Casson crolla L’avanzata del centrodestra nei Comuni

La sconfitta netta a Venezia del Partito democratico, che prende Mantova e Trani ma perde anche Arezzo, Matera, Nuoro e Fermo

Dino Martirano, Corriere della Sera redazione • 15/6/2015 • Copertina, Politica & Istituzioni • 803 Viste

Affluenza ancora in calo, rispetto al primo turno, ai ballottaggi delle elezioni amministrative svoltesi ieri in 78 Comuni (12 i capoluoghi). A Venezia, secondo i primi dati, Luigi Brugnaro (centrodestra) sarebbe in vantaggio su Felice Casson, che aveva vinto due settimane fa. «Abbiamo dato tutto quello che potevamo dare», dichiarano dal quartier generale del Pd. Berlusconi: è la prova che il premier ha perso smalto.
ROMA È un vero ribaltone, quello di Venezia, dove il candidato del centrosinistra, il senatore dissenziente del Pd ed ex pm, Felice Casson, è stato battuto al ballottaggio dall’imprenditore Luigi Brugnaro che, intorno alla mezzanotte, si è presentato davanti alle telecamere forte di un 53,2% capace di mettere fine alla battaglia della Laguna, con un risultato a sorpresa. Il centrodestra, dunque, dopo la Liguria, conquista un’altra roccaforte della sinistra ribaltando un risultato che al primo turno aveva premiato l’ex magistrato con ben 10 punti di vantaggio.
Mentre si aspettava l’esito della battaglia di Venezia — il cui risultato ha una valenza nazionale nel partito perché la sconfitta del Pd segue la stagione dello scandalo Mose che ha falcidiato la giunta dell’ex sindaco Orsoni — gli occhi erano tutti puntati sull’affluenza. Ai ballottaggi infatti (e stavolta si votava in 78 Comuni, di cui 12 capoluoghi) la partecipazione è da sempre in caduta libera. E così è andata anche in questa mini tornata elettorale che avrebbe dovuto mobilitare due milioni di cittadini oltre la metà dei quali, invece, alla fine è rimasta a casa. La percentuale dell’ affluenza (47,1%) è dunque schizzata di 16 punti verso il basso rispetto al primo turno di 15 giorni fa (63,2 %).
Servirà tempo per capire quanto l’astensionismo abbia influito sulla sconfitta di Casson. In realtà, il candidato del centrosinistra contava sull’aiuto dei grillini che non è arrivato e che al primo turno avevano ottenuto il 12%. Invece, Brugnaro è riuscito a convogliare al ballottaggio i voti dei leghisti che al primo turno avevano puntato su Angelo Bellati (11,8%). Brugnaro, gustandosi la vittoria, ha detto che «c’è un partito del fare, del lavoro che ha sconfitto il partito del no», per ribadire poi che sarà un sindaco «trasversale»: capace di collaborare con il governatore Zaia e con il premier Renzi.
Il centrosinistra vince a Mantova, Lecco, Macerata, Trani mentre ad Enna, dove si vota anche oggi fino alle 15, sarebbe solo questione di ore per la proclamazione del «barone rosso» del Pd Vladimiro Crisafulli .
Cattive notizie invece arrivano da Arezzo dove gli elettori hanno premiato sul filo di lana il candidato del centrodestra Alessandro Ghinelli che pure al primo turno era stato staccato di nove punti da Matteo Bracciali del centrosinistra. Passo indietro per il Pd e i suoi alleati anche a Nuoro dove Alessandro Bianchi deve farsi da parte davanti alla travolgente vittoria di Andrea Soddu sostenuto dai comitati cittadini e dagli autonomisti sardi.
Il centrodestra vince a Chieti e a Rovigo dove è la Lega a fare la differenza. Mentre a Fermo ci ha pensato una lista civica a fermare il candidato del centrosinistra. Candidati del centro sinistra sconfitti anche a Vigevano e a Voghera.
Ma anche dal Sud non arrivano buone nuove per il Pd. Innanzitutto fa molto male ai dem la sconfitta di Matera dove Salvatore Adduce (45,4%) ha ceduto il passo a Raffaello De Ruggeri (54,5%). In Calabria si votava anche in alcuni popolosi Comuni: il centrosinistra vince a Castrovillari ma perde a Lamezia e a Gioia Tauro dove si affermano i candidati sostenuti da Forza Italia.
Il Pd di Matteo Renzi è reduce dalla vittoria alle Regionali, per 5 a 2, ma ha ancora in bocca l’amaro della sconfitta in Liguria. Ora, però, c’è anche il ribaltone di Venezia da far digerire.
Dino Martirano

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