defi­ni­tiva del tri­bu­nale di Ren­nes, che ha assolto due poli­ziotti, giu­di­cati per “non assi­stenza a per­sona in peri­colo” nel caso che aveva cau­sato la morte, dieci anni fa, il 27 otto­bre 2005, di Zyed e Bouna a Clichy-sous-Bois. I due ragaz­zini erano morti ful­mi­nati in una cen­tra­lina elet­trica, dove si erano rifu­giati per sfug­gire alla poli­zia, che li rin­cor­reva sospet­tan­doli di un furto. La morte di Zyed e Bouna era stata all’origine di tre set­ti­mane di rivolta nelle ban­lieues, il governo aveva impo­sto lo stato d’emergenza, per la prima volta in Fran­cia dopo la guerra d’Algeria.

“E’ scan­da­loso, la parola di due poli­ziotti bian­chi ha avuto ragione su ogni altra con­si­de­ra­zione”, ha com­men­tato Jean-Pierre Mignard, avvo­cato delle fami­glie delle due vit­time. Ma per il giu­dice, que­sto pro­cesso non doveva essere “il pro­cesso della poli­zia nel suo insieme, né quello delle rivolte del 2005, né quello dei vari inter­venti poli­tici su que­sti avve­ni­menti”. A Bobi­gny ha avuto luogo la mani­fe­sta­zione più impor­tante, 400 per­sone indi­gnate, con momenti di ten­sione con la poli­zia. La rab­bia cova anche a Clichy-sous-Bois. Ad avve­le­nare il clima è scesa in campo la destra in tutte le sue com­po­nenti. A comin­ciare da Marion Maré­chal Le Pen (la nipote), già in cam­pa­gna elet­to­rale per le regio­nali di dicem­bre (in Pro­venza), che ha twit­tato con pro­vo­ca­zione: “que­sta sen­tenza prova che la fec­cia ha messo a fuoco e san­gue la ban­lieue per pia­cere e non a causa di un abuso della poli­zia”. Per il rivale alle regio­nali Chri­stian Estrosi (Ump), “le fami­glie devono sol­tanto edu­care i figli e fare in modo che non diven­tino delin­quenti”. Il depu­tato Ump delle Alpi Marit­time Eric Ciotti è sod­di­sfatto dell’assoluzione dei due poli­ziotti “ingiu­sta­mente accu­sati per dieci anni”. La sini­stra ha rispo­sto con indi­gna­zione a que­ste prese di posi­zione, che difen­dendo il com­por­ta­mento dei poli­ziotti accu­sando i ragazzi. “Un pen­siero forte per le fami­glie di Zyed e Bouna, per que­sti due gio­vani morti per niente dieci anni fa”, ha affer­mato l’ex mini­stro delle Aree urbane, il socia­li­sta Fra­nçois Lamy, men­tre la segre­ta­ria di Europa Eco­lo­gia, Emma­nuelle Cosse ha ribat­tuto alla Le Pen: “rara­mente si è visto un atteg­gia­mento più schi­foso”. Rispo­sta a Marion Maréchal-Le Pen anche da parte del comu­ni­sta Ian Bros­sat: “cosi’ gio­vane, cosi’ stu­pida, cosi’ piena di odio”.

Il tri­bu­nale non ha accolto la difesa dell’avvocato Mignard, che ha sot­to­li­neato che la poli­zia non ha solo un com­pito di repres­sione, ma anche un dovere di “pro­te­zione”, che non è stato rispet­tato nel caso di Zyed e Bouna. I poli­ziotti non si sono resi conto che i due ragaz­zini anda­vano incon­tro alla morte rifu­gian­dosi nella cen­tra­lina Edf? C’è una regi­stra­zione delle con­ver­sa­zioni tra agenti: “se entrano li’ den­tro, non scom­met­te­rei sulla loro vita”, aveva detto uno all’altro. Ma per il tri­bu­nale, non è pro­vato che i due agenti aves­sero “una coscienza chiara di un peri­colo grave e immi­nente”. Dieci anni dopo, le rela­zioni tra gio­vani e poli­ziotti nelle ban­lieues non è cam­biata: dif­fi­denza, paura, con­trolli con­ti­nui sulla base del colore della pelle, sfida. Basta un cerino per sca­te­nare un nuovo incen­dio, dicono edu­ca­tori e poli­tici locali. Ma la poli­tica non si muove e incro­cia le dita, spe­rando che la situa­zione non esploda.



Related Articles

«Accordo chiuso». L’Eurogruppo blinda il Mes, Conte spera

Roma-Bruxelles. Centeno: nessuno spazio per modifiche. Ma va definito un aspetto della riforma. La resa dei conti in aula potrebbe essere rinviata

E ora brucia anche l’Egitto

CONTAGIO MEDITERRANEO
Dopo la rivolta tunisina, s’infiamma l’Egitto. Al grido di «Via Mubarak», «Pane, lavoro e salario minimo» in migliaia scendono in piazza in tutto il paese. Almeno tre le vittime. Un movimento ampio, oltre ogni previsione, pieno di donne. Il regime trema. In fuga il figlio del presidente, destinato alla successione

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment