Boom nelle città dei supermercati aperti di notte ma è polemica

Carrefour lancia la campagna h24 I sindacati scendono in trincea “Turni malpagati, sono solo sacrifici”

LAURA MONTANARI, la Repubblica redazione • 28/6/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Stili di vita e di consumo • 2632 Viste

ROMA. La spesa sempre, a tutte le ore. Le corsie del supermercato come quelle delle aree di servizio in autostrada, aperte h24, senza sosta, con il carello pronto all’uso e gli scaffali, dai pomodori al bagnoschiuma, dal detersivo ai formaggi, a disposizione dei consumatori. Appena Carrefour ha annunciato in Toscana il progetto di aprire giorno e notte un ipermercato di Massa, i sindacati hanno provato a fare muro. A Lucca hanno proclamato persino due giorni di sciopero in un ipermercato che da giugno resta aperto tutti i giorni fino a mezzanotte. Il progetto va avanti lo stesso.
Eppure, la spesa di notte è diventata una realtà che questa celebre catena di supermercati sperimenta già da qualche tempo: il primo caso è stato a Milano, un market in piazza Principessa Clotilde, anno 2012. Negli ultimi mesi l’accelerata che rivela una precisa strategia aziendale. Ad oggi sono diventati una cinquantina, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, i centri Carrefour che non spengono mai le luci. In lista, dalle grandi città — Roma, Napoli, Milano — a quelle più piccole, Imperia, Alassio, Trapani, Salerno.
L’ultimo annuncio riguarda appunto Massa, in Toscana e ha colto tutti in contropiede: «A Massa vogliono aprire 24 ore su 24? E chi ci va a comprare la frutta e i detersivi alle tre di notte?» si chiedevano increduli al sindacato. Sarà così dal 1° luglio: intanto per i mesi estivi, quando i turisti affollano quel pezzo di costa raddoppiando il numero dei residenti, poi a settembre si faranno i conti. «Usano soltanto lavoratori interinali» accusano Cgil, Cisl e Uil che temono l’effetto virale, cioè il diffondersi delle aperture lunghe per la spesa di notte anche per altre catene. «Si colpiscono soprattutto le donne, come si possono conciliare questi turni con la vita di tutti i giorni? C’è qualcuno per esempio che pensa questione della sicurezza? — chiede Cinzia Bernardini della Filcams Toscana — Quando finiscono i turni di notte non c’è più nemmeno un bus». Naturalmente non è soltanto un problema di servizi di trasporto: «Un lavoratore di notte prende al massimo otto euro in più» denunciano i sindacati toscani che promettono assemblee e una battaglia che adesso è soltanto all’inizio. «Non ci sono benefici, solo sacrifici » è lo slogan. «A Milano il servizio è partito da piccoli supermercati dove il sindacato non aveva una forte rappresentanza — spiega Massimo Bonini della Filcams Cgil — Noi siamo decisamente contrari: i risultati economici oltretutto non ci sono e nemmeno le assunzioni».
Il fatto è che il decreto Monti permette queste aperture così che la battaglia del sindacato (simile a quella delle aperture domenicali) ha le armi spuntate: «Io credo sia giusto lasciare all’impresa la libertà di scelta — sottolinea Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione — questo prolungamento notturno dell’orario ha costi alti, le aziende lo fanno se il servizio incontra il favore del pubblico. E comunque sono episodi sporadici gli h24, a macchia sul territorio, l’Italia non è come gli Stati Uniti». Però di fatto gli orari della città si allungano e non soltanto nelle zone turistiche in occasione della stagione. Molti supermercati arrivano oramai di regola alle 20,30 (le Coop) o alle 21 (Esselunga) con eccezioni alle 22. Il fenomeno coinvolge pure i negozianti al dettaglio: «Ci sono pescherie, panetterie e macellerie che danno la possibilità al cliente di cenare in bottega — riprende Cobolli Gigli — hanno capito che vanno incontro a una domanda della clientela».

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